NEWS | KTM lancia la nuova 890 Adventure 2023

Dopo il lancio della KTM 890 ADVENTURE R, avvenuto in concomitanza con il KTM ADVENTURE RALLY lo scorso 17 settembre, è giunto il momento di togliere i veli alla KTM 890 ADVENTURE, la versione più accessibile e versatile della gamma, che grazie a un bilanciamento perfetto di potenza e dinamica di guida, si rivolge ad un pubblico di globetrotter che amano spingersi oltre i limiti delle strade asfaltate.

La domanda però è d’obbligo: com’è possibile migliorare il meglio? A Mattighofen i tecnici di KTM si sono concentrati sulla parte estetica della moto, ma anche su alcuni preziosi aggiornamenti tecnici.

A colpo d’occhio si nota subito la differenza con il modello precedente: la parte frontale, che comprende il faro e la strumentazione, è ora raccordata al serbatoio e conferisce alla 890 un aspetto che ricorda la sorella da competizione KTM 450 RALLY REPLICA. Gli attacchi del cupolino in alluminio forgiato sono stati rinforzati per offrire maggiore solidità, così da poter fissare dispositivi GPS più grandi sulla torretta della strumentazione. La KTM 890 ADVENTURE è inoltre dotata di un parabrezza più alto e protettivo rispetto alla sorella “R”, mentre le sovrastrutture che avvolgono il serbatoio da 20 litri ed il codino sono più larghe, così da proteggere meglio il pilota dall’aria e la sella dai contatti accidentali con il terreno, tanto comuni in fuoristrada. Nuovo anche il parafango anteriore, più filante e in grado di espellere una maggior quantità di acqua o fango durante la marcia.

Novità anche per la sella realizzata in due parti, di forma differente nella zona del serbatoio e più confortevole grazie a una nuova imbottitura. La sella del pilota è come sempre regolabile su due posizioni (840 e 860 mm) ed è possibile ridurre l’altezza a 800 mm grazie alla sella opzionale più sottile e al kit di abbassamento delle sospensioni, entrambi disponibili nel catalogo KTM PowerParts. Sempre nel vasto catalogo accessori KTM sono disponibili selle per il pilota di maggiore o minore altezza, come selle monopezzo in stile RALLY. In particolare, è possibile acquistare le selle Ergo riscaldate nelle misure 850 mm o 830 mm (riscaldata anche per il passeggero) e le selle RALLY da 865 mm o 825 mm.

Anche la ciclistica è stata oggetto di importanti aggiornamenti: la forcella WP APEX da 43 mm dispone ora di pratici registri per la regolazione dell’idraulica in compressione ed estensione, mentre il monoammortizzatore APEX ha ora un nuovo pomello per la regolazione del precarico e ha ricevuto nuovi setting, pensati per garantire maggiore comfort e rispondere alle esigenze della guida a 360°, da soli come a pieno carico.

La KTM 890 ADVENTURE è stata creata con il preciso obiettivo di raggiungere qualsiasi destinazione nel modo più semplice e veloce: questo è reso possibile grazie al suo cuore pulsante, il motore bicilindrico parallelo LC8c da 899 cc, 105 CV e 100 Nm. L’erogazione della potenza viene gestita dal pilota attraverso il comando dell’acceleratore ride-by-wire e da una sofisticata elettronica, che in ogni condizione di terreno consente di erogare la coppia in modo preciso e intuitivo. La moto è infatti dorata di serie dei riding mode STREET, OFFROAD e RAIN, oltre alla modalità RALLY (disponibile come optional).

Potenza sì, ma anche controllo e sicurezza, grazie al nuovo modulatore ABS 9.3 MP, abbinato alla piattaforma inerziale 6D (che fornisce costantemente informazioni sull’inclinazione, sul beccheggio, sulla velocità e sul comportamento generale della moto), per utilizzare tutta la potenza frenante possibile in ogni situazione. L’ABS è stato quindi migliorato e si adatta automaticamente alla modalità di guida scelta dal pilota: se viene attivata la modalità OFFROAD o RALLY, l’ABS si setterà automaticamente sulla modalità “ABS OFFROAD”.

 

Una volta in sella, l’occhio cade immediatamente sul nuovo display TFT da 5″, dotato di connettore USB-C e realizzato con un vetro minerale incollato anti-riverbero che assicura una maggiore resistenza ai graffi. Grazie a nuovi pittogrammi a colori e ad un software di nuova generazione, la grafica risulta molto intuitiva, agevolando così la navigazione tra i vari menu.
Durante la marcia la retroilluminazione cambia di intensità a seconda della luce ambientale, mentre una migliore sincronizzazione tra il TFT e l’app KTMConnect consente di seguire le indicazioni della navigazione Turn-by-Turn Plus, ascoltare la musica e rispondere alle chiamate in modo facile e intuitivo.
Una nuova funzione introdotta quest’anno permette di impostare un elenco di 10 numeri di telefono preferiti, o di accedere agli ultimi 10 numeri chiamati: si tratta di un’ulteriore comodità della configurazione avanzata, che consente di effettuare telefonate senza doversi fermare per selezionare il contatto desiderato. Infine, il sistema di navigazione Turn-by-Turn Plus offre la possibilità di selezionare la meta preferita tra le ultime destinazioni raggiunte.

Tra gli altri dettagli introdotti sulla KTM 890 ADVENTURE 2023 spiccano le rinnovate protezioni in alluminio del motore e del serbatoio, un nuovo blocchetto a manubrio che include il pulsante di emergenza, gli pneumatici PIRELLI SCORPION STR e le nuove grafiche, ora più sportive e dinamiche, sempre realizzate con il processo di iniezione “in-mold” (lo stesso utilizzato sulle moto da offroad KTM) che le rende più resistenti, specialmente quando si usa la moto in fuoristrada.

Infine, novità anche per la scelta dei software disponibili nel catalogo KTM PowerParts: la nuova KTM 890 ADVENTURE è dotata di serie del riding mode DEMO, che permetterà ai piloti di provare tutte le modalità di guida e le varie opzioni nei primi 1.500 chilometri, per poi decidere quale pacchetto o singoli optional acquistare.

