EVENTI | Lasciato il cuore alla 1000 Sassi…

Testo: Thomas Brazzova – Foto: Fotografica Sestriere

Parliamoci chiaro, la maggior parte di noi osanna sempre ciò che è proprio. È cosi per tutto. La moto? È più bella la mia. Il cellulare? Sicuramente funziona meglio il mio. Ognuno ha il suo, e come dargli torto. Lo stesso paragone si potrebbe fare sulla propria regione natia: per un siculo, un sardo, un altoatesino e così via, la propria terra è simbolo di purezza ed autenticità. Ma c’è una regione del Bel Paese che a mio avviso centrifuga tutte le bellezze italiche e le mette nel calderone, ed è la Toscana. Non me ne vogliano le rimanenti diciannove regioni, in qualsiasi angolo di questa nazione si rimane esterrefatti, ma la Toscana è la Toscana.

Daniele Alessandrini, patron della 1000 Sassi, questa regione la conosce molto bene e finalmente, dopo un’edizione “zero” riservata ai giornalisti e la premiere del 2021 attanagliata ancora dalle restrizioni Covid, può scatenarsi a dovere. Tre giorni immersi nel patrimonio toscano per un totale di 750 km lungo un anello che da Piazza Grande di Arezzo ci conduce prima a Figline Valdarno e poi Chianciano Terme, per concludere sempre ad Arezzo nei pressi della Loggia del Vasari. Mica roba da poco.

 

 

Sterrati veloci e poco impegnativi studiati appositamente per bicilindrici fanno si che questo evento calzi perfettamente anche a chi di chilometri in off non ne macina a bizzeffe, offrendo inoltre la possibilità ai meno fortunati di iscriversi alla versione One Day, un one shot di un giorno che di spettacolo ne ha da vendere visto che si attraversa la Val d’Orcia, Cortona e Castiglion Fiorentino fino al Cippo Meoni giusto per citarne alcune.

 

Quando si parla di Adventuring Experience, avere una buona traccia non basta mai. Bisogna saper creare quella giusta aggregazione che è lo spirito pulsante di ogni manifestazione, e anche in questo la 1000 Sassi è stata capace di stupirci. È innegabile che pochi eventi di questo genere sono capaci di unire in tale modo e offrire un servizio a 360° che va dai ristori alle cene in location esclusive, dall’assistenza sanitaria a quella meccanica senza sbavature (per nostra sfortuna abbiamo dovuto richiedere), o ancora dalla chiarezza delle informazioni sulla traccia fino al trasporto bagagli.

Guidare per chilometri su sterrati è bello, ma sentirsi coccolati e sicuri ancora di più!

 

Tappa 1: Arezzo – Figline Valdarno 270km

 

Una tappa anomala. Si perché come già accennato siamo abituati alla toscana da cartolina, quella delle crete senesi, del Chianti o ancora della Val d’Orcia. Eppure la toscana ha molto da offrire, anche di diverso dal convenzionale. La traccia del primo giorno si differenzia dalle altre in quanto ci si spinge nell’entroterra, prima a nord di Arezzo fino a Prato Imperatore per poi ascendere verso Figline. È una Toscana diversa, poco conosciuta, forse ancora più incontaminata, in cui non primeggiano gli infiniti campi di grano che disegnano dolci dune collinari, bensì foreste sempre verdi fatte di pini, abeti e vegetazione che sa più di montagna che di collina. Raggiungiamo infatti quasi i 1000 metri di altitudine, una manna dal cielo se si pensa alla temperatura decisamente alta e anomala che serpeggia nelle zone più basse e guidare su questi sterrati a fondo naturale nel fresco del sottobosco è rigenerante per tutti i sensi.

Prima di giungere a Figline non manca l’incontro con un daino che ci sfreccia davanti agli occhi per poi perdersi nel bosco.

“Ma dove mi trovo?” Mentre si guida la domanda che ci si pone è esattamente questa. Sembra di stare da un’altra parte, in un altro luogo e ci godiamo ogni curva del brecciolato fino a fine tappa dove ci aspetta del meritato riposo in previsione dei chilometri del giorno dopo da un sapore più toscano.

 

Tappa 2: Figline Valdarno – Chianciano Terme 240km

 

 

Con la seconda tappa si entra nel vivo in quella parte d’Italia presa d’assalto dai turisti e simbolo di una regione che fa scuola. I chilometri previsti sono pochi e decisamente meno impegnativi con sterrati da 100 km/h tipici di queste zone da cui passano l’Eroica e la Via Francigena, nonché numerosi pellegrini, ciclisti e ovviamente Pandine e furgoni spericolati a cui bisogna prestare attenzione. Qui i paesaggi si fanno collinari dopo una prima parte ancora di sottobosco che ci apre il panorama verso il Chianti, sempre più a sud alle porte della Val d’Orcia.

Guidare su questi sterrati è talmente facile ed intuitivo che ci si distrae, tant’è che l’unico sasso appuntito della carreggiata provoca una foratura alla gomma della moto costringendo ad una sosta per la riparazione. Decido tuttavia di avvalermi e mettere alla prova l’assistenza meccanica messa a disposizione dall’organizzazione e dopo aver contattato il numero fornito, dopo soli 15 minuti di attesa si palesa davanti agli occhi il furgone con lo staff che prontamente si prodiga nella riparazione della moto. Meno di un’ora di sosta e pronti a sfrecciare nuovamente sulla traccia fino a Chianciano, famosa per le terme e il buon vino del comune adiacente dal nome poco conosciuto…. Montepulciano!

 

Tappa 3: Chianciano Terme – Arezzo 250km

 

 

L’ultimo giorno si chiude in bellezza regalando emozioni nel guidato e per gli occhi alle oltre 300 moto che tra One Day ed Experience hanno riempito il parco chiuso della 1000 Sassi. Finalmente si entra nella famosa Val d’Orcia che abbiamo inseguito per tutti i 500 km già percorsi senza mai entrarci. Fa specie pensare che ci siano persone che abitino in questi luoghi bucolici, in cui casolari circondati da cipressi svettano sull’apice di colline, immersi nella quiete della natura.

Da quasi fastidio sapere di dover passare in zone intonse col rombo della propria moto, dove l’inquinamento acustico è un lontano ricordo. Questo tarlo fisso nella mente invoglia a fermarsi all’ombra di un cipresso, spegnere la moto e riscoprire questo silenzio dimenticato ai molti che provengono da centri cittadini. È un silenzio quasi assordante, per usare un poetismo. Ricarica e ci invoglia a continuare.

Dopo un breve anello che riporta a Chianciano, si prosegue fino al magnifico borgo di Cortona in direzione Arezzo. Mancano ormai pochi chilometri all’arrivo e come ciliegina sulla torta non può mancare una tappa al Cippo Meoni in onore del grande pilota Fabrizio Meoni, una sosta che qualsiasi endurista ha l’obbligo di fare almeno una volta nella vita.

