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TEST ENDURISTA – Beta RR 300

Finalmente è arrivata la nuova Beta 300 RR 2019 e ho avuto la fortuna di testarla nel suo habitat naturale, la mulattiera.

Ancor prima di salire in sella noto subito qualcosa di diverso: mi ero già preparato il mio do cacciavite a taglio per fare le regolazioni di rito a forcelle e mono ma… non ci sono viti di registro. O meglio, le nuove forcelle ZF Sachs con diametro da 48 mm permettono la regolazione di compressione, ritorno e anche di precarico molla agendo direttamente sulla testa della forcella senza l’ausilio di nessun attrezzo.

Anche Beta sposa la filolosofia del “basta sdraiarsi a terra per 3 click”. Il funzionamento è semplice, uno stelo della forcella ha la regolazione del ritorno, l’altro quella della com- pressione e del precarico molla. Nuovi anche i parasteli, più facili da montare e con una superficie di protezione aumentata.

 

Anche il monoammortizzatore ZF è stato rivisitato: ora è sostenuto da un pistone da 46 mm ridotto negli ingombri e più leggero di ben 300 gr. e dove è stato ridisegnato
anche il serbatoio di espansione al ne di ridurre al massimo gli ingombri. Qui le regolazioni delle alte veiocità si effettuano girando a mano un registro, mentre per quelle delle basse velocità c’è ancora la classica vite... leggi tutto il test su Endurista in edicola.

Matteo Cavallo Campione del Mondo!

A soli 22 anni, Matteo Cavallo del Team Costa Ligure Beta Boano Racing, è uno dei più promettenti enduristi italiani.
vince il titolo Juniores 2018 con una gara di anticipo disputando una stagione stellare in sella alla sua Beta RR 300 Boano Factory

Ciao Matteo, vorresti raccondarci come hai iniziato la tua carriera, a quale età e con quale moto?

Ciao a tutti, ho iniziato nel 2000 con una HM 50, poi nel 2003 ho parte- cipato al campionato minicross debuttanti che ho vinto. Negli anni seguenti ho continuato a correre in diverse gare e nel 2007 l’europeo con il 65 dove sono arrivato secondo. Poi sempre campionati di motocross per passare nel 2014 all’enduro, con una gara agli assoluti d’Italia ma mi sono infortunato a metà stagione.

 


Nel 2015 ho fatto poco perchè ho subito un’operazione ed ero in una fase di recupero ma nel 2016 a causa dell’infortunio di Bresolin nel Team Boano sono stato chiamato da Jarno a sostituirlo all’Italiano Under 23 – finendo nono e quarto. Ho partecipato alla mia prima Sei Giorni nel 2016 arrivando terzo nella categoria Junior e nel 2017 ho concluso quarto nel Mondiale Junior e secondo alla Sei Giorni in Francia sempre nella categoria Junior.

Quest’anno ho vinto l’Italiano e il mio primo Mondiale e sono molto soddisfatto di come sono andate le cose, per ora sempre in crescendo… leggi tutta l’intervista su Endurista 55 in edicola

 

VIDEO – Beta Factory Dream Team

MOVIE – Steve Holcombe Enduro GP Spain

TUTORIAL BETA RR my 2019 come trovare l’assetto giusto

VIDEO: All’interno del video è possibile trovare delle indicazioni di base per adattare l’assetto della propria RR my 2019 in 6 diverse situazioni:

1. Strade bianche o comunque poco impegnative
2. Terreni più impegnativi
3. Buche in sequenza o forti compressioni 
4. Terreni fangosi
5. Peso pilota o preferenza di assetto
6. Temperature di esercizio

PREVIEW ENDURISTA: BETA MY2019

Gli uomini Beta non smettono mai di stupirci e lo confermano anche questa volta in occasione della presentazione dei modelli Enduro RR 2019, con l’introduzione dell’inedito modello 200 cc offrendo così, la più ricca gamma di motociclette del segmento enduro.

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Dopo l’introduzione del 125 e le migliorie adottate su tutta la gamma enduro dello scorso anno i modelli enduro 2019 hanno subito un ulteriore upgrade sempre alla ricerca della maggior facilità di guida possibile e con l’intento di donare ad ogni cilindrata un carattere distintivo.

La storia di Beta ha radici profonde, l’azienda nasce nel 1904, anno in cui il meccanico Giuseppe Bianchi aprì a Firenze un’officina per la riparazione e vendita di velocipedi. Successivamente, nel 1945, dopo essere diventata a tutti gli effetti un’azienda dalla connotazione industriale nacque il marchio Beta, acronimo delle iniziali dei soci Bianchi Enzo, figlio di Giuseppe, e di Tosi Arrigo, suo genero.