Caratteristiche principali della KTM 890 ADVENTURE 2023:
// Nuovo cupolino raccordato più alto e protettivo e sella in due parti regolabile in altezza e più confortevole
// Nuovi registri dell’idraulica sulla forcella e nuovo setting del mono WP, dotato ora del pomello per il precarico
// Nuove protezioni in alluminio per il motore e il serbatoio
// Nuovo display TFT a colori con funzionalità migliorate
// Pneumatici PIRELLI SCORPION STR più orientati all’offroad
// Ergonomia e sovrastrutture aggiornate per una guida più intuitiva
// Peso contenuto, ciclistica collaudata di derivazione racing e grande facilità di utilizzo
// Due nuovi colori disponibili e nuove grafiche

NEWS | BRIXTON STORR 500

Quest’anno a Eicma hanno dominato le enduro di media cilindrata, strizzando l’occhio ad enduristi e adventuristi anche neofiti: infatti, anche marchi che non hanno nella loro indole il “tassello” se pur da strada si sono avvicinati a questo mondo. Ad Milano Brixton ha tolto i veli alla nuova Storr 500. La moto esposta sembra molto più di un prototipo creato per testare il mercato, ma una moto praticamente definitiva con tanto di pack accessori.

Come anticipato, si tratta di una endurona media mossa da un bicilindrico parallelo da 500 cc e 48 Cv, un motore adatto per neopatentati o a chi è alla ricerca di una moto poco impegnativa mototurismo a corto/medio raggio.  All’anteriore si fa infatti notare una forcella a steli rovesciati e un cerchio da 19″ e gomme Pirelli Scorpion Str, alle cui spalle è presente un grosso paramotore per affrontare anche il fuoristrada più duro.

NEWS | Lucky Explorer Project 5.5 / 9.5

Il concetto Lucky Explorer va ben oltre la proposta di nuovi modelli, è idealmente un contenitore di sensazioni e ricordi, di quello che la produzione di Schiranna ha saputo offrire ai motociclisti negli anni ottanta e novanta, che si propone di traghettare gli appassionati nel futuro combinando il mondo reale con le opportunità messe a disposizione da quello virtuale dei social media. Il progetto prevede due moto inedite, la 9.5 e la 5.5 con quest’ultima in arrivo a febbraio: una baby adventure che si ispira all’heritage della Elefant. Nonostante si tratti di una media, l’aspetto è quello di una moto di cilindrata superiore, pensata per chi ama i viaggi, in grado di conquistare il motociclista europeo che cerca una due ruote solida e inarrestabile.

 

LUCKY EXPLORER 9.5

I servizi e le copertine dedicate dalle riviste specializzate di tutto il mondo hanno conferito alla 9.5 capostipite del Lucky Explorer Project il ruolo di protagonista assoluta dell’edizione 2021 di Eicma. A un anno di distanza questa moto è passata dallo stato di concept bike a quello di modello pronto per raggiungere le linee di montaggio e le concessionarie a fine primavera del prossimo anno, pronta a misurarsi con le prime della classe del segmento maxienduro. E lo fa rimanendo esteticamente e strutturalmente vicina alle caratteristiche dell’ammiratissimo prototipo nato con l’obiettivo di rappresentare l’ideale evoluzione delle Elefant che per due volte, nel 1990 e nel 1994, hanno dominato la massacrante Paris-Dakar con il tracciato originale.

 

 

 

L’arrivo di moto avventurose rappresenta un cambio generazionale per MV Agusta, che con la 9.5 si lancia in un segmento del tutto nuovo, ma solo all’apparenza. Se infatti oggi la produzione ruota attorno a stradali performanti e con l’aspetto di opere d’arte, l’impostazione avventurosa è parte integrante del DNA dell’azienda. Non bisogna infatti dimenticare che le moto di oggi sono prodotte a Schiranna, all’interno del sito nel quale nascevano le Elefant di serie e quelle da competizione, vere e proprie GP da deserto, che “navigavano” a oltre 200 km/h sulle piste sabbiose. E alcune delle persone che 30 e più anni fa lavoravano nello storico stabilimento sono ancora lì, a testimonianza di un passato glorioso.

In quello che è idealmente il foglio bianco dal quale è partito tutto, oggi costituito dalle più moderne tecnologie di calcolo, sono stati posti al centro il pilota e il passeggero. L’origine è rappresentata dai cinque punti di contatto (pedane, manubrio e sella regolabile su due posizioni) che consentono di assumere una posizione naturale ed efficace dal punto di vista dinamico. Una progettazione che in realtà è andata oltre i cinque punti classici di un modello stradale, poiché è stato necessario tenere conto anche della guida in piedi sulle pedane, tipica delle situazioni fuoristradistiche, che richiede punti di contatto per ginocchia e caviglie, ma allo stesso tempo libertà di movimento, senza ostacoli negli spostamenti del corpo indietro o verso l’avantreno.

Comfort e protezione aerodinamica della 9.5 sono stati studiati come si stesse lavorando allo sviluppo di una grand tourer per affrontare lunghi viaggi, combinando le simulazioni al computer e quelle dei flussi in galleria del vento con test su strada in tutte le condizioni climatiche. Il risultato è una zona protetta per utenti di tutte le altezze anche a velocità ben superiori a quelle consentite in autostrada, con la complicità di un parabrezza regolabile in altezza. L’obiettivo da raggiungere era quello di evitare gli scuotimenti del casco alle alte velocità, un target che è stato esteso anche a chi viaggia comodamente seduto sulla porzione posteriore della sella.