Siamo ormai giunti al termine e non resta che spegnere la moto davanti alla Loggia del Vasari ad Arezzo, dove per l’occasione è stato allestito un buffet di fine evento, un’ultima carezza verso i partecipanti ormai crogiolati da giorni nel divertimento della manifestazione.

La 1000 Sassi si presenta quindi in tutta la sua bellezza e facilità, offrendo scorci e un senso di unione che ne fanno un evento speciale alla portata di tutti, dal neofita dell’offroad al più esperto che vuole semplicemente godersi un viaggio in completa tranquillità e alla scoperta di un territorio ameno. Non resta che aspettare con ansia cosa ci riserverà il prossimo anno Daniele Alessandrini e il suo staff!

 

Dream Rider Lab

La 1000 Sassi non è solo bei paesaggi e guida divertente, ma anche storie da raccontare. Ci siamo imbattuti in due ragazzi, Simone Di Biase in sella ad un Honda Dominator e Matteo Reale con il suo intramontabile KTM 990 Adventure, fondatori dell’associazione no-profit Dream Rider Lab che svolge attività ricreative, culturali e di formazione nel settore motorsport e nelle arti meccaniche a Sora, nei pressi di Frosinone.

Nonostante un tempo di gestazione recente, questa associazione ha già all’attivo diversi progetti tra cui “Dona e Vinci. Laboratorio di arti meccaniche applicate”, ovvero una collaborazione con il team MotoGP Suzuki Ecstar e l’officina Union Jack di Roma i quali guidando studenti di istituti tecnici locali attraverso un percorso formativo e di restauro di moto classiche.

Il fine è ovviamente benefico, dal momento che una delle moto restaurate, una Suzuki 550 del 1978, è stata battuta in un’asta on line e i proventi donati alla Fondazione Heal che si occupa di sostenere la ricerca in campo neuro oncologico pediatrico presso il Centro di cure palliative dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Ma l’associazione non è solo questo, le iniziative benefiche sono numerose e tutte da scoprire sia sul sito dream-rider.net che sulle pagine Instagram e Facebook DreamRiderLab.

 

ANTEPRIMA | Ducati DesertX Dream Wilder

DesertX è una moto versatile: è stata sviluppata specificatamente per l’offroad, ma è anche sicura e confortevole per affrontare viaggi, e a suo agio nei percorsi di tutti i giorni. Le scelte compiute sul piano della ciclistica la rendono una moto facile da guidare e in grado di ispirare fiducia e sicurezza su ogni tipo di strada, anche quelle più dissestate. Combinazione ruote 21”/18” DesertX è equipaggiata con la combinazione identitaria per il segmento enduro: ruote a raggi, da 21’’ all’anteriore e 18’’ al posteriore. Pronta ad affrontare agevolmente ogni tipo di ostacolo e di asfalto. Generosa luce a terra a 250mm Caratteristica fondamentale per l’utilizzo fuoristradistico, la luce a terra di ben 250 mm è particolarmente favorevole nell’uso fuoristrada più impegnativo.

Gli pneumatici tubeless Pirelli Scorpion Rally STR sono il bilanciamento perfetto equilibrio tra uso su strada e fuoristrada.Grazie alle diverse omologazioni ottenute, c’è ampia scelta di pneumatici alternativi.  La forcella a steli rovesciati da 46mm e l’ammortizzatore posteriore, completamente regolabili, sono stati sviluppati con il brand giapponese Kayaba, di comprovato successo nel mondo dell’off-road.

 

La miglior frenata su ogni superficie. La DesertX è dotata di freni Brembo con funzione di ABS Cornering. Il settaggio della potenza frenante è stato studiato per offrire la giusta potenza nell’utilizzo stradale, ma anche una buona modulabilità nella guida in off-road e su fondi difficili. Impianto anteriore L’impianto anteriore è caratterizzato dalla presenza delle pinze radiali monoblocco Brembo M50 a 4 pistoncini da 30 mm di diametro, pompa assiale con leve regolabili e doppio disco anteriore da 320 mm con flange in alluminio.
Impianto posteriore Al posteriore troviamo invece un singolo disco da 265 mm di diametro su cui lavora una pinza flottante a doppio pistoncino, sempre Brembo.

Un feeling che trasmette controllo e sicurezza in tutte le condizioni. Nello sviluppo della DesertX, i collaudatori Ducati si sono concentrati in particolare sull’ergonomia. La disposizione di sella, manubrio e pedane è progettata in modo che il pilota possa passare naturalmente da una posizione seduta alla guida in piedi. La forma del serbatoio,della sella e degli altri componenti garantiscono il miglior controllo del mezzo. L’altezza da terra della sella è di 875mm e può essere ridotta grazie a sella e kit sospensioni ribassate disponibili come accessorio.
Comfort pilota e passeggero La posizione di guida è comoda sia per pilota che per passeggero, grazie alla definizione di forma ed imbottitura mirate per ciascuna delle due sedute.
Capacità di carico e pneumatici La capacità di carico è ottima: quasi 120 L di volume disponibile tra borse e top case, realizzati in alluminio. Gli pneumatici sono tubeless e combinano affidabilità e sicurezza in caso di foratura.

Aerodinamica e gestione del calore La gestione del calore è effettuata da aperture e flussi di aria fresca appositamente studiati. La protezione aerodinamica è stata sviluppata con grande cura, riposta nella definizione di forma e dimensioni del cupolino di primo equipaggiamento e di quello accessorio.
Autonomia del serbatoio L’autonomia è adeguata ai viaggi più lunghi grazie al serbatoio da 21 litri di capacità e alla possibilità di montare un serbatoio ausiliario, disponibile come accessorio, aggiungendo ulteriori 8 litri di benzina.

Nata per l’offroad

DesertX è equipaggiata con l’ultima evoluzione del Testastretta 11° desmo da 937 cc., il bicilindrico rinomato per solida performance, usabilità quotidiana e comprovata affidabilità.
1.7 kg in meno La nuova versione del Testastretta 11° introduce importanti miglioramenti rispetto alla generazione precedente, che hanno portato ad un risparmio di peso complessivo di ben 1,7 kg.
Rapportatura del cambio dedicata Il lavoro su DesertX ha interessato anche la rapportatura del cambio, complessivamente accorciata su tutte le marce fino alla quinta, in particolare prima e seconda, per garantire il miglior comportamento in fuoristrada, mantenendo comunque una sesta marcia lunga per una maggiore efficienza a velocità sostenuta.

Elettronica al servizio di sicurezza, versatilità, e stile. DesertX, come tutte le Ducati, ha una dotazione elettronica avanzata volta alla sicurezza e alle performance in ogni condizione.
Sistemi di assistenza alla guida La dotazione elettronica è arricchita da un pacchetto di sistemi di assistenza alla guida completo: Traction Control, Wheelie Control, Engine Brake Control, Cornering ABS, Quickshifter Up&Down e Cruise Control, per rendere ancora più rilassante la guida nelle lunghe percorrenze.
Impianto luci L’impianto luci è full LED. Il doppio proiettore anteriore ha da due moduli poliellissoidali bi-funzione con Daytime Running Light ed è stato studiato per garantire un’ottima visibilità, particolarmente importante per una moto in grado di viaggiare in tutte le condizioni, specialmente quelle di scarsa visibilità.

