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TEST ENDURO | RIEJU MR 300 Racing

Nel corso della sua storia l’azienda spagnola è sempre stata molto attenta al mondo del fuoristrada, producendo già verso la ne degli anni ‘70 i suoi primi modelli da regolarità per poi presentarsi nel 2010 con una serie di moto in produzione limitata del modello Marathon. La MR 300 Racing è una sorta di araba fenice, che rinasce dalle ceneri dell’ultimo progetto enduro dell’epoca GasGas Torrot, ovvero la EC progettata da Miki Arpa nel 2017.

Una motocicletta dalle indiscusse qualità tecniche portata in gara e sviluppata da campioni del calibro di Christophe Nambotin, Antoine Basset, Jonathan Barragán e Danny McCanney e che vide coinvolto anche il nostro amico Giò Sala nelle vesti di Team Manager. Purtroppo, a causa di una serie di vicissitudini commerciali ed economiche dell’azienda spagnola, l’ultima generazione del modello EC non ha raccolto i risultati meritati.

 

Ora quel progetto cambia nome, colore e proprietà, tornando sul mercato con l’obiettivo di rilanciare il marchio Rieju nel settore delle enduro racing. L’intento è quello di far un buon lavoro e di raccogliere il consenso degli appassionati. Durante una calda giornata di ne luglio abbiamo avuto il piacere di provare la prima Rieju MR 300 Racing arrivata in Italia.

Prima però di parlare della moto vogliamo raccontarvi qualcosa di più sulla storica azienda spagnola. Rieju venne fondata nella città di Figueres nel 1942, nei pressi di Barcellona da due giovani imprenditori Luis Riera Carré e Jaime Juanola.
Il nome Rieju è infatti l’acronimo dei loro cognomi. Nel corso dei primi anni di vita l’azienda passò dalla produzione di accessori per biciclette al primo esemplare di bicimotore denominato “autociclo”.

 

Nel 1953 fu introdotta sul mercato la prima motocicletta prodotta integralmente da Rieju ed equipaggiata con un motore AMC da 175 cc a 4 tempi. Nel 1964, in seguito alla crisi dei motori a 4 tempi, Rieju siglò un importante accordo con l’italiana Motori Minarelli, azienda leader nella produzione di propulsori di piccola cilindrata. Da quel momento l’azienda spagnola si specializzò nella produzione di ciclomotori allora molto apprezzati soprattutto per la loro grande affidabilità. Successivamente la gamma venne ampliata con diversi nuovi modelli, tra cui anche una prima versione di ciclomotore dedicato all’off-road.

Nel 1979 Rieju entrò ufficialmente nel mondo del fuoristrada con la produzione dei modelli Marathon da Regolarità, moto divenute famose con lo slogan “le moto verdi dedicate all’avventura”. Oggi l’azienda spagnola è una realtà consolidata nel mondo, conta circa 110 dipendenti ed una produzione di 13.000 motociclette all’anno.
Rieju è specializzata nelle piccole cilindrate da 50 cc e 125 cc con una gamma che spazia dallo scooter, all’enduro e dal supermotard alle stradali.

 

 

Parlando di tempi moderni, l’ultima enduro racing rmata Rieju risale al 2010 con il modello “Marathon”. Il progetto, fortemente voluto da Mirko Torri, Responsabile Commerciale di Rieju in Italia, nacque nel 2007 prevedendo la realizzazione di motociclette progettate e realizzate dall’azienda spagnola ma con l’utilizzo di propulsori Yamaha WRF 250 e 450 cc… leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine 66 in edicola o acquistalo online CLICCANDO QUI!

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