La 9.5 si distingue per l’impostazione tipicamente off-road, sottolineata dalla presenza di ruote a raggi registrabili con diametri di 21 e 18 pollici, ma anche dall’interasse di 1.580 mm. Partendo da queste scelte, la sfida più significativa è stata quella di ottenere maneggevolezza combinata con la stabilità necessaria per viaggiare in sicurezza a pieno carico in autostrada. La doppia personalità della tre cilindri è sottolineata dalla possibilità di montare pneumatici stradali o tassellati, poiché entrambi sono omologati e riportati sulla carta di circolazione

Il motore a tre cilindri della 9.5 non è stato ottenuto con una semplice revisione delle misure di alesaggio e corsa del noto 800; è stato espressamente sviluppato per questo modello, combinando versatilità e potenza con un peso di soli 57 kg. È nuovo nella maggior parte delle componenti, a cominciare dal basamento e dai sistemi di lubrificazione e raffreddamento. Gli ingombri sono quasi uguali a quelli del motore 800 attualmente in produzione, mentre cambiano il manovellismo, il dispositivo di avviamento e il cambio, oltre al comando del gas, ora dotato di corsa negativa. Quest’ultimo è un elemento comune a tutte le MV Agusta model year 2023, introdotto per regalare risposte meno “virtuali” in fase di chiusura, rendendo la percezione più confortevole. L’impianto di scarico è dotato di valvola integrata nel silenziatore il cui obiettivo è quello di privilegiare la coppia o la potenza in funzione delle condizioni di utilizzo.

Il tre cilindri in linea, quattro tempi, è dotato di distribuzione a doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido, ed è equipaggiato con un albero motore controrotante, per migliorare la dinamica di guida e ridurre l’inerzia. Il cambio estraibile è specifico per questo modello. I valori di potenza e coppia massime sono rispettivamente di 124 CV a 10.000 giri e 102 Nm a 7.000 giri, con una potenza specifica pari a 132,25 CV/litro e una frizione in bagno d’olio, con comando idraulico. La dotazione elettronica sfrutta la base di un’evoluta piattaforma inerziale, con funzioni espressamente concepite per l’uso polivalente della 9.5: sono disponibili tra l’altro le mappature urban, touring e off-road, e l’ABS Cornering prevede diverse funzioni. Per l’uso in fuoristrada si può disinserire completamente, o soltanto l’azione sulla ruota posteriore.

Il telaio è in acciaio, in doppia culla chiusa, disegnato per offrire il miglior bilanciamento tra il comfort richiesto per l’impiego stradale turistico e la rigidità necessaria per ottenere prestazioni interessanti fuoristrada. La struttura comprende elementi forgiati ed estrusi, con un forcellone in leggera lega di alluminio fuso in conchiglia per ottenere il più alto rapporto tra resistenza e peso. Le sospensioni sono Sachs, completamente regolabili esternamente. Tutti i materiali impiegati e la loro finitura sono altamente tecnologici.

La strumentazione è stata sviluppata su standard automobilistici in termini di leggibilità e completezza di informazioni, con un livello di connettività evoluto. Il display comprende un pannello TFT a colori di 7”, con connessione Bluetooth agli smartphone, Wi-Fi per l’aggiornamento e la possibilità di dialogare con l’app MV Ride, con varie funzioni che comprendono tra l’altro la pianificazione di percorsi, l’acquisizione dati e l’antifurto con geolocalizzazione.

L’equipaggiamento della 9.5 comprende un impianto di illuminazione full led, con tutti i servizi di bordo gestiti da una rete CAN-BUS per ridurre al minimo la presenza di cavi e cablaggi, a tutto vantaggio dell’affidabilità e della semplicità di manutenzione.

 

LUCKY EXPLORER 5.5

Lucky Explorer è sinonimo di nuovi modelli di moto, ma non solo, è un mondo di emozioni, ricordi, valori: è un modo di essere. Un ritorno atteso da tutti i fan dell’off-road, ma anche un nuovo inizio e un salto nel futuro, come confermano le migliaia di follower che già sono diventati fedelissimi del profilo Instagram luckyexplorer.official. Prima tra le moto del programma Lucky Explorer Project a entrare in produzione è la 5.5 che rappresenta la sintesi della corretta interpretazione dell’heritage dell’azienda di Schiranna. In questo modello è stata infatti travasata la tecnologia più evoluta, senza mai perdere di vista l’obiettivo primario, quello di realizzare un modello di media cilindrata potenzialmente senza confini, in grado di affrontare in totale disinvoltura ogni tipo di terreno e di percorso.

 

La più piccola 5.5 ha completato il processo di sviluppo ed è pronta per raggiungere le concessionarie già dal prossimo mese di febbraio, posizionandosi come entry level in termini di cilindrata e di prezzi, ma con un livello qualitativo particolarmente elevato per il segmento all’interno del quale va a posizionarsi. A distinguere la 5.5 è il fascino di un design che non solo idealmente la ricollega alla Elefant che per due volte ha conquistato la Dakar originale, quella che partiva il primo gennaio da Parigi, e si concludeva in Senegal dopo avere attraversato pietraie, deserti e savane.

La 5.5 è stata affinata in vari dettagli durante il percorso di avvicinamento all’industrializzazione. Disegnata in CRC e sviluppata con il partner QJ, mantiene tutto lo spirito della famiglia Elefant, rappresentando il modello di accesso alla nuova famiglia Lucky Explorer (e a tutta la gamma MV Agusta), esattamente come la 350 degli anni ottanta introduceva al mondo delle bicilindriche. È una media, ma il suo aspetto è quello di una moto di cilindrata ben superiore, con particolari stilistici e grafiche che riportano direttamente alle dakariane del passato.

Il modello di partenza è stato profondamente aggiornato nell’elettronica, nella meccanica e nel reparto ciclistico, con specifiche ben precise richieste dai tecnici di Schiranna. Il motore, il bicilindrico in linea con distribuzione a doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido è stato evoluto, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente il già elevato rendimento. La cilindrata è stata portata a 554 cc (alesaggio 70.5 mm e corsa 71 mm) alla ricerca di una curva di coppia ancora più robusta rispetto a quella di partenza, così da ottenere un’erogazione piena e costante a tutti i regimi. Il comparto elettronico è stato a sua volta ottimizzato per assicurare il miglior compromesso tra prestazioni e sicurezza.