 

Riding mode La versatilità di DesertX si rispecchia anche nei 6 Riding mode, di cui 2 dedicati specificatamente all’esperienza di guida in off-road: Enduro e il nuovissimo Rally. Questi si aggiungono alle modalità Sport, Touring, Urban e Wet.
TFT & Connettività DesertX è equipaggiata con un display TFT da 5” ad alta risoluzione orientato verticalmente e posizionato per offrire la migliore visibilità anche nella guida in piedi. Il display è predisposto per il Ducati Multimedia System, disponibile come accessorio, che consente di connettere lo smartphone via Bluetooth e attivare la navigazione Turn by Turn* ricevendo le indicazioni stradali direttamente sul cruscotto.

 

 

DUAL | VIAGGIO IN PAMIR

Testo e foto di Daniele Donin

A volte le esperienze più belle vengono dal caso, altre volte invece nascono dai sogni. Quei sogni che ci svegliano nella notte e che ci tolgono il sonno, che ci fanno battere forte il cuore non appena apriamo la carta stradale sul tavolo della cucina, tra caffè e biscotti. Scorrendo con il dito tra le curve e i rettilinei senti già l’emozione di attraversare quelle valli ombrose, quelle strade nascoste tra gli alberi, quelle pietraie arse dal sole, quelle steppe desolate, quelle piste polverose che corrono oltre orizzonti stranieri, laggiù, dove non sei mai arrivato, oltre i tuoi confini. E allora senti che non sei tu a decidere la tua strada, ma che è lei a chiamarti. Noi motociclisti siamo così, perché non abbiamo bisogno di capire, ci basta sentire.

 

AK-BAJTAL-PASS-GORNO-BADAKHSHAN

E io l’ho sentita di nuovo. Ancora una volta la strada è venuta a svegliarmi per portarmi oltre me stesso, oltre il conforto delle abitudini, nelle difficoltà di quei luoghi lontani del pianeta e della mia anima, dove sarei stato solo con la mia motocicletta a sfidare la parte più nascosta e libera di me. So che non sarà facile, per niente, perché la strada che mi vuole è impegnativa, fredda, difficile, e corre a più di 4.000 metri ai confini di un mondo in guerra da sempre. Ma se ascolto il cuore so che non devo avere paura: è la M41 “Pamir Highway”.

 

KAZAKHSTAN

Mi organizzo col lavoro, il tempo che ho a disposizione non è molto, e sono costretto a percorrere solo l’andata e di spedirla in aereo al ritorno, da Tashkent. Si è aggiunto poi anche un imprevisto lavorativo che complica tutto in un periodo difficile per il rigido clima continentale dell’Asia Centrale a quelle altitudini molto elevate. Alla fine il mio sogno viaggerà sul filo delle tre settimane, tra aprile e maggio, giusto il tempo delle ultime nevicate e delle distese di fango.

Devo richiedere parecchi visti e alcuni paesi hanno tempi lunghi e soprattutto nessun consolato in Italia, così inizio mesi prima. Ho deciso di percorrere l’Europa dell’Est, poi in Kazakhstan incrociare la via della Seta fino a Tashkent, in Uzbekistan. Superata poi la valle di Fergana salirò rapidamente su una delle catene montuose più alte del pianeta e imboccherò la Pamir Highway che mi farà fare un lungo anello tra Kirghizstan e Tajikistan per poi riportarmi in Uzbekistan, a Samarcanda, ultimo passaggio prima del rientro via aereo.
Il tempo corre veloce mentre preparo la mia “kammella” per la nuova avventura. È una BMW GS 1200 ADV del 2008 che mi ha accompagnato ovunque nel mondo per quasi 300 mila km, Asia, Europa, Africa e Americhe, e che si è guadagnata questo nome grazie all’instancabile indole e l’immensa capacità di carico.

 

M41 GULCHA SARY TAS

Sarò solo, come sempre, perché sulla strada cerco me stesso, quello vero, senza maschere né filtri, e per trovarlo ho bisogno del silenzio interiore che senti solo nel vento.
Parto a metà aprile nel tepore della primavera, ma dura poco, già in Ucraina incontro le prime tempeste di neve che mi travolgeranno in Russia e in Kazakhstan. I bei colori ai bordi della strada sbiadiscono velocemente e quando supero la frontiera di Belgorod tutto diventa grigio. Ritrovo l’inverno e guido per giorni sotto un cielo scuro che alterna pioggia e neve finchè posso, attraverso venti gelidi che soffiano da nord.

Altre volte ho portato la kammella in condizioni particolari e vado avanti guidando nel freddo finchè la neve sulla strada resta soffice, ma quando il vento e il passaggio delle auto la compatta in ghiaccio sono costretto a fermarmi, si scivola troppo e proseguire è impossibile. Ma le difficoltà spesso rivelano la parte più bella della natura umana, e proprio mentre sono fermo a girare la moto per tornare verso la città si ferma un furgoncino che ci porta oltre la tormenta, ribadendomi che qualsiasi problema può essere un’occasione. E la mia strada da Voronezh continua verso est attraverso l’infinita steppa, che si stende come una pennellata immobile, grigia e ghiacciata. Il freddo a volte mi infila i suoi aghi fin sotto le unghie delle mani e sono costretto a fermarmi nel nulla per cercare un po’ di conforto semplicemente tenendole vicino ai cilindri del boxer.

 

Tremo di continuo, i piedi si intorpidiscono quasi subito e spesso il mio respiro è pesante, ma non mi importa. Qui, nella steppa gelata mi sento vivo, questi respiri gelidi sono unici, questo momento è unico nella mia vita e questo freddo non sta facendo altro che renderlo ancora più speciale. Non dimenticherò mai questi giorni, il freddo patito e il dolore alle mani, ma la moto è il mezzo che ho scelto perché ti regala tutto questo, ti immerge nel mondo, facendo sì che tu possa vivere il viaggio nella sua vera essenza: la strada. La guidi con il corpo e questo la rende parte di te, e te di lei. Supero città vuote, le cui uniche luci accese sono distributori e lampioni che ondeggiano nel vento freddo che spazza i viali deserti.

E finalmente il tempo migliora un po’ e una volta nel deserto uzbeko vengo accolto da temperature più miti che mi ridanno energia tanto da farmi raggiungere la valle di Fergana senza troppi problemi a parte le dogane chiuse e improbabili deviazioni. Eccola, finalmente davanti a me si staglia la catena del Pamir che da subito dimostra la sua natura impervia e poco ospitale: le strade asfaltate scompaiono quasi del tutto e inizio a stare a lungo sotto lo zero. La strada sale veloce su passi che superano di molto le altitudini delle nostre bellissime strade alpine. Il ghiaccio è ovunque e in qualche situazione ho dovuto caricare la kammella su camion e persino su un fuoristrada. Ma ce l’abbiamo fatta e l’emozione di percorrere una lunga pista che sale e scende tra i 4 e i 5.000 metri ha scavato un solco profondo nel mio cuore e nella mia anima.