Oggi Beta continua ad essere un’azienda a conduzione familiare dove la famiglia Bianchi, ora giunta alla quarta generazione, prosegue con successo e passione questo bell’esempio di Made in Italy.

Leggi tutto l’articolo e il test preview della nuova Beta RR200 su Endurista Magazine in edicola.

TEST ENDURISTA: BETA RR 250 2T my2018

Testo: Matteo Montagnini
Foto: Rodolfo Maraldi

In attesa dei nuovi modelli Beta my 2019 che verranno presentati tra pochi giorni, abbiamo avuto il piacere di testare un concentrato di potenza, tecnologia, la RR 250.
Si signori, a questa Beta 250 Racing non manca proprio nulla, la lista delle parti speciali è praticamente infinita: tutti i tappi motore sono in ergal anodizzati color rosso, così come i perni ruota con sistema a sgancio rapido e le leve cambio e freno posteriore.

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Non solo estetica ma anche efficacia perché le piastre infatti, grazie all’upgrade “Racing” sono più leggere e rigide per una migliore precisione di sterzo. Le pedane maggiorate anodizzate nere garantiscono un Grip fenomenale e la corona mista ergal e acciaio assicura robustezza e leggerezza allo steso tempo. Ma non è finita, a completare il pacchetto pronto gara, sono presenti anche la sella con copertura a grip, tedicatena in ergal e grafiche racing con le colorazioni tipiche delle RR, persino i cerchi sono personalizzati con decal Beta.

Sembra che Beta voglia soddisfare tutti i nostri sensi e così anche l’orecchio gode perché lo scarico è dell’azienda americana FMF e studiato appositamente per questa E2. Insomma, l’estetica è veramente da paura ma questa 2T andrà anche bene? Siamo molto curiosi quindi non ci resta che scaldare il motore e provare a spremere questa meraviglia. Siamo in un’area sperduta nel bel mezzo delle colline romagnole, un anello da quasi 4 minuti mixati con ogni situazione tipicamente enduristica.

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Bosco stretto così bucato in salita e discesa come ci fossero waves artificiali, salite impervie e poi giù nella parte di fettucciato con curve in percorrenza e tornanti con canali in contropendenza. Questo spot è circa trent’anni che viene scavato dagli enduristi della zona, un mix perfetto per gli allenamenti e i nostri test. Appena montato in sella sento subito una moto non troppo snella fra le gambe e bassa di seduta, ma incredibilmente leggera e ben regolata di manubrio.

Schiacciato il bottoncino apprezzo subito il bilanciamento di questo 250 a miscela, in Beta hanno lavorato tanto sulle masse volaniche e il propulsore trasmette pochissime vibrazioni, il tutto grazie al nuovo albero motore, un enorme passo in avanti!

Anche alla guida la moto è prontissima all’apertura del gas, con una schiena imbarazzante, senza esitazioni, sale di giri con grande fluidità senza strappare le braccia o perdite di trazione.

Non fraintendete! Il motore c’è ed è veramente tanto, ma permette sia una guida da estremo, che una “smanacciata” di gas in più tra i paletti! Nella parte “tosta” del percorso è praticamente impossibile da far spegnere, sembra un motore elettrico, mentre dove si allunga e si apre di più la manetta godiamo della tanta potenza a disposizione fino agli alti regimi. Veramente un propulsore ECCEZIONALE!

 

Questa ampiezza di utilizzo del motore è data dalla nuova valvola di scarico che equipaggia anche la 300cc e la piccola 125 2T che abbiamo apprezzato nel test del numero 51 di Endurista. Un appunto va fatto al cambio che mi è parso un po’ duro nell’inserimento delle marce, anche se dobbiamo ricordare che la moto è nuova e necessita della sua normale fase di rodaggio delle parti meccaniche. Telaisticamente parlando devo affermare (da quattrotempista Bera-250RR4convinto), che questa “zanzarona” mi ha stregato!

La RR 250 è un mix perfetto tra leggerezza e bilanciamento, rimanendo molto stabile grazie alla forcella Sachs pressurizzata che sostiene bene nelle staccate forti senza “avvitarsi” e sincera sulle asperità come radici e sassi. I polsi ringraziano. Il setting è decisamente “corsaiolo” e più rivolto a chi vuole portare questo gioiello in gara piuttosto che in gita domenicale. Il mono anch’esso Sachs, svolge bene il suo lavoro ed è ben equilibrato con l’anteriore. In discesa la moto salta da un canale all’altro senza incertezze e nelle “waves” il mono copia bene le asperità senza murare! In sostanza c’è veramente poco da migliorare su questa 250, la base di partenza è di altissimo livello, sia come telaio che a livello di optional!