Il design, che nella fase di lancio prevede la sola colorazione bianca con il logo stilizzato Lucky Explorer, è stato personalizzato con sovrastrutture e altri elementi fondamentali per sottolineare l’impronta stilistica di famiglia con gruppi ottici progettati ad hoc. L’ispirazione stilistica è comune a quella della 9.5 e si ispira chiaramente alle leggendarie corse nel deserto, ma le caratteristiche esclusive della 5.5 sono molte. Grazie alla sua personalità questo modello rivendica con orgoglio un’identità tecnica, concettuale ed estetica che consentiranno di distinguersi nel sempre più affollato panorama delle bicilindriche di media cilindrata con vocazione avventurosa.

PREVIEW | NUOVA 890 ADVENTURE R 2023

La 890 ADVENTURE R è un cavallo di razza e, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, è senza dubbio la miglior travel enduro con la quale affrontare i percorsi offroad più impegnativi.
La nuova versione 2023, presentata in Idaho (USA) in occasione del KTM Adventure Rider Rally, si ispira chiaramente alla regina del deserto KTM 450 RALLY, dalla quale riprende alcune caratteristiche estetiche e quello spirito READY TO RACE che tanto piace agli appassionati del viaggio e dell’avventura. La nuova versione è infatti caratterizzata da un nuovo cupolino, nuove sovrastrutture, un nuovo serbatoio e una nuova protezione del motore, che migliorano l’aerodinamica e l’ergonomia, aumentando l’agilità nell’affrontare i terreni più impervi e la protezione del pilota.

Dal punto di vista tecnico, la nuova KTM 890 ADVENTURE R conferma la sua ciclistica solida e al tempo stesso agile grazie al resistente telaio in acciaio al cromo-molibdeno, abbinato a sospensioni WP XPLOR completamente regolabili.
Una volta in sella, si nota subito il nuovo display TFT da 5″ dotato di connettore USB-C. Il nuovo strumento è caratterizzato da pittogrammi a colori e da una grafica intuitiva che agevola la navigazione tra i vari menu. Inoltre, gli ultimi aggiornamenti includono un sistema di navigazione Turn-by-turn Plus, che permette al pilota di selezionare la meta preferita tra le ultime destinazioni raggiunte. Inoltre, una nuova funzione di chiamata permette di telefonare a un contatto della lista dei preferiti (che può contenere al massimo 10 numeri), oppure di comporre uno degli ultimi 10 numeri chiamati.

Anche il pacchetto elettronico è stato migliorato: la centralina elettronica dell’ABS di nuova generazione è in grado di sfruttare i rilevamenti del sensore 6D (che fornisce costantemente informazioni sull’inclinazione, sul beccheggio, sulla velocità e sul comportamento generale della moto) così da applicare la giusta forza frenante in qualunque situazione. I piloti che intendono testare il potenziale della moto lontano dai sentieri battuti possono contare sull’ABS OFFROAD come funzione integrante della modalità OFFROAD, oppure sulla modalità RALLY (opzionale), senza dovere selezionare separatamente l’ABS OFFROAD.

Quando la strada si allarga e si vogliono macinare chilometri, la nuova KTM 890 ADVENTURE R assicura un maggior livello di comfort grazie alla sella monopezzo, che nei nuovi colori esalta la libertà di movimento e il grip.
Novità anche per la scelta dei software disponibili nel catalogo KTM PowerParts: la nuova KTM 890 ADVENTURE R è dotata di serie del riding mode DEMO, che permetterà ai piloti di provare tutte le modalità di guida e le varie opzioni nei primi 1.500 chilometri, per poi decidere quale pacchetto o singoli optional acquistare.

EVENTI | Lasciato il cuore alla 1000 Sassi…

Testo: Thomas Brazzova – Foto: Fotografica Sestriere

Parliamoci chiaro, la maggior parte di noi osanna sempre ciò che è proprio. È cosi per tutto. La moto? È più bella la mia. Il cellulare? Sicuramente funziona meglio il mio. Ognuno ha il suo, e come dargli torto. Lo stesso paragone si potrebbe fare sulla propria regione natia: per un siculo, un sardo, un altoatesino e così via, la propria terra è simbolo di purezza ed autenticità. Ma c’è una regione del Bel Paese che a mio avviso centrifuga tutte le bellezze italiche e le mette nel calderone, ed è la Toscana. Non me ne vogliano le rimanenti diciannove regioni, in qualsiasi angolo di questa nazione si rimane esterrefatti, ma la Toscana è la Toscana.

Daniele Alessandrini, patron della 1000 Sassi, questa regione la conosce molto bene e finalmente, dopo un’edizione “zero” riservata ai giornalisti e la premiere del 2021 attanagliata ancora dalle restrizioni Covid, può scatenarsi a dovere. Tre giorni immersi nel patrimonio toscano per un totale di 750 km lungo un anello che da Piazza Grande di Arezzo ci conduce prima a Figline Valdarno e poi Chianciano Terme, per concludere sempre ad Arezzo nei pressi della Loggia del Vasari. Mica roba da poco.

 

 

Sterrati veloci e poco impegnativi studiati appositamente per bicilindrici fanno si che questo evento calzi perfettamente anche a chi di chilometri in off non ne macina a bizzeffe, offrendo inoltre la possibilità ai meno fortunati di iscriversi alla versione One Day, un one shot di un giorno che di spettacolo ne ha da vendere visto che si attraversa la Val d’Orcia, Cortona e Castiglion Fiorentino fino al Cippo Meoni giusto per citarne alcune.

 

Quando si parla di Adventuring Experience, avere una buona traccia non basta mai. Bisogna saper creare quella giusta aggregazione che è lo spirito pulsante di ogni manifestazione, e anche in questo la 1000 Sassi è stata capace di stupirci. È innegabile che pochi eventi di questo genere sono capaci di unire in tale modo e offrire un servizio a 360° che va dai ristori alle cene in location esclusive, dall’assistenza sanitaria a quella meccanica senza sbavature (per nostra sfortuna abbiamo dovuto richiedere), o ancora dalla chiarezza delle informazioni sulla traccia fino al trasporto bagagli.