 

SARY MOGUL valle del kyzyl suu

Superato il Kyzyl-Art Pass, frontiera tra il Kirghizstan e il Gorno- Badakshan, in Tajikistan, scopro un paesaggio fiabesco, onirico. Il mio sguardo si perde tra vette altissime e i riflessi azzurri dei ghiacciai, tra forre scure e crode che si slanciano in un cielo profondo. La pista che mi sta portando in cima al mondo sale tra le pietraie spesso oltre i 4.000 metri, diventa sconnessa e difficile in molti punti nei quali la neve sciolta crea delle pozze di fango ghiacciato, soprattutto tra le decine di tornanti. Ma la mia kammella carica, nonostante l’aria rarefatta non molla. Non c’è nessuno intorno. Respiro questi momenti, vivo questo mondo quasi irreale, nel silenzio profondo che mi abbraccia. Sento che lassù sto ritrovando me stesso e le risposte che cercavo.

Dopo qualche giorno inizio a scendere verso sud e verso la parte di Pamir Highway che corre lungo il confine afgano. La primavera mi compare intorno colorando i terrazzamenti e gli alberi della valle. La pista continua ad essere difficile, soprattutto perché trafficata da giganteschi camion che prendono le curve velocemente e che alzando la polvere mi fanno guidare alla cieca. Sono centinaia di chilometri di tôle ondulée e pietre nei quali la pista corre sul ciglio del dirupo, nella gola del fiume Pyandzh inghiottita tra pareti altissime e montagne brulle. Ad ogni ansa è uno spettacolo di colori. Le tonalità di marrone e grigio di colpo diventano verde smeraldo nelle vicinanze dei villaggi. I terrazzamenti, i muretti a secco, le tipiche case quadrate e sullo sfondo non lontano le vette innevate dell’Hindukush. È l’Afghanistan.

 

Turkistan

Arrancando lentamente tra polvere e sassi dopo qualche giorno arrivo a Samarcanda, ultimo passaggio prima del rientro alla vita quotidiana. Per quanto il Registan sia incantevole, le greggi di turisti mi fanno rimpiangere la solitudine delle piste e dei passi a quasi 5.000 metri.
Ormai sono conscio che anche questa avventura sta finendo, ma la vita è così, tutto passa, non posso fermarla. L’unica cosa che posso fare è cercare di mettere tutta la tenerezza, tutto l’amore che posso, in ogni respiro della mia vita per poter trattenere i ricordi il più a lungo possibile e trasformarli in quello che sono.

METZELER | Il nuovo KAROO 4 per l’off road

Successore del pluripremiato KAROO 3, KAROO 4 rappresenta l’ultima generazione della famiglia di prodotti del brand METZELER sviluppato per un utilizzo on/off, un pneumatico destinato all’equipaggiamento di moto adventure e maxi enduro che permette ai motocilisti di oltrepassare i confini dell’adventouring.

Principali caratteristiche

KAROO 4 presenta un rivoluzionario disegno battistrada brevettato, che innalza a tutto tondo i livelli prestazionali del pneumatico sia su strada che su diversi tipi di terreni sterrati. Per quanto riguardo il comparto stradale, gli ingegneri del brand dell’elefantino blu hanno lavorato per migliorare in particolare la neutralità di guida ed il comportamento sul bagnato, sviluppando un disegno battistrada tassellato che permette di affrontare in totale sicurezza determinati angoli di piega anche in condizioni di bagnato. In ambito fuoristradistico, KAROO 4 aumenta il livello prestazionale off road, in particolare su fondi molto morbidi, tra cui sabbia, fango ed argilla.

La gamma di KAROO 4

KAROO 4 sarà disponibile nelle seguenti misure a partire da marzo 2022:

Anteriore

19” 100/90-19 TL 57Q M+S 19” 110/80 R 19 TL 59Q M+S 19” 120/70 R 19 TL 60Q M+S

21” 90/90-21 TL 54Q M+S

Posteriore

17” 130/80 R 17 TL 65Q M+S 17” 140/80 R 17 TL 69Q M+S 17” 150/70 R 17 TL 69Q M+S

17”  170/60 R 17 TL 72Q M+S

18”  140/80 – 18 TL 70Q M+S

18” 150/70 R 18 TL 70Q M+S

L’offerta completa del marchio METZELER per il segmento ON/OFF:

METZELER è da sempre un brand all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, nella ricerca delle prestazioni e nel rispetto dei più sfidanti standard di qualità. Fin dai suoi esordi ilmarchioha costantemente sviluppato prodotti per soddisfare le crescenti aspettative dei motociclisti più esigenti, spesso anticipando i maggiori trend di mercato ed i bisogni del consumatore.

Dai passi di montagna con il pneumatico supersportivo SPORTEC M9 RR ai terreni sabbiosi con KAROO Extreme, il brand specialista delle due ruote mette a disposizione del comparto on/off un’ampia gamma composta da ben sette prodotti per rispondere ad ogni esigenza del consumatore con la soluzione più indicata.

 

EVENTI | Suave Adventuring 2021

Testo e foto: Ricky Ciani

Un’avventura completa per l’approccio gioviale e filosofico di ogni neo viaggiatore è il Suave Adventuring. Il Suave è speciale, si respira la sintonia giusta dell’amicizia ed è un ottimo test per tutti i motociclisti che si apprestano ad affrontare viaggi come Islanda, Albania, Grecia e altri parti del mondo e la possibilità di fare free camping all’interno di un bosco fa respirare una vera sensazione di libertà.

Adiacente al boschetto c’è un ostello con camerate molto spaziose che mi fanno ricordare i viaggi di quando rimanevo ospite nelle varie Club House visitate in giro per il mondo. Bagni funzionali e docce calde per lo zoccolo duro degli avventurieri, soprattutto per testare al meglio gli equipaggiamenti come tenda, sacco a pelo e materassino. Per i più indecisi c’è comunque la possibilità di pernottare nel meraviglioso hotel ristorante Oasi San Benedetto Borgo Pace.

Al mio arrivo l’umidità dovuta ad una copiosa pioggia è molto alta e seleziona subito gli “arditi” dai “morbidi”. Tra le tende nel camping trovo sorprendente la presenza di un amazzone motociclista, Monica Pelati a sfidare l’umidità della nottata e anche la presenza di Marco Degan, istruttore FMI del MC Futa e, colonna portante del MC Umbria, il nipponico Hibiki Sawada. Il percorso del Suave è stato suddiviso in due giornate di ride: quella del sabato e quella della domenica. Il percorso presenta continui cambi di diametro dei sassi, si passa da strade bianche perfette a strade formate da grossi ciottoli per perfezionare meglio la guida in off-road di qualsiasi moto viaggiatore a cui sono stati aggiunti percorsi “Hard” per i più arditi guerrieri del tassello feroce.

