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INTERVIEW | Ricky Brabec

Ricky Brabec fa la storia con la sua Honda CRF 450, vincendo la Dakar 2020 in Arabia Saudita, il rally più famoso, estenuante e sicuramente più venerato del pianeta. Brabec è diventato così il primo americano a salire sul gradino più alto del podio nei 42 anni dalla prima edizione della Dakar e, insieme al Monster Energy Honda Team ha siglato la conclusione del dominio KTM che durava da quasi due decenni.

Abbiamo intervistato il secondo classificato all’edizione 2021, prima della partenza della Dakar

Nato nel 1991 a Mira Loma, in California, Brabec ha trascorso una vita tra deserto e moto. Quando la sua famiglia si trasferì da Riverside a Hesperia, città circondata dal deserto del Mojave, il dado era tratto. Dall’età di quattro anni, Brabec si è “sporcato” nella sabbia e nella polvere, affinando le abilità necessarie per vincere un giorno la gara off-road su due ruote più dura del pianeta.

 

 

“Hai bisogno di mangiare, dormire e respirare Dakar”, spiega Brabec.
“È uno sforzo disumano correre lì in quelle condizioni ed è folle pensare che ce l’abbiamo fatta, che siamo andati lì ed abbiamo vinto. Ricordo di aver visto le foto della Dakar quando ero più giovane chiedendomi se un giorno sarei mai riuscito a parteciparvi. Mio padre mi ha insegnato a guidare la moto da cross quando ero piccolo, l’ho adorato per questo ma non avrei mai immaginato che avrebbe potuto portarmi a questo risultato! Ancora oggi guido e mi alleno nella Honda Valley: abbiamo alcuni dei migliori single track del mondo qui, ed è tutto davanti alla mia porta di casa”.

 

 

Brabec avrebbe potuto vincere dodici mesi prima, avvicinandosi incredibilmente alla vittoria della 41esima edizione della Dakar alla prima edizione in Arabia Saudita.

“Ricordo di essere sceso dall’aereo, di aver guardato il deserto e le rocce e di aver pensato che era proprio come a casa nel Mojave. Il deserto è esattamente lo stesso, solo l’Arabia Saudita ha meno cespugli. Nel mio deserto del Mojave ci sono cespugli ovunque ed è davvero difficile riuscire ad andare veloci in linea retta… leggi tutta l’intervista su Endurista Magazine 68 in edicola o acquista la tua copia online CLICCANDO QUI!

Obiettivo Dakar | The Book

La Paris-Dakar, la corsa leggendaria voluta da Thierry Sabine, è da sempre un’icona del motosport, una di quelle gare che sono entrate nell’immaginario degli appassionati, e non solo. Attraverso i ricordi e le parole dei protagonisti delle edizioni africane il libro ripercorre km, problemi, aneddoti, avventure e passione. Privati o ufficiali i protagonisti di questo libro si sono messi in evidenza per lo spirito di adattamento, per la velocità e il coraggio.

 

 

Gio Sala, Beppe Gualini, Fabio Marcaccini, Ciro De Petri, Giampiero Findanno, Claudio Torri, Claudio Terruzzi e Gigi Soldano sono i protagonisti che ci hanno regalato i loro ricordi e le loro storie.

Dall’esperienza del sito parisdakar.it, che raccoglie racconti e storie della gara africana prima del suo trasferimento fuori dal continente nero, nasce l’idea di un libro in cui fermare questi momenti, in cui dare spazio a chi li ha vissuti, cercando di raccoglierne le emozioni più intense.

 

 

160 pagine di racconti impreziositi dalle immagini provenienti dagli archivi personali dei protagonisti fra cui quasi un centinaio direttamente dal materiale immortalato negli anni da Gigi Soldano. I racconti, i protagonisti e le moto che hanno resa mitica la Paris-Dakar.

Un libro da guardare, sfogliare e leggere.

Autori
Gianluca Ferrini, ideatore e gestore del sito www.paris.dakar.it ed esperto di comunicazione e Nicolò Bertaccini, ideatore e curatore del blog www.motociclistidatavola.wordpress.com.