Guidare per chilometri su sterrati è bello, ma sentirsi coccolati e sicuri ancora di più!

 

Tappa 1: Arezzo – Figline Valdarno 270km

 

Una tappa anomala. Si perché come già accennato siamo abituati alla toscana da cartolina, quella delle crete senesi, del Chianti o ancora della Val d’Orcia. Eppure la toscana ha molto da offrire, anche di diverso dal convenzionale. La traccia del primo giorno si differenzia dalle altre in quanto ci si spinge nell’entroterra, prima a nord di Arezzo fino a Prato Imperatore per poi ascendere verso Figline. È una Toscana diversa, poco conosciuta, forse ancora più incontaminata, in cui non primeggiano gli infiniti campi di grano che disegnano dolci dune collinari, bensì foreste sempre verdi fatte di pini, abeti e vegetazione che sa più di montagna che di collina. Raggiungiamo infatti quasi i 1000 metri di altitudine, una manna dal cielo se si pensa alla temperatura decisamente alta e anomala che serpeggia nelle zone più basse e guidare su questi sterrati a fondo naturale nel fresco del sottobosco è rigenerante per tutti i sensi.

Prima di giungere a Figline non manca l’incontro con un daino che ci sfreccia davanti agli occhi per poi perdersi nel bosco.

“Ma dove mi trovo?” Mentre si guida la domanda che ci si pone è esattamente questa. Sembra di stare da un’altra parte, in un altro luogo e ci godiamo ogni curva del brecciolato fino a fine tappa dove ci aspetta del meritato riposo in previsione dei chilometri del giorno dopo da un sapore più toscano.

 

Tappa 2: Figline Valdarno – Chianciano Terme 240km

 

 

Con la seconda tappa si entra nel vivo in quella parte d’Italia presa d’assalto dai turisti e simbolo di una regione che fa scuola. I chilometri previsti sono pochi e decisamente meno impegnativi con sterrati da 100 km/h tipici di queste zone da cui passano l’Eroica e la Via Francigena, nonché numerosi pellegrini, ciclisti e ovviamente Pandine e furgoni spericolati a cui bisogna prestare attenzione. Qui i paesaggi si fanno collinari dopo una prima parte ancora di sottobosco che ci apre il panorama verso il Chianti, sempre più a sud alle porte della Val d’Orcia.

Guidare su questi sterrati è talmente facile ed intuitivo che ci si distrae, tant’è che l’unico sasso appuntito della carreggiata provoca una foratura alla gomma della moto costringendo ad una sosta per la riparazione. Decido tuttavia di avvalermi e mettere alla prova l’assistenza meccanica messa a disposizione dall’organizzazione e dopo aver contattato il numero fornito, dopo soli 15 minuti di attesa si palesa davanti agli occhi il furgone con lo staff che prontamente si prodiga nella riparazione della moto. Meno di un’ora di sosta e pronti a sfrecciare nuovamente sulla traccia fino a Chianciano, famosa per le terme e il buon vino del comune adiacente dal nome poco conosciuto…. Montepulciano!

 

Tappa 3: Chianciano Terme – Arezzo 250km

 

 

L’ultimo giorno si chiude in bellezza regalando emozioni nel guidato e per gli occhi alle oltre 300 moto che tra One Day ed Experience hanno riempito il parco chiuso della 1000 Sassi. Finalmente si entra nella famosa Val d’Orcia che abbiamo inseguito per tutti i 500 km già percorsi senza mai entrarci. Fa specie pensare che ci siano persone che abitino in questi luoghi bucolici, in cui casolari circondati da cipressi svettano sull’apice di colline, immersi nella quiete della natura.

Da quasi fastidio sapere di dover passare in zone intonse col rombo della propria moto, dove l’inquinamento acustico è un lontano ricordo. Questo tarlo fisso nella mente invoglia a fermarsi all’ombra di un cipresso, spegnere la moto e riscoprire questo silenzio dimenticato ai molti che provengono da centri cittadini. È un silenzio quasi assordante, per usare un poetismo. Ricarica e ci invoglia a continuare.

Dopo un breve anello che riporta a Chianciano, si prosegue fino al magnifico borgo di Cortona in direzione Arezzo. Mancano ormai pochi chilometri all’arrivo e come ciliegina sulla torta non può mancare una tappa al Cippo Meoni in onore del grande pilota Fabrizio Meoni, una sosta che qualsiasi endurista ha l’obbligo di fare almeno una volta nella vita.

Siamo ormai giunti al termine e non resta che spegnere la moto davanti alla Loggia del Vasari ad Arezzo, dove per l’occasione è stato allestito un buffet di fine evento, un’ultima carezza verso i partecipanti ormai crogiolati da giorni nel divertimento della manifestazione.

La 1000 Sassi si presenta quindi in tutta la sua bellezza e facilità, offrendo scorci e un senso di unione che ne fanno un evento speciale alla portata di tutti, dal neofita dell’offroad al più esperto che vuole semplicemente godersi un viaggio in completa tranquillità e alla scoperta di un territorio ameno. Non resta che aspettare con ansia cosa ci riserverà il prossimo anno Daniele Alessandrini e il suo staff!

 

Dream Rider Lab

La 1000 Sassi non è solo bei paesaggi e guida divertente, ma anche storie da raccontare. Ci siamo imbattuti in due ragazzi, Simone Di Biase in sella ad un Honda Dominator e Matteo Reale con il suo intramontabile KTM 990 Adventure, fondatori dell’associazione no-profit Dream Rider Lab che svolge attività ricreative, culturali e di formazione nel settore motorsport e nelle arti meccaniche a Sora, nei pressi di Frosinone.