Primo giorno 175 km con possibili cinque varianti tecniche facoltative da aggiungere sulla traccia principale. Il secondo giorno 130 km un po’ più Easy, quindi con una sola variante tecnica. La Partenza è dall’Abazia Benedettina di Lamoli per entrambi i giorni, con rientro sempre al paddock presso l’Oasi San Benedetto. Abbiamo percorso le strade della Guinza, siamo ai confini tra Marche Umbria e Toscana, quindi Parnacciano, Valle Urbana, Fraccano, Apecchio e Urbania (che era l’antica Casteldurante). Ancora Sant’Angelo in Vado, Sestino e Borgo Pace.
L’evento, organizzato dal Tuentyfourclub di San Marino, prevede due giorni di navigazione con GPS, ristoro e cena il sabato, pranzo la domenica con la possibilità di campeggio e uso dei servizi della struttura gratuito. In alternativa alla notte in tenda come dicevo, disponibile l’albergo della Abazia Benedettina oppure l’ostello.

Monica Pelati, interview

Nel weekend del 10 11 e 12 settembre 2021 ho partecipato all’edizione del Suave Adventuring, un percorso che si snoda sugli splendidi sterrati tra le Marche e l’Umbria con paesaggi stupendi, di quella bellezza un po’ rude e selvaggia tipica di queste regioni. Lungo il percorso non ho potuto guardarmi troppo in giro, in quanto sono stata molto impegnata a seguire la strada e a rimanere sempre concentrata alla guida del mio KTM 1050 ADV.
Gli altri partecipanti erano sicuramente più disinvolti di me in sella, ma sempre educati e rispettosi, insomma dei veri cavalieri!
Il venerdì sera quando sono arrivata ho visto nel parcheggio numerosi monocilindrici, Yamaha Ténéré 700 e parecchi KTM 990. Quando ho scoperto di essere l’unica donna che partecipava all’evento mi è venuta un po’ di ansia e nella mia tenda la sera ci ho messo un po’ ad addormentarmi. Il giorno dopo però, in compagnia di Federico, Claudio e il mio fidato mentore Marco Degan, istruttore del MotoClub della Futa che mi ha affiancata per tutto il percorso, ho affrontato con determinazione il tracciato ed i dubbi sono svaniti.
È stata una bellissima esperienza.
L’emozione di condividere il percorso, superare gli ostacoli e ritrovarsi poi tutti insieme la sera a ridere, scherzare e perché no, a prendersi un po’ in giro con quel tipo di sarcasmo ed ironia che fanno bene al corpo e alla mente, sono tornata un po’ bambina.
Questa passione è bellissima in solitaria ma viverla con le persone che provano le tue stesse emozioni non ha prezzo.
La presenza di molti membri del MotoClub Ténéré Italia ha reso ancora più autentico l’evento rendendolo davvero speciale.
Il Suave si è dimostrato un bellissimo evento e se devo dire la verità, sono arrivata la domenica sera stanca ma felice ed appagata dalle meravigliose strade e borghi delle Marche visitati.

 

ADVENTURE | E’ il momento di partire, in bocca al lupo Maurizio Pistore

E’ arrivato finalmente il giorno della partenza per Maurizio Pistore, il pilota veneto che non è nuovo a questo tipo di imprese quasi estreme e che questa volta con “All around the world two”, partendo in direzione Est compirà il giro del mondo con una Kawasaki Versys X-300 Adventure di serie, con i fregi del classico colore verde e solo giusto due serbatoi esterni che fanno anche da supporto alla coppia di pneumatici di scorta.

Saranno oltre 110.000 km attraverso 61 paesi e starà lontano da casa per 14 mesi con qualche sosta per seguire i numerosi aspetti umanitari associati a questo progetto pensato e realizzato alzando ancora l’asticella ed i propri limiti, portando anche il simbolo della pianta “Ruta Patavina” per il mondo.

Un grosso in bocca al lupo da tutta la redazione di Endurista Magazine!

Mosterrato – Prima Edizione

Testo: Thomas Brazzova
Foto: Fotografica Sestriere (www.fotograficasestriere.com)

“Mosterrato – Prima Edizione.
Scena I. Ripresa I”
“Motore!”
…ciak…
“Azione!”
………..
“Stooop! Buona la prima!”

Alla sua prima edizione il Mosterrato non può sbagliare e come da previsione non lo fa. Organizzare questo tipo di eventi ex novo pur possedendo l’esperienza necessaria non è mai semplice e scontato; di carne sulla brace ce n’è in abbondanza e gestire molti iscritti richiede concentrazione, studio dettagliato delle tracce, pianificazione di pranzi, cene e molto altro. Ecco perché non sempre le neo-motocavalcate fanno felici tutti i partecipanti. Tuttavia non è questa la circostanza e tutto è pronto per questo cortometraggio!

Titolo
Mosterrato Adventouring

Regia
Associazione Mosterrato Enduro (www.mosterrato.com)

Ambientazione
Siamo nel Monferrato, precisamente a San Salvatore, avamposto dei colli alessandrini e guardiano di una delle strade dei vini più famose d’Italia. In questo scenario si scrive il proemio perfetto per una new entry delle motocavalcate italiane: il Mosterrato. Questo evento presenta tutte le caratteristiche per far innamorare qualsiasi amante dell’adventouring il cui unico tormento appena sveglio è “oggi con che terra mi sporcherò?”.
Più di 200 chilometri attraverso paesaggi mozzafiato divisi tra sabato e domenica preceduti il venerdì da un corso di guida offroad per chi fosse interessato.
Qui le cose se si fanno, le si fanno bene! Ristori, recupero mezzi, assistenza tecnica lungo il percorso e possibilità di pernottare con la propria tenda presso uno spazio allestito per l’occasione. Tutto condito con tracce chiare e scorrevoli distinte tra mono e bicilindrici per agevolare ogni tipo di guida e concedere a ognuno il proprio divertimento.
E ora largo alle riprese.

Scena I
Il venerdì del Mosterrato si apre con un corso di guida offroad, un classico intramontabile degli eventi adventuring che coprono il weekend in cui viene spesso proposta per necessità o diletto dei partecipati una giornata pre-smanettata all’insegna della tecnica.
Un’occasione per i neofiti di entrare in sintonia ancor più con la moto e affrontare i giorni seguenti con la sicurezza necessaria, permettendo di percorrere i molti chilometri del sabato con semplicità e appagando ogni senso alla scoperta del territorio.