Non avrei mai creduto di apprezzare così tanto una 2 tempi ma trovo questa moto più facile ed intuitiva rispetto alla sorella 350 4t che paga un po’ di pesantezza sull’avantreno e un assetto un po’ seduto e tendente al morbido.
La Beta RR 250 diverte tanto senza stancare e sicuramente cronometro alla mano, può dare tante soddisfazioni.
Ormai queste 2 T per tenere il passo dei più sofisticati motori a benzina, hanno goduto di un’evoluzione e uno sviluppo incredibile, non siamo più nell’epoca dei propulsori a miscela scorbutici e assetati di carburante, tutt’altro! Il motore di questa 250 mi ha concesso un bel Long- Run senza stancarmi troppo grazie anche all’assenza di vibrazioni e di divertirmi durante la guida.

Vi dirò di più, anche i consumi sono stati onesti grazie ad una carburazione standard veramente a punto! Che dire, il 250 2T mi ha veramente sorpreso sotto molteplici punti di vista, sarà veramente dura per le case costruttrici concorrenti proporre una moto così ricca e competitiva, già di serie.

Per info tecniche sul modello: http://www.betamotor.it/it/enduro/bikes/rr-2t-250-300-rc-2018

 

TEST ENDURISTA: Beta RR125 la piccola peste

Oggi vi raccontiamo una delle novità più interessanti del mercato enduro: la tanto desiderata Beta RR 125 2T. Dopo la scelta di KTM e Husqvarna di abbandonare l’immatricolazione dei piccoli motori 2T, il mercato delle enduro europee si è trovato ad avere un buco enorme in questa ricca fascia di mercato, in particolare per i giovani appassionati volenterosi di avvicinarsi a questa disciplina, vedendo di conseguenza schizzare i prezzi dell’usato alle stelle e costringendo l’utente ad acquistare moto di seconda mano.

I competitor non sono rimasti con le mani in mano, TM Racing, Sherco e Beta non si sono lasciati sfuggire questa opportunità. Beta Motorcycles in particolar modo ha offerto una soluzione concreta che segna la rinascita della quarto di litro enduro, proponendo un mezzo veramente al top che non ha nulla da invidiare alle fuoristrada dei “grandi”.

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Per provare una moto con ambizioni “da grandi” appunto, non potevamo che metterla alla frusta su un percorso “per soli adulti”. Quale posto migliore se non il Monte Coralli World Circuit di Faenza?
Leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine nr. 51!

Intervista doppia in casa Beta: Holcombe vs Salvini

Beta RR430 2018: sempre uguale ma tutta diversa!

Se i modelli Beta RR 2017 erano già super efficaci, solo con qualche problemino di peso in più rispetto alla concorrenza, laIMG_6568 casa di Rignano sull’Arno parte proprio dal mettere “a dieta” tutti i modelli RR limando ben 5,3 kg di peso nei 4t.

Ma la riduzione del peso non è l’unico aspetto importante in quanto anche i propulsori e la ciclistica hanno beneficiato di una sostanziale evoluzione tecnica, tutti interventi mirati ad ottenere una maggior facilità di guida e affidabilità.

Il motore decisamente performante, dà il meglio se utilizzato sfruttando i rapporti lunghi e le sue importanti doti di coppia

Grazie ai successi sportivi della stagione 2016 gli ingegneri di Rignano hanno traslato gran parte del know-how raggiunto sulle moto da competizione su quelle di produzione progettando una gamma di moto decisamente più leggere e performanti.

I pareri dei tester
Andrea Fesani:
Quando vuoi un abito di buona fattura non è facile trovare un buon sarto che allinei perfettamente il “drop” della manica, la circonferenza del collo e la larghezza dell’addome, così il test della BETA 430 mi ha inizialmente un po’ spiazzato essendo una cilindrata un po’ ibrida.

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Matteo Giunta:
In genere appena si sale su una moto nuova ci vuole qualche giro per abituarsi, ma non è stato così con la RR 430 4t.
Sella, pedane e manubrio sono distanziati il giusto, i movimenti risultano liberi, anche per me, che ho un’altezza molto superiore alla media.

Cristian Cucchi:
Appena salito in sella si avverte sin da subito un’ottima sistemazione dell’impostazione di guida. Da seduti in sella viene spontaneo criticare il peso, ancora superiore ad alcuni modelli della concorrenza, cosa che svanisce appena inserita la prima.

Matteo Manenti:
Questa nuovo modello si è dimostrato molto più agile e maneggevole rispetto ai suoi predecessori, soprattutto nell’inserimento di curva anche se ho sofferto un po’ di sottosterzo in percorrenza.

Rodolfo Maraldi;
Inaspettatamente su questa RR mi sono trovato subito a casa, e appena entrato nel circuito cross mi è venuto naturale tirare nelle marce dal primo giro. Questa Beta mi ha trasmesso da subito un ottimo feeling…scopri tutto il test su Endurista 49 in edicola. 

 

 

 

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