Nonostante un tempo di gestazione recente, questa associazione ha già all’attivo diversi progetti tra cui “Dona e Vinci. Laboratorio di arti meccaniche applicate”, ovvero una collaborazione con il team MotoGP Suzuki Ecstar e l’officina Union Jack di Roma i quali guidando studenti di istituti tecnici locali attraverso un percorso formativo e di restauro di moto classiche.

Il fine è ovviamente benefico, dal momento che una delle moto restaurate, una Suzuki 550 del 1978, è stata battuta in un’asta on line e i proventi donati alla Fondazione Heal che si occupa di sostenere la ricerca in campo neuro oncologico pediatrico presso il Centro di cure palliative dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Ma l’associazione non è solo questo, le iniziative benefiche sono numerose e tutte da scoprire sia sul sito dream-rider.net che sulle pagine Instagram e Facebook DreamRiderLab.

 

ANTEPRIMA | Ducati DesertX Dream Wilder

DesertX è una moto versatile: è stata sviluppata specificatamente per l’offroad, ma è anche sicura e confortevole per affrontare viaggi, e a suo agio nei percorsi di tutti i giorni. Le scelte compiute sul piano della ciclistica la rendono una moto facile da guidare e in grado di ispirare fiducia e sicurezza su ogni tipo di strada, anche quelle più dissestate. Combinazione ruote 21”/18” DesertX è equipaggiata con la combinazione identitaria per il segmento enduro: ruote a raggi, da 21’’ all’anteriore e 18’’ al posteriore. Pronta ad affrontare agevolmente ogni tipo di ostacolo e di asfalto. Generosa luce a terra a 250mm Caratteristica fondamentale per l’utilizzo fuoristradistico, la luce a terra di ben 250 mm è particolarmente favorevole nell’uso fuoristrada più impegnativo.

Gli pneumatici tubeless Pirelli Scorpion Rally STR sono il bilanciamento perfetto equilibrio tra uso su strada e fuoristrada.Grazie alle diverse omologazioni ottenute, c’è ampia scelta di pneumatici alternativi.  La forcella a steli rovesciati da 46mm e l’ammortizzatore posteriore, completamente regolabili, sono stati sviluppati con il brand giapponese Kayaba, di comprovato successo nel mondo dell’off-road.

 

La miglior frenata su ogni superficie. La DesertX è dotata di freni Brembo con funzione di ABS Cornering. Il settaggio della potenza frenante è stato studiato per offrire la giusta potenza nell’utilizzo stradale, ma anche una buona modulabilità nella guida in off-road e su fondi difficili. Impianto anteriore L’impianto anteriore è caratterizzato dalla presenza delle pinze radiali monoblocco Brembo M50 a 4 pistoncini da 30 mm di diametro, pompa assiale con leve regolabili e doppio disco anteriore da 320 mm con flange in alluminio.
Impianto posteriore Al posteriore troviamo invece un singolo disco da 265 mm di diametro su cui lavora una pinza flottante a doppio pistoncino, sempre Brembo.

Un feeling che trasmette controllo e sicurezza in tutte le condizioni. Nello sviluppo della DesertX, i collaudatori Ducati si sono concentrati in particolare sull’ergonomia. La disposizione di sella, manubrio e pedane è progettata in modo che il pilota possa passare naturalmente da una posizione seduta alla guida in piedi. La forma del serbatoio,della sella e degli altri componenti garantiscono il miglior controllo del mezzo. L’altezza da terra della sella è di 875mm e può essere ridotta grazie a sella e kit sospensioni ribassate disponibili come accessorio.
Comfort pilota e passeggero La posizione di guida è comoda sia per pilota che per passeggero, grazie alla definizione di forma ed imbottitura mirate per ciascuna delle due sedute.
Capacità di carico e pneumatici La capacità di carico è ottima: quasi 120 L di volume disponibile tra borse e top case, realizzati in alluminio. Gli pneumatici sono tubeless e combinano affidabilità e sicurezza in caso di foratura.

Aerodinamica e gestione del calore La gestione del calore è effettuata da aperture e flussi di aria fresca appositamente studiati. La protezione aerodinamica è stata sviluppata con grande cura, riposta nella definizione di forma e dimensioni del cupolino di primo equipaggiamento e di quello accessorio.
Autonomia del serbatoio L’autonomia è adeguata ai viaggi più lunghi grazie al serbatoio da 21 litri di capacità e alla possibilità di montare un serbatoio ausiliario, disponibile come accessorio, aggiungendo ulteriori 8 litri di benzina.

Nata per l’offroad

DesertX è equipaggiata con l’ultima evoluzione del Testastretta 11° desmo da 937 cc., il bicilindrico rinomato per solida performance, usabilità quotidiana e comprovata affidabilità.
1.7 kg in meno La nuova versione del Testastretta 11° introduce importanti miglioramenti rispetto alla generazione precedente, che hanno portato ad un risparmio di peso complessivo di ben 1,7 kg.
Rapportatura del cambio dedicata Il lavoro su DesertX ha interessato anche la rapportatura del cambio, complessivamente accorciata su tutte le marce fino alla quinta, in particolare prima e seconda, per garantire il miglior comportamento in fuoristrada, mantenendo comunque una sesta marcia lunga per una maggiore efficienza a velocità sostenuta.

Elettronica al servizio di sicurezza, versatilità, e stile. DesertX, come tutte le Ducati, ha una dotazione elettronica avanzata volta alla sicurezza e alle performance in ogni condizione.
Sistemi di assistenza alla guida La dotazione elettronica è arricchita da un pacchetto di sistemi di assistenza alla guida completo: Traction Control, Wheelie Control, Engine Brake Control, Cornering ABS, Quickshifter Up&Down e Cruise Control, per rendere ancora più rilassante la guida nelle lunghe percorrenze.
Impianto luci L’impianto luci è full LED. Il doppio proiettore anteriore ha da due moduli poliellissoidali bi-funzione con Daytime Running Light ed è stato studiato per garantire un’ottima visibilità, particolarmente importante per una moto in grado di viaggiare in tutte le condizioni, specialmente quelle di scarsa visibilità.

