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TEST DUAL | MOTO MORINI X-CAPE 650

Andiamo con ordine e facciamo un piccolo passo indietro no al tre di settembre, giorno in cui ho appuntamento a Sanremo per fare la conoscenza della mia compagna di viaggio, la tanto attesa Moto Morini X-Cape 650.
C’è davvero tanto interesse e molta curiosità nei confronti di questo nuovo modello adventure prodotto dallo storico marchio bolognese, forte di un design che lascia il segno e da un prezzo di vendita decisamente interessante.

 

Quello che mi aspetta è un viaggio di circa cinquecento chilometri che da Sanremo mi porterà sino a Sestriere attraverso strade montane prevalentemente sterrate da percorrere in circa ventiquattro ore di guida. La Moto Morini X-Cape 650 è una crossover stradale che strizza l’occhio al mondo del fuoristrada leggero, equipaggiata con una ruota anteriore da 19”, sospensioni regolabili ed una base elettronica ridotta ai minimi termini. Sarà in grado di portarmi sino al traguardo di questa avventura in offroad?

 

I primi passi di Moto Morini nel mondo del fuoristrada risalgono all’inizio degli anni ‘60 con la mitica Corsaro 125 Regolarità, una moto che nel corso degli anni conquistò diverse vittorie.
Quello che mi piace pensare è che nel DNA di questa azienda (dal 2018 di proprietà del gruppo cinese Zhongneng Vehicle Group) sia rimasto ancora qualche cromosoma legato al mondo dell’off-road, e che la X-Cape 650 rappresenti il primo tassello verso un ritorno al fuoristrada.

Il motore ha un’erogazione dolce e progressiva, l’ideale per i neofiti della guida in fuoristrada.

 

Il mio obiettivo è ben definito e punta diritto verso i 2.035 metri di altitudine di Sestriere. Sarà un viaggio condiviso con due uomini dello staff di Moto Morini: Massimo Gustato, l’ingegnere che ha progettato la X-Cape, e Gabriele Manzi, uomo dello staff tecnico; entrambi motociclisti esperti ed appassionati di fuoristrada.

La moto in mia dotazione è molto vicina a quella che sarà la versione di serie (la X-Cape 650 è stata messa in vendita dal mese di ottobre) e, oltre ad alcune personalizzazioni legate ad altezza leve e manubrio, è stato disattivato completamente l’ABS e sono stati montati degli pneumatici specifici per un utilizzo off-road quali i Metzeler Karoo 3, al posto dei Pirelli Scorpion Rally STR di primo equipaggiamento. La posizione di guida è comoda e la sella standard ha un’altezza da terra di 845 mm che permette di appoggiare bene entrambi i piedi a terra anche ai piloti meno alti (è comunque disponibile come optional una sella più bassa che riduce l’altezza da terra portandola a 820 mm).

 

Io sono alto 190 cm e devo sedere in maniera un po’ arretrata per trovare la giusta posizione delle ginocchia a contatto con il serbatoio.
Sono vestito da enduro e le ginocchiere che indosso non si sposano bene con l’ergonomia della X-Cape ed impiego qualche minuto per adattarmi ma poi finalmente, posso concentrarmi solo sul piacere di guida. Il peso a secco della X-Cape è di 213 chilogrammi, quasi 230 in ordine di marcia, non pochi se consideriamo che il motore è un bicilindrico in grado di erogare sessanta cavalli a 8.250 giri con una coppia massima di 56 Nm a 7000 giri… leggi tutto il test su Endurista Magazine 73 in edicola oppure acquista la tua copia sul nostro sito CLICCANDO QUI!