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TEST ENDURO | Rieju Hard Offroad, largo ai giovani!

Testo: Angelo Gambino
Foto: Rodolfo Maraldi

Rieju (azienda spagnola con alle spalle settantacinque anni di storia nel settore delle motociclette) è il più antico produttore attivo della Spagna che vanta una produzione di 17.000 veicoli l’anno in trentotto modelli diversi e che esporta il 90% della sua produzione in più di trenta paesi. Dati importanti che fanno capire la solidità di questo brand leader in Europa nelle motociclette di piccola cilindrata con cambio e che vanta un reddito lordo 2020 di 30 milioni di euro.

 

 

Mirko Torri, Direttore commerciale Rieju Italia: ho sempre spinto per un ritorno alle gare perché ritengo che il motorsport sia un aspetto fondamentale su cui puntare, sia a livello tecnico che di immagine.

Ecco perché quando un’azienda di questa importanza decide di affrontare una nuova sfida vuole farlo ad alto livello. Il rientro ufficiale nel mercato dell’offroad avviene nel 2020 dopo che Rieju rileva la proprietà intellettuale ed industriale della piattaforma enduro GasGas dell’azienda Torrot.

A circa metà anno inizia la commercializzazione della MR 300 (Endurista Magazine l’ha presentata in anteprima esclusiva per l’Italia sul n. 66) e, a inizio 2021, nascono la divisione “Racing” ed un nuovo brand Rieju denominato: Rieju Hard Off-Road con a capo l’ex pilota spagnolo Miquel Garcìa nel ruolo di Responsabile Sportivo.
Due i piloti schierati, una vecchia conoscenza per Endurista Magazine, da anni in qualità di tester ufficiale, Sonny Goggia.

 

Ciao Sonny, nuovo anno e nuovi colori, come è avvenuto il passaggio a Rieju?

Diciamo che questa opportunità è arrivata in maniera abbastanza naturale. Avevo già provato la moto quando era marchiata GasGas Torrot ed ebbi subito ottime impressioni. In seguito all’ingresso di Rieju nel mondo dell’enduro parlai con Mirko Torri (Direttore Commerciale di Rieju Italia) ma entrambi non avevamo ancora le idee chiare sul lavoro da fare e il progetto non proseguì.

 

Puntando tutto sui giovani, il secondo pilota è Nicola Grossi di appena sedici anni: Nicola Grossi.

Ciao Nicola, presentazione ufficiale, photo shooting. Immagino siano tutte cose nuove per te, che effetto ti fa essere parte del team Rieju Hard Off Road ufficiale a soli sedici anni?

Ancora non ci credo! È veramente tutto molto bello perché sono nel mondo dell’ Hard Enduro da meno di un anno e aver avuto questa opportunità è qualcosa di fantastico.
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TEST ENDURO | KTM 350 EXC-F Factory EDITION 2022

Testo e foto: Rodolfo Maraldi
Tester: Sonny Goggia

L’avvento dell’avviamento elettrico dell’ultimo ventennio poi, ha segnato una scolta epocale ed oggi il “bottoncino” magico è un accessorio a cui  difficilmente potremmo rinunciare; tant’è vero che è presente oggi su praticamente tutte le motorizzazioni.
L’avviamento elettrico, motociclette facili da usare, pesi complessivi sempre più ridotti ed un parco sospensioni confortevole, sono fattori che hanno notevolmente semplificato la vita dell’endurista medio, riavvicinando alla “disciplina” negli ultimi anni anche numerose chiome “grigie”.

Ma l’efficacia di una motocicletta, nella maggior parte dei casi non basta per indurci all’acquisto. La moto ci deve anche piacere. Molto!
Saprete quanto è importante guidare una bella motocicletta, fattore che a volte prende il sopravvento persino sulle caratteristiche prestazionali.
A livello amatoriale, galvanizzati da una bella moto, sappiamo a volte anche esprimerci meglio sui campi di gara, indipendentemente dalla ciclistica e dai cavalli a disposizione.