 

Riding mode La versatilità di DesertX si rispecchia anche nei 6 Riding mode, di cui 2 dedicati specificatamente all’esperienza di guida in off-road: Enduro e il nuovissimo Rally. Questi si aggiungono alle modalità Sport, Touring, Urban e Wet.
TFT & Connettività DesertX è equipaggiata con un display TFT da 5” ad alta risoluzione orientato verticalmente e posizionato per offrire la migliore visibilità anche nella guida in piedi. Il display è predisposto per il Ducati Multimedia System, disponibile come accessorio, che consente di connettere lo smartphone via Bluetooth e attivare la navigazione Turn by Turn* ricevendo le indicazioni stradali direttamente sul cruscotto.

 

 

DUAL | VIAGGIO IN PAMIR

Testo e foto di Daniele Donin

A volte le esperienze più belle vengono dal caso, altre volte invece nascono dai sogni. Quei sogni che ci svegliano nella notte e che ci tolgono il sonno, che ci fanno battere forte il cuore non appena apriamo la carta stradale sul tavolo della cucina, tra caffè e biscotti. Scorrendo con il dito tra le curve e i rettilinei senti già l’emozione di attraversare quelle valli ombrose, quelle strade nascoste tra gli alberi, quelle pietraie arse dal sole, quelle steppe desolate, quelle piste polverose che corrono oltre orizzonti stranieri, laggiù, dove non sei mai arrivato, oltre i tuoi confini. E allora senti che non sei tu a decidere la tua strada, ma che è lei a chiamarti. Noi motociclisti siamo così, perché non abbiamo bisogno di capire, ci basta sentire.

 

AK-BAJTAL-PASS-GORNO-BADAKHSHAN

E io l’ho sentita di nuovo. Ancora una volta la strada è venuta a svegliarmi per portarmi oltre me stesso, oltre il conforto delle abitudini, nelle difficoltà di quei luoghi lontani del pianeta e della mia anima, dove sarei stato solo con la mia motocicletta a sfidare la parte più nascosta e libera di me. So che non sarà facile, per niente, perché la strada che mi vuole è impegnativa, fredda, difficile, e corre a più di 4.000 metri ai confini di un mondo in guerra da sempre. Ma se ascolto il cuore so che non devo avere paura: è la M41 “Pamir Highway”.

 

KAZAKHSTAN

Mi organizzo col lavoro, il tempo che ho a disposizione non è molto, e sono costretto a percorrere solo l’andata e di spedirla in aereo al ritorno, da Tashkent. Si è aggiunto poi anche un imprevisto lavorativo che complica tutto in un periodo difficile per il rigido clima continentale dell’Asia Centrale a quelle altitudini molto elevate. Alla fine il mio sogno viaggerà sul filo delle tre settimane, tra aprile e maggio, giusto il tempo delle ultime nevicate e delle distese di fango.

Devo richiedere parecchi visti e alcuni paesi hanno tempi lunghi e soprattutto nessun consolato in Italia, così inizio mesi prima. Ho deciso di percorrere l’Europa dell’Est, poi in Kazakhstan incrociare la via della Seta fino a Tashkent, in Uzbekistan. Superata poi la valle di Fergana salirò rapidamente su una delle catene montuose più alte del pianeta e imboccherò la Pamir Highway che mi farà fare un lungo anello tra Kirghizstan e Tajikistan per poi riportarmi in Uzbekistan, a Samarcanda, ultimo passaggio prima del rientro via aereo.
Il tempo corre veloce mentre preparo la mia “kammella” per la nuova avventura. È una BMW GS 1200 ADV del 2008 che mi ha accompagnato ovunque nel mondo per quasi 300 mila km, Asia, Europa, Africa e Americhe, e che si è guadagnata questo nome grazie all’instancabile indole e l’immensa capacità di carico.

 

M41 GULCHA SARY TAS

Sarò solo, come sempre, perché sulla strada cerco me stesso, quello vero, senza maschere né filtri, e per trovarlo ho bisogno del silenzio interiore che senti solo nel vento.
Parto a metà aprile nel tepore della primavera, ma dura poco, già in Ucraina incontro le prime tempeste di neve che mi travolgeranno in Russia e in Kazakhstan. I bei colori ai bordi della strada sbiadiscono velocemente e quando supero la frontiera di Belgorod tutto diventa grigio. Ritrovo l’inverno e guido per giorni sotto un cielo scuro che alterna pioggia e neve finchè posso, attraverso venti gelidi che soffiano da nord.

Altre volte ho portato la kammella in condizioni particolari e vado avanti guidando nel freddo finchè la neve sulla strada resta soffice, ma quando il vento e il passaggio delle auto la compatta in ghiaccio sono costretto a fermarmi, si scivola troppo e proseguire è impossibile. Ma le difficoltà spesso rivelano la parte più bella della natura umana, e proprio mentre sono fermo a girare la moto per tornare verso la città si ferma un furgoncino che ci porta oltre la tormenta, ribadendomi che qualsiasi problema può essere un’occasione. E la mia strada da Voronezh continua verso est attraverso l’infinita steppa, che si stende come una pennellata immobile, grigia e ghiacciata. Il freddo a volte mi infila i suoi aghi fin sotto le unghie delle mani e sono costretto a fermarmi nel nulla per cercare un po’ di conforto semplicemente tenendole vicino ai cilindri del boxer.

 

Tremo di continuo, i piedi si intorpidiscono quasi subito e spesso il mio respiro è pesante, ma non mi importa. Qui, nella steppa gelata mi sento vivo, questi respiri gelidi sono unici, questo momento è unico nella mia vita e questo freddo non sta facendo altro che renderlo ancora più speciale. Non dimenticherò mai questi giorni, il freddo patito e il dolore alle mani, ma la moto è il mezzo che ho scelto perché ti regala tutto questo, ti immerge nel mondo, facendo sì che tu possa vivere il viaggio nella sua vera essenza: la strada. La guidi con il corpo e questo la rende parte di te, e te di lei. Supero città vuote, le cui uniche luci accese sono distributori e lampioni che ondeggiano nel vento freddo che spazza i viali deserti.