Scena II
La giornata di sabato rappresenta la scena madre dell’evento che si apre con la classica foschia dei colli conferendo alla mattinata un tono di freschezza e beatitudine.
La location del bivacco è azzeccatissima, estendendosi sotto alti pini che donano all’aria il tipico profumo di resina facendo da sfondo ad una rapida colazione prima di dirigersi al via.
Partenza dunque alle 9 del mattino quando il tepore del sole inizia a riscaldare le selle e dopo poche centinaia di metri si tocca subito il brecciolino facendo intirizzire ogni pelo del nostro corpo; il meteo benevolo e le schivate piogge dei giorni precedenti hanno infatti reso il fondo asciutto quanto basta per far aggrappare i tasselli al terreno, cosa non scontata da queste parti dove una leggera pioggia può dar vita a distese di argilla che inghiottirebbero qualsiasi bisonte a due cilindri.
In un sali e scendi continuo surfiamo senza sosta tra i colli avvolti da tenute e vigneti a perdita d’occhio. In questo scorcio bucolico non ci rendiamo conto della lieve pioggia che inizia a cadere sui nostri caschi e benché duri una frazione di secondo è abbastanza da rendere il fondo viscido regalando a questa seconda “ripresa” un teatro di scivoloni per i pochi non muniti di tassellone sotto il sedere.
Ma la Dea Fortuna è dalla nostra e il sole sbrilluccicante dona tregua dall’infido terreno che metro dopo metro ci porta al ristoro dove all’ombra di un pioppo e con un panino in mano raddrizziamo le leve storte, valutiamo i danni di chi si è reso partecipe dei capitomboli e ripartiamo per la seconda parte della traccia.
Mancano circa 50 chilometri, ma dei colli del Basso Monferrato non si vorrebbe più fare a meno. Guidando alzando una nube di polvere che riempirebbe d’orgoglio ogni cuore endurista, incrociamo intere famiglie assorte a cogliere nelle vigne uva destinata a trasformarsi nel nettare degli Dei e davanti a tale scenario ameno decidiamo di fermarci ai piedi di una delle tante Big Bench installate nel Monferrato per ammirare questo dolce fervore di persone.
Così quella che doveva esser una giornata di solo enduro, si è trasformata anche in un itinerario alla scoperta di una delle zone più suggestive del nord Italia. L’unico desiderio è infatti non fermarsi mai, ma l’arrivo della tappa ci ricorda che l’indomani le bellezze da attraversare saranno altrettante.

Scena III
Domenica bramiamo talmente tanto lo sterrato da salire in sella con la brioches ancora in bocca alla volta di Altavilla Monferrato, dove la distilleria Mazzetti ci accoglierà per i saluti finali.
Nonostante ci dividano pochi chilometri dal comune d’arrivo, l’organizzazione è stata capace di studiare un percorso di 70 chilometri tra i colli del Basso Monferrato per soddisfare l’ultima briciola di voglia di guidare in questo luogo prima di salutarci definitivamente.
Senza colpo ferire e come se avessimo attraversato un portale spazio-temporale, ci troviamo davanti agli occhi la distilleria che ci avverte definitivamente della fine della traccia. Poco male in considerazione di ciò che ci aspetterà. Per l’occasione infatti saremo accolti con una degustazione di grappa e piatti tipici locali da assaporare all’interno del suggestivo giardino per poi concludere con una piccola visita guidata nella barricaia secolare.
Una giornata finale degna del miglior film all’insegna del vero adventuoring in cui le parole chiave sono moto e sapori.

 

 

Epilogo
Termina in questo modo un cortometraggio destinato a diventare cult nei prossimi anni. Una pellicola per cui esser felici di aver preso parte e che promette ciò che si cerca per trascorrere un weekend in piena armonia con la propria moto, i paesaggi e i compagni di avventura. Il Mosterrato è alla sua prima apparizione, una premiere che non ha deluso le aspettative e che si cimenta dunque nell’impresa non impossibile di diventare un appuntamento fisso da non mancare.

“Buona la prima!”

L’associazione
Arrivati a questo punto è doverosa una precisazione su cosa sia Mosterrato Enduro.
Questa associazione sportiva nata dalla mente di Paolo Zeggio è l’unica ad oggi a promuovere la disciplina dell’enduro nel Monferrato attraverso un calendario che nel 2021 offre un panorama di eventi a tuttotondo oltre che a corsi di guida offroad. Dai tour dedicati ai monocilindrici fino alle vere e proprie cavalcate per i bicilindrici come il Mosterrato Adventouring e Marathon; dai viaggi organizzati come la Transpirenaica e la Costa Brava fino ai più vicini tour della Val di Susa e Assietta. E se volessi organizzare un’uscita con gli amici? Nulla di più semplice. Bastano pochi click sul sito www.mosterrato.com ed è possibile personalizzare il proprio giro con guide al seguito e noleggio moto. Inoltre è stato dato ancora più spazio alle donne con corsi di guida e un evento Mosterrato completamente dedicato al genere femminile.
Se questo è il preludio, c’è da rimanere incollati alle poltrone (o meglio alle selle) per non perdere il sequel!

KTM ADVENTURE ROADSHOW 2021: BUONA LA PRIMA!

Sole, caldo, un “campo base” d’eccezione come l’Autodromo Internazionale del Mugello e le nuove KTM 890 ADVENTURE e KTM 1290 SUPER ADVENTURE S da provare sulle splendide strade che circondano il tempio della velocità toscano. È questo lo scenario che si è presentato ai 50 appassionati motociclisti che lo scorso 8 maggio hanno partecipato alla prima tappa del KTM ADVENTURE ROADSHOW 2021.

Più che un semplice test ride, questo evento è stato concepito per offrire all’utente finale un’esperienza completa in sella alle nuove Travel Enduro austriache, da vivere in un esclusivo contesto READY TO RACE.

Al loro arrivo gli ospiti, suddivisi in gruppi di 10 persone, sono stati accolti dallo staff di KTM Italia e dopo le consuete procedure di registrazione e la consegna del kit di benvenuto, hanno ricevuto tutte le informazioni tecniche sui nuovi modelli e il dettaglio del tour. Per l’occasione i 50 km del percorso sono stati tracciati da Gioele Meoni, figlio dell’indimenticabile Fabrizio e ideatore di WHIP LIVE, un’APP dedicata al mondo Adventouring, grazie alla quale è stato possibile seguire i partecipanti dallo smartphone mentre si muovevano tra la Futa, il Monte Panna e il tratto in fuoristrada compreso tra Galliano e Sant’Agata.

Al termine della lunga giornata in sella alle nuove KTM Adventure, il riscontro è stato più che positivo, sia per la formula organizzativa che per le grandi qualità dinamiche dei modelli in prova. La KTM 890 ADVENTURE è stata giudicata facile, leggera, ideale per il motociclista esperto come per quello alle prime armi ed è stata apprezzata anche dal pubblico femminile. La KTM 1290 SUPER ADVENTURE S ha stupito per le sue grandi doti dinamiche, per la potenza del suo motore e per il pacchetto di ausili elettronici alla guida, un riferimento assoluto nel segmento delle grandi moto da viaggio.

Il secondo appuntamento con il KTM ADVENTURE ROADSHOW è previsto per sabato 22 maggio e avrà come base di partenza il Maggiora Park (NO), teatro di epiche sfide di Motocross, a pochi chilometri da Borgomanero e dagli splendidi percorsi che si sviluppano tra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore.

Partecipare è semplice: basta visitare il sito https://www.ktm.com/it-it/ktm-world/ktm-adventure-roadshow.html e iscriversi all’evento.