Fa sorridere ma è proprio così, una bella moto può esercitare sul pilota il classico effetto placebo, cioè quella reazione psicologica che spesso diventa persino filosofica. Se poi oltre all’estetica, c’è anche tanta sostanza (come ci ha abituato negli anni KTM) allora siamo proprio a cavallo, anzi in sella. Si sente sempre più spesso parlare di versioni “speciali”, cioè quei modelli accessoriati che si distinguo- no dalle versioni standard per l’adozione di numerose e pregiate Special Parts.

Una fra queste è sicuramente il modello SixDays di KTM che tutti conosciamo, versione dedicata alla celebre competizione di enduro.
Oggi sul mercato, KTM propone altre versioni dove, oltre ad una componentistica all’avanguardia, è stato curato in particolar modo lo stile come il modello ErzbergRodeo. Lo scorso hanno vi abbiamo parla- to anche della KTM EXC WESS Edition, modello dedicato al neonato campionato di Enduro Estremo World Enduro Super Series mentre questa volta, sarà la versione speciale EXC-F 350 Factory Edition la protagonista del nostro test.

Questa Factory Edition mi è piaciuta in ogni situazione al punto di non aver individuato nemmeno un difetto o un punto debole

Sviluppata in collaborazione con il pilota spagnolo Josep Garcia, la KTM EXC-F 350 Factory si distingue subito dalle versioni standard per le accattivanti grafiche Red Bull KTM Factory Racing, per la sella di colore blu e per il telaio color arancio. Fanno bella mostra le ruote “Factory” con i mozzi anodizzati di color arancio abbinate ad una lunga lista di componenti di derivazione racing come il paramotore, la protezione del disco del freno anteriore, la ventola di raffreddamento e le protezioni del radiatore, il commutatore al manubrio per la selezione delle mappature e l’inserimento del sistema Traction Control, la corona Supersprox Stealth, il tappo del rabbocco dell’olio anodizzato arancione e le belle piastre della forcella fresate al CNC, anch’esse anodizzate “orange”. La Factory Edition nasce dalla base della già apprezzata KTM 350 EXC-F ma vanta tutti quegli accessori ed accorgimenti necessari per schierarsi alla partenza di una gara… Leggi tutto il test su Endurista Magazine 73 in edicola oppure acquista la tua copia sul nostro sito CLICCANDO QUI!

 

TEST | Meglio 2t o 4t? Husqvarna FE 350 2022

Testo e Foto: Rodolfo Maraldi

Le attuali motociclette 4 tempi di cilindrate anche importanti, vantano erogazioni sempre più gestibili grazie all’avvento dell’elettronica e a ciclistiche leggere che poco hanno da spartire con quelle di qualche anno fa. Anche i motori due tempi, grazie all’introduzione del miscelatore automatico, del contralbero di bilanciamento che attenua le vibrazioni e dell’iniezione elettronica per alcuni modelli, vantano caratteristiche sempre più simili ai cugini a quattro tempi.

Ormai il mondo dell’enduro è diviso in due nette fazioni, gli amanti dei 4 tempi e gli irriducibili “duetempisti”.

Se la differenza di peso tra le più leggere moto a 2T e quelle più pesanti a 4, era spesso una delle peculiarità per cui si sceglieva una motocicletta piuttosto che un’altra, oggi anche questo fattore non è più così decisivo in quanto i pesi effettivi di ambedue sono pressoché allineati.

I motivi per cui oggi si sceglie di acquistare una motocicletta 2 o 4T, non dipende neanche più dalla tipologia di percorsi che ci piacciono affrontare rimanendo oramai puramente una questione di gusti personali. Ma tecnicamente quali sono le differenze tra un propulsore a due e a quattro tempi? La differenza tecnica tra un motore a due tempi ed un motore a quattro è da identificarsi nel numero dei passaggi che danno vita alla combustione. In una motorizzazione a quattro tempi le fasi sono quattro mentre nel motore a due tempi sono come potrete immaginare solo due.