 

Obiettivo Dakar 160 pagine

Copertina cartonata

€ 29,00 + spese spedizione.

Per info e ordini info@parisdakar.it

DAKAR 2020 | Il sogno di Ricky Brabec

Trionfatore alla Dakar 2020, Ricky Brabec ha rilasciato la sua prima dichiarazione, citando la famosa frase di Soichiro Honda: “È un sogno, un sogno che diventa realtà”.

Senza dubbio, vincere la Dakar era diventato qualcosa più di un sogno, un desiderio o un obiettivo. Era stato così fin da quando Honda nel 2013 aveva fatto il suo ritorno in forma ufficiale nella gara off-road più estenuante al mondo. Il progetto aveva continuato ad evolvere e crescere, creando un team che aveva imparato dagli errori passati e dai duri colpi subìti, edizione dopo edizione. Non a caso la Dakar è strettamente associata alla frase “può succedere di tutto”. Il successo arriva finalmente a metà gennaio 2020, con tutta la squadra del Monster Energy Honda Team che celebra il tanto atteso trionfo sul podio finale: Ricky Brabec e la Honda CRF450 RALLY avevano vinto.

“A dream come true.” Ricky Brabec’s rise to Dakar domination

Ricky Brabec aveva scommesso sulla sua vittoria alla Dakar ben prima che la corsa prendesse il via il 5 gennaio a Gedda, in Arabia Saudita. Lo aveva fatto nel momento in cui il 29enne californiano decise di dedicarsi interamente alla sua passione per le moto da fuoristrada. Brabec si concentrò sulle gare nel deserto. Nel 2014 vinse tutto quello che c’era da vincere, impresa che non sfuggì a uno dei più importanti esponenti di Honda America, Johnny Campbell. Il detentore del record di vittorie alla Baja vide in Brabec un diamante grezzo. L’ex pilota della Dakar Jimmy Lewis, classificatosi terzo nell’edizione del 2000, era della stessa idea. I due si diedero da fare per modellare e perfezionare questa brillante giovane promessa che, talvolta, ebbe difficoltà nella transizione da “buon pilota” a “top rider”.

Da allora Campbell è diventato il mentore di Ricky e lo conosce meglio di chiunque altro. “Il mio rapporto con Ricky è iniziato nel 2015. Arrivò nel team e gli serviva una mano qui negli Stati Uniti con Honda. Ovviamente eravamo attratti l’uno dall’altro” confessa Johnny, che definisce Ricky “un ragazzino con molta energia che aveva bisogno di una guida e di essere indirizzato. Dove andare? Cosa fare? Come perfezionarlo per le gare Rally? Fu così che formulammo un piano. Formulammo una strategia in ottica Dakar. Ci mettemmo in contatto con Jimmy Lewis. Iniziammo a fare una preparazione per i rally un po’ più avanzata.”
E aggiunge: “In Ricky vedevo una persona che era stata un campione negli Stati Uniti e ora si cimentava nei rally nel deserto. Una persona che poteva lottare per salire sul gradino più alto del podio. Non appena iniziammo la preparazione per i rally, i progressi non tardarono ad arrivare. Ricky odiava a morte quella preparazione! Gli allenamenti per lui erano “torture” e non gli piacevano affatto. Ma tenne duro. Ha insistito, toccando con mano i risultati della preparazione e le diverse abilità che stava acquisendo.”

 

“A dream come true.” Ricky Brabec’s rise to Dakar domination

Nel 2016 Brabec fu ingaggiato dal team ufficiale HRC. Dopo anni trascorsi a “imparare il mestiere”, nell’edizione 2019 della Dakar la sua performance fu eccellente: mantenne, infatti, la leadership della corsa fino alla terz’ultima tappa. L’anno seguente il pilota partì tra i favoriti e il resto è storia. La sua vittoria è stata decretata al termine del rally, sul traguardo a Qiddiyah. Missione compiuta.