Il programma della giornata prevede 5 sessioni da 10 piloti ciascuna per un totale di 50 persone, e sarà possibile prenotare l’orario del test ride in base alle proprie esigenze o alla disponibilità delle moto. È prevista una quota di partecipazione di 50 euro, che oltre al test ride e ai consigli di guida, comprende la tessera MEMBER della Federazione Motociclistica Italiana, la copertura assicurativa per la giornata dell’evento, un kit di benvenuto con gadget KTM, il welcome coffee e un voucher del valore di 100 euro* da utilizzare presso un qualunque concessionario KTM per l’acquisto di abbigliamento KTM PowerWear o accessori KTM PowerParts (*a fronte di un acquisto minimo di 250 euro).

Per maggiori informazioni scrivere a: adventure-roadshow.italy@ktm.com

NEWS | KTM PRESENTA LA NUOVA 1290 SUPER ADVENTURE R 2021

Il secondo “pezzo forte” nella nuova generazione di modelli KTM ADVENTURE prende forma nella nuovissima KTM 1290 SUPER ADVENTURE R. Ideata per attraversare i terreni più selvaggi e impegnativi, questa moto ha la capacità di far vivere avventure ovunque.Pronta a piantare la sua bandierina in qualunque luogo sulla faccia della Terra, la moto austriaca è stata riprogettata da cima a fondo e si presenta con una lunga lista di novità.

Agilità su qualunque terreno
Per lo sviluppo del modello 2021 gli ingegneri di Mattighofen si sono concentrati su un unico concetto: creare una moto che si potesse muovere sui terreni più impervi in modo semplice e intuivo. Le nuovissime sovrastrutture, che offrono un’ergonomia eccellente e consentono di tenere il carburante il più in basso possibile all’interno del serbatoio, sono state progettate per una migliore agilità, un baricentro più basso e un feeling di guida migliorato in qualunque condizione.
La ciclistica della nuova moto è stata profondamente rinnovata, con una redistribuzione dei pesi finalizzata ad aumentarne la maneggevolezza e la stabilità al tempo stesso. Il cannotto di sterzo è stato arretrato di 15 mm, il motore è stato ruotato in avanti di 2° e il forcellone pressofuso a traliccio aperto è stato allungato.
Anche le sovrastrutture sono state profondamente riviste e ogni centimetro della moto è stato oggetto di profondo studio allo scopo di ottimizzare la distribuzione dei pesi e il contatto ottimale tra pilota e moto.
La sensazione di controllo ed equilibrio è migliorata grazie al nuovo serbatoio da 23 litri realizzato in tre parti, posizionato più in basso per agevolare le dinamiche di guida. Anche il telaietto posteriore è stato riprogettato ed è sovrastato da una sella realizzata in un unico pezzo, con un’altezza di 880 mm, forme rastremate e un pratico vano portaoggetti nel sottosella.
A migliorare ulteriormente la maneggevolezza e il comfort contribuiscono le rinnovate sospensioni WP, testate per migliaia di chilometri nei deserti californiani e sulle più tortuose strade europee. La KTM 1290 SUPER ADVENTURE R è ricca di elementi derivanti dalla prolifica attività di KTM nell’offroad e racchiude il meglio della tecnologia WP XPLOR. La forcella completamente regolabile con steli da 48 mm garantisce un’escursione di 220 mm e adotta funzioni di smorzamento separate gestibili tramite pratiche ghiere poste in testa ai foderi. L’ammortizzatore WP PDS vanta la stessa escursione della forcella ed è anch’esso completamente regolabile.

 

 
Tecnologia mirata alle prestazioni
La KTM 1290 SUPER ADVENTURE R 2021 offre di serie di pacchetti elettronici avanzati, risultato della continua collaborazione con un partner di primo livello come Bosch. La nuova piattaforma inerziale a sei assi aiuta a elaborare le informazioni relative all’inclinazione e alla posizione esatte della moto, così come il suo comportamento. A sua volta, ciò influenza il grado di intervento del Traction Control, della regolazione della coppia del motore in fase di rilascio (MSR) e del controllo della stabilità della motocicletta in frenata (MSC), oltre a gestire l’ABS Offroad. Per rispondere alle esigenze del moderno appassionato della guida “all-terrain” tutti i dispositivi di assistenza al conducente possono essere limitati o disattivati.
Accanto ai riding mode di serie RAIN, STREET, SPORT e OFFROAD, la modalità RALLY opzionale permette ai piloti più esigenti di impostare la risposta dell’acceleratore su tre livelli e di selezionare uno dei nove livelli di slittamento della ruota posteriore. Le modifiche per adattare la guida a qualunque caratteristica topografica vengono tutte processate tramite il nuovissimo quadro strumenti TFT da 7’’, che è collegato a una nuova Connectivity Unit. Il display più grande presenta menu rapidi e intuitivi, oltre a mostrare chiaramente le indicazioni turn-by-turn suggerite dall’app KTM MY RIDE (a pagamento).

 

Componenti con specifiche di prima qualità
La KTM 1290 SUPER ADVENTURE R si affida al nuovo motore LC8 omologato Euro 5, che sprigiona 160 CV a 9.000 giri/min e 138 Nm di coppia a 6.500 giri/min. KTM ha analizzato a fondo le parti interne del bicilindrico a V di 75° per migliorare la dissipazione del calore e ridurne il peso di 1,6 kg, nell’intento di ottimizzare la guidabilità.
Con un grande impegno verso l’ottimizzazione del flusso d’aria che attraversa la moto, la KTM 1290 SUPER ADVENTURE R 2021 presenta due radiatori separati, al posto dell’unità singola del modello precedente. Con condotti dell’aria dal design intelligente, la quantità di aria calda che investe le gambe del pilota è stata notevolmente ridotta e si può notare subito la differenza nelle sezioni lente e serrate.
Grazie alla rinnovata cassa filtro i piloti possono accedere con facilità al filtro dell’aria, semplicemente togliendo quattro viti. Il filtro stesso presenta ora nervature verticali, anziché orizzontali, che aiutano a convogliare la polvere o la sabbia verso il fondo della cassa del filtro. Nel complesso, un design migliore per gli avventurieri estremi.
Fra gli altri miglioramenti apportati al motore figurano carter più leggeri, nuovi pistoni, rivestimenti modificati e un doppio collettore di scarico rielaborato; con questo pacchetto aggiornato l’LC8 diventa brioso, affidabile e sicuro su tutti i tipi di terreno. Grazie alla collaborazione con PANKL, anche il cambio è stato perfezionato, ottenendo inserimenti più rapidi, più leggeri e più reattivi. Il vantaggio di questo aggiornamento è percepibile soprattutto se si installa il Quickshifter+ (opzionale), che ora vanta un intervento più veloce e preciso.
Per far fronte alle complicazioni della vita lontana dai sentieri battuti, la KTM 1290 SUPER ADVENTURE R è stata dotata di equipaggiamenti di primo livello. Le nuove coperture Bridgestone specifiche per la guida Adventure avvolgono le ruote a raggi ALPINA in alluminio, che possono ospitare pneumatici tubeless con un’affidabile guarnizione O-ring sui nippli dei raggi. Questa KTM 1290 SUPER ADVENTURE R 2021 di nuova generazione si presenta moderna con colori e grafiche che catturano lo sguardo.
La tecnologia KTM RACE ON ha consentito di migliorare le funzioni della chiave keyless dotata di transponder di sicurezza, mentre i sensori separati del sistema di controllo della pressione degli pneumatici offrono una personalizzazione più precisa. Le pinze Brembo a quattro pistoncini con attacco radiale garantiscono spazi d’arresto ridotti su strada e sono facilmente gestibili nella guida offroad. Il cupolino, le leve, le pedane e il manubrio sono tutti regolabili per migliorare ulteriormente la possibilità di adattamento al pilota.
Come nel caso della versione più stradale S, la nuova KTM 1290 SUPER ADVENTURE R vanta pacchetti software opzionali riconfigurati. Se il Rally Pack comprende il riding mode RALLY, il controllo su nove livelli dello slittamento della ruota posteriore e la personalizzazione della risposta dell’acceleratore, il Tech Pack include il Quickshifter+, la regolazione della coppia del motore in fase di rilascio, l’Hill Hold Control, la luce adattiva del freno e tutte le funzioni del Rally Pack.