 

I modelli Husqvarna 2022 hanno nuove colorazioni con finiture grigie opache per il telaio, cover della sella e parasteli. Anche le nuove grafihe riportano il colore grigio con alcuni dettagli di colore giallo. Nuovo il rivestimento della sella dal comfort migliorato e l’adozione di nuovi pneumatici Michelin Enduro.
Il modello sostanzialmente è identico a quello dell’anno passato, tranne che per l’adozione di un nuovo impianto frenante rmato BRAKTEC abbinato ai dischi Wave GSK e di una nuova pompa della frizione idraulica, sempre Made in Spain.

Già famosa nel mondo del trial, dal 2021 la Braktec (divisione offroad della J.Juan) ha creato una linea di freni dedicati al mondo dell’Enduro ed è oggi fornitrice per impianti frenanti di primo equipaggiamento
di numerosi produttori come BMW, KTM, GasGas, Husqvarna, Indian, Polaris, CFMoto, Triumph, Piaggio, Honda-Montesa, Sherco, TRRS e Vertigo.
Altri aggiornamenti della FE 350 2022 sono la nuova taratura della forcella WP XPLOR e del mono ammortizzatore XACT… leggi tutto il test su Endurista Magazine 72 in edicola oppure acqusita la tua copia sul nostro sito CLICCANDO QUI

INTERVIEW | Sonny Goggia e GasGas insieme nel 2021

Conosco Sonny Goggia da diverso tempo, inizialmente seguendolo come spettatore appassionato di enduro estremo, poi condividendo qualche giornata in moto ed in ne, storia recente, collaborando con la redazione di Endurista Magazine. Nel corso degli anni c’è una cosa che mi ha sempre colpito di Sonny, il suo immancabile sorriso solare, l’espressione sincera ed il suo approccio positivo alla vita, a mio avviso una delle doti più belle che posso riconoscere in una persona.

 

 

Da tempo Sonny collabora con la nostra testata e, in attesa dell’inizio della nuova stagione di gare, abbiamo deciso di dedicargli una meritata intervista per conoscere meglio la sua storia e parlare delle nuove sfide che lo attendono. Anno nuovo e moto nuova!

Devo ammettere che il rosso ti dona, tu come ti vedi?
Sono davvero entusiasta di vestire i colori di GASGAS, quando ho guidato la nuova EC 300 per la prima volta in Austria, proprio durante la presentazione fatta per Endurista Magazine sul numero 67, ho avuto da subito un ottimo feeling. Penso che sia la moto giusta per potermi esprimere al meglio nelle competizioni estreme che mi attendono in questo 2021.

 

 

Mi racconti chi sei e da dove nasce la tua passione per la moto?
Ho 26 anni e sono di Piantedo, un piccolo paese della Valtellina. Da un paio di anni mi sto impegnando al massimo per diventare pilota professionista di enduro estremo ma in Italia non è proprio facile… leggi tutta l’intervista su Endurista Magazine 68 in edicola oppure acquistalo online CLICCANDO QUI!

ANTEPRIMA ENDURISTA – Oggi parliamo di Stopping!

Testo: Rodolfo Maraldi
Foto: Mario Pierguidi
Tester: Sonny Goggia

Lo stopping è il termine usato per identificare l’eserciziodi percorrere un tratto di strada in equilibrio solo sulla ruota anteriore.
Già immagino la scena.
Il bar è gremito di enduristi e civili che aspettano solo voi per partire per l’endurata della domenica. Mentre arrivi da lontano vedi già che regna un’aria di festa e al suono del tuo scarico, tutta l’attenzione si focalizza su di te, ultimo ad arrivare.

Lo Stopping è un esercizio utile per padroneggiare al meglio la moto alla ricerca di quella sensibilità che potrebbe cavarci a volte dagli impicci.

É il momento giusto per sfoggiare lo stopping che avete imparato proprio per un’occasione come questa.
Leggera curva e pinzata decisa all’anteriore. La forcella si comprime e la ruota posteriore si solleva da terra.

Ora si tratta di mantenere in equilibrio e per il più tempo e metri possibili, il punto di non ritorno, ossia quel limite che se valicato, vi farebbe capovolgere trasformando il vostro momento di gloria in un un’epocale gura di merd… Leggi tutto l’articolo su Endurista 57 in edicola.