“Vincere la Dakar è stato meraviglioso. Molte persone pensavano che un americano non ci sarebbe mai riuscito. È davvero una bella sensazione, essere il primo ad averlo fatto. Sono molto fortunato: ho Johnny al mio fianco, mi alleno con Jimmy Lewis e ora fa parte del mio team anche Kendall (Norman, suo meccanico). Lavoriamo tutto l’anno per questo obiettivo; certi giorni non vorremmo essere lì e non vorremmo lavorare e allenarci, ma è quel che serve per fare il nostro lavoro e portare a casa una vittoria. Mi sento davvero bene. Se tutto va nella giusta direzione, nel 2021 bisseremo il successo e continueremo ad essere nella top 3 nei prossimi due anni. Questo è il nostro obiettivo. Abbiamo già vinto la Dakar, quindi ora credo che noi tutti sappiamo cosa serva per vincere. Spero che le persone

“A dream come true.” Ricky Brabec’s rise to Dakar domination

all’interno del team Honda non cambino, in modo da lavorare con lo stesso impegno e la stessa sinergia viste in Arabia Saudita.”

Ricky Brabec assapora il trionfo nel suo nuovo ruolo di campione in carica: tutti vogliono essere parte di questo successo, dall’Arabia Saudita agli Stati Uniti. Accolto in patria come un’eroe, ha persino ricevuto un riconoscimento da Rob Dingman, President and CEO dell’AMA (American Motorcyclist Association).

“Per me non è cambiato niente” afferma il pilota americano, che sostiene: “Continuo a vivere la mia vita e mi alleno come ho fatto l’anno scorso, continuo ad andare in palestra e in bici. La Dakar è decisamente una corsa leggendaria che vogliamo tutti vincere e portare a termine ogni anno. Ma non puoi permetterle di cambiarti. Non puoi montarti la testa. Non puoi permettere alla Dakar di farti sentire più grande di quanto tu non sia. Devi restare umile, concentrato e lavorare sodo per preaparti al meglio per questa gara, ogni giorno” ribadisce Brabec, che ancora trova il tempo per “stare all’aperto, godersi il bel tempo, stare con gli amici e organizzare una grigliata.”

Nel frattempo Johnny Campbell continua a riporre tutta la sua fiducia sul californiano: “L’anno dopo l’edizione 2019 eravamo alla resa dei conti. Per lui, era davvero difficile a livello mentale. Ha raccolto tutte le forze. Lo voleva davvero. Non ha mollato. Un campione si comporta così. E Ricky è un campione. Continuiamo a lavorare con lui in ottica Dakar 2021 cercando di alzare l’asticella. Vedrete un nuovo lato del carattere di Ricky.”

Obiettivo Odissea: Team Himoinsa Dakar 2017

La mia storia comincia molto tempo fa, con gare di regolarità (allora si chiamava così…) e dopo, nel periodo meno giurassico, di enduro e rally. I rally mi hanno affascinato sin da subito, complice il mio amore per i boschi, la navigazione, la natura, dopo vari anni di Campionato Italiano con la vittoria di titoli Veteran e Marathon e sporadiche uscite internazionali in Marocco, Romania, Grecia. In seguito ad un delicato intervento chirurgico ho smesso il ruolo di pilota e iniziato una proficua collaborazione con RMG in Italia e Orga internazionali come Hellas, Transanatolia, Serres e quest’anno Panafrica.
Al Panafrica in Marocco, dopo aver verificato l’impossibilità di utilizzare il road book, gli organizzatori spagnoli di questo rally mi
hanno chiesto di utilizzare la mia esperienza per un compito assolutamente gradito: seguire, durante la
gara Rosa Romero Font, pilota del team Himoinsa e moglie del famoso Nani Roma, (pilota ufficiale Toyota).
E’ nata una cordiale amicizia, sfociata in una cena con Miguel Puertas, ex Tenente colonnello dell’Aviazione spagnola e attuale TM di Himoinsa, Responsabile unico del Team. Conoscevo già Gerard Farres, pilota ufficiale di vari Team e veterano di Rally Raid, con il quale ho condiviso qualche avventura al Transanatolia 2015…
(leggi tutto l’articolo sull’Endurista in edicola).

Testo: Romano Caviglia

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