 

KTM 1290 SUPER ADVENTURE R – CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL MODELLO
// Ergonomia completamente nuova che offre maggiore agilità
// Sella di nuova progettazione più bassa
// Sospensioni WP XPLOR a corsa lunga completamente regolabili
// Distribuzione del peso ottimizzata con serbatoio ribassato
// Elettronica all’avanguardia che esalta la guida
// Nuovo display TFT intuitivo da 7’’ con interruttori a manubrio riprogettati
// Nuovo faro LED con luce di marcia diurna
// Motore bicilindrico a V aggiornato [EURO 5] con migliore dissipazione del calore
// Nuovi pneumatici Bridgestone specifici per la guida Adventure

Joachim Sauer – Product Manager KTM: “’Per KTM, ‘R’ sta per ‘Rally’ e ‘Racing’, quindi con la nuova KTM 1290 SUPER ADVENTURE R ci sentiamo davvero nel nostro elemento. La KTM 1290 SUPER ADVENTURE R vanta tutte le innovazioni introdotte con il modello S e arriva a definire nuovi standard di guida su qualunque tipo di terreno. Con il propulsore aggiornato abbiamo ottenuto una guidabilità ancora superiore, abbiamo rinnovato l’ergonomia per gratificare il pilota e abbiamo ulteriormente migliorato le già eccellenti sospensioni per superare qualsiasi ostacolo. La nuova moto si presenta inoltre con un notevole passo avanti in termini di dotazioni elettroniche, che supporteranno i nostri Adventurieri e li accompagneranno sulle strade di tutto il Mondo.”

La KTM 1290 SUPER ADVENTURE R sarà disponibile presso i Concessionari KTM a partire da marzo 2021 al costo di 19.850 euro f.c.

NOVITA’ 2021 | Nuove CRF 300L e CRF 300 Rally

Nuove CRF300L e CRF300 Rally. Le dual purpose ­di Honda migliorano in tutto: motore più potente, minore peso, poliedriche come sempre

  • Nuovo motore a corsa lunga di 286 cc con una potenza maggiore del 10% e una coppia maggiore del 18%
  • Peso con il pieno ridotto di 4 kg per un rapporto potenza/peso migliorato del 13%
  • Nuovo telaio, sospensioni ad escursione maggiorata, maggiore altezza da terra, geometria di sterzo riprogettata e posizione di guida risisegnata, migliorano le capacità ‘tutto-terreno’ e l’agilità
  • Nuovo display LCD più chiaro e ricco di informazioni
  • Capacità serbatoio aumentata di 2,7 litri per la CRF300 Rally, che è anche più confortevole e presenta una sella leggermente più bassa.

2021 HONDA CRF300L

 

La CRF250L, lanciata in Europa nel 2012, ha dimostrato anno dopo anno le sue qualità di enduro leggera dual-purpose. Nel 2017 è stata affiancata dalla CRF250 Rally, dal look strettamente derivato dalle esperienze alla Dakar e focalizzata sulle avventure a lungo raggio. Il 2021 porta importanti aggiornamenti per entrambi i modelli, primo dei quali è l’aumento di cilindrata del motore, ora montato in una ciclistica decisamente più leggera, che porta ad un miglioramento del rapporto potenza/peso di ben il 13%.

Con una cilindrata di 286 cc, il motore monocilindrico, bialbero a 4 valvole, raffreddato a liquido e omologato Euro5, sviluppa una potenza massima di 27,3 CV a 8.500 giri/min e una coppia massima di 26,6 Nm a 6.500 giri/min (rispetto ai precedenti 24,8 CV e 22,6 Nm del motore di 250 cc). La respirazione del motore è migliorata grazie a profondi aggiornamenti alla distribuzione e ai sistemi di aspirazione e scarico. I rapporti del cambio sono più corti dalla 1^ alla 5^, mentre la 6^ è più lunga per assecondare trasferimenti rilassati e più confortevoli. La frizione è ora di tipo assistito e con antisaltellamento, per uno sforzo alla leva ridotto del 20% e scalate repentine senza rischi di perdite di aderenza.

Il telaio semi‑doppia culla in acciaio riprogettato, il forcellone e la piastra inferiore di sterzo in alluminio, offrono il maggiore contributo alla riduzione di peso complessiva di 4 kg, mentre modifiche sostanziali interessano il bilanciamento della rigidità – con più flessibilità laterale – per una migliorata sensazione di controllo. La geometria dello sterzo è stata ridisegnata di conseguenza e le sospensioni presentano escursione maggiorata (+10mm ant / +20mm post per la CRF300L e +10mm ant/post per la CRF300 Rally) con incrementata luce a terra per entrambe.

La CRF300L si presenta con un look accattivante e più snello, serbatoio da 7,8 litri e rinnovato cruscotto LCD. Anche la posizione di guida è stata aggiornata per favorire agilità in marcia e manovrabilità alle basse andature: il manubrio è leggermente più indietro mentre le pedane sono poco più in basso e più indietro. La sella è poco più in alto, a 880 mm.

Posta a 885 mm, la sella della CRF300 Rally è ora montata su supporti in gomma ed è più in basso di 10 mm rispetto al precedente modello. Il serbatoio della benzina guadagna 2,7 litri di capacità per un totale ora di 12,8 litri, che equivalgono a oltre 400 km di autonomia grazie a un consumo medio di oltre 32 km/l. Con i pesi interni al manubrio ci sono vibrazioni ridotte e il comfort di marcia aumenta anche grazie al rivestimento sulle pedane. Gli indicatori di direzione a LED hanno ora supporti flessibili per essere più resistenti negli usi più estremi.

Ma sia la CRF300L che la CRF300 Rally rimangono prima di tutto delle sensazionali moto tuttofare, leggere, facili da guidare e super affidabili, per gli itinerari del week-end, un’escursione fuoristrada o il giro del mondo, proprio come vuole la loro originale formula dual-purpose.