E finalmente il tempo migliora un po’ e una volta nel deserto uzbeko vengo accolto da temperature più miti che mi ridanno energia tanto da farmi raggiungere la valle di Fergana senza troppi problemi a parte le dogane chiuse e improbabili deviazioni. Eccola, finalmente davanti a me si staglia la catena del Pamir che da subito dimostra la sua natura impervia e poco ospitale: le strade asfaltate scompaiono quasi del tutto e inizio a stare a lungo sotto lo zero. La strada sale veloce su passi che superano di molto le altitudini delle nostre bellissime strade alpine. Il ghiaccio è ovunque e in qualche situazione ho dovuto caricare la kammella su camion e persino su un fuoristrada. Ma ce l’abbiamo fatta e l’emozione di percorrere una lunga pista che sale e scende tra i 4 e i 5.000 metri ha scavato un solco profondo nel mio cuore e nella mia anima.

 

SARY MOGUL valle del kyzyl suu

Superato il Kyzyl-Art Pass, frontiera tra il Kirghizstan e il Gorno- Badakshan, in Tajikistan, scopro un paesaggio fiabesco, onirico. Il mio sguardo si perde tra vette altissime e i riflessi azzurri dei ghiacciai, tra forre scure e crode che si slanciano in un cielo profondo. La pista che mi sta portando in cima al mondo sale tra le pietraie spesso oltre i 4.000 metri, diventa sconnessa e difficile in molti punti nei quali la neve sciolta crea delle pozze di fango ghiacciato, soprattutto tra le decine di tornanti. Ma la mia kammella carica, nonostante l’aria rarefatta non molla. Non c’è nessuno intorno. Respiro questi momenti, vivo questo mondo quasi irreale, nel silenzio profondo che mi abbraccia. Sento che lassù sto ritrovando me stesso e le risposte che cercavo.

Dopo qualche giorno inizio a scendere verso sud e verso la parte di Pamir Highway che corre lungo il confine afgano. La primavera mi compare intorno colorando i terrazzamenti e gli alberi della valle. La pista continua ad essere difficile, soprattutto perché trafficata da giganteschi camion che prendono le curve velocemente e che alzando la polvere mi fanno guidare alla cieca. Sono centinaia di chilometri di tôle ondulée e pietre nei quali la pista corre sul ciglio del dirupo, nella gola del fiume Pyandzh inghiottita tra pareti altissime e montagne brulle. Ad ogni ansa è uno spettacolo di colori. Le tonalità di marrone e grigio di colpo diventano verde smeraldo nelle vicinanze dei villaggi. I terrazzamenti, i muretti a secco, le tipiche case quadrate e sullo sfondo non lontano le vette innevate dell’Hindukush. È l’Afghanistan.

 

Turkistan

Arrancando lentamente tra polvere e sassi dopo qualche giorno arrivo a Samarcanda, ultimo passaggio prima del rientro alla vita quotidiana. Per quanto il Registan sia incantevole, le greggi di turisti mi fanno rimpiangere la solitudine delle piste e dei passi a quasi 5.000 metri.
Ormai sono conscio che anche questa avventura sta finendo, ma la vita è così, tutto passa, non posso fermarla. L’unica cosa che posso fare è cercare di mettere tutta la tenerezza, tutto l’amore che posso, in ogni respiro della mia vita per poter trattenere i ricordi il più a lungo possibile e trasformarli in quello che sono.

METZELER | Il nuovo KAROO 4 per l’off road

Successore del pluripremiato KAROO 3, KAROO 4 rappresenta l’ultima generazione della famiglia di prodotti del brand METZELER sviluppato per un utilizzo on/off, un pneumatico destinato all’equipaggiamento di moto adventure e maxi enduro che permette ai motocilisti di oltrepassare i confini dell’adventouring.

Principali caratteristiche

KAROO 4 presenta un rivoluzionario disegno battistrada brevettato, che innalza a tutto tondo i livelli prestazionali del pneumatico sia su strada che su diversi tipi di terreni sterrati. Per quanto riguardo il comparto stradale, gli ingegneri del brand dell’elefantino blu hanno lavorato per migliorare in particolare la neutralità di guida ed il comportamento sul bagnato, sviluppando un disegno battistrada tassellato che permette di affrontare in totale sicurezza determinati angoli di piega anche in condizioni di bagnato. In ambito fuoristradistico, KAROO 4 aumenta il livello prestazionale off road, in particolare su fondi molto morbidi, tra cui sabbia, fango ed argilla.

La gamma di KAROO 4

KAROO 4 sarà disponibile nelle seguenti misure a partire da marzo 2022:

Anteriore

19” 100/90-19 TL 57Q M+S 19” 110/80 R 19 TL 59Q M+S 19” 120/70 R 19 TL 60Q M+S

21” 90/90-21 TL 54Q M+S

Posteriore

17” 130/80 R 17 TL 65Q M+S 17” 140/80 R 17 TL 69Q M+S 17” 150/70 R 17 TL 69Q M+S

17”  170/60 R 17 TL 72Q M+S

18”  140/80 – 18 TL 70Q M+S

18” 150/70 R 18 TL 70Q M+S

L’offerta completa del marchio METZELER per il segmento ON/OFF:

METZELER è da sempre un brand all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, nella ricerca delle prestazioni e nel rispetto dei più sfidanti standard di qualità. Fin dai suoi esordi ilmarchioha costantemente sviluppato prodotti per soddisfare le crescenti aspettative dei motociclisti più esigenti, spesso anticipando i maggiori trend di mercato ed i bisogni del consumatore.

Dai passi di montagna con il pneumatico supersportivo SPORTEC M9 RR ai terreni sabbiosi con KAROO Extreme, il brand specialista delle due ruote mette a disposizione del comparto on/off un’ampia gamma composta da ben sette prodotti per rispondere ad ogni esigenza del consumatore con la soluzione più indicata.

 

EVENTI | Suave Adventuring 2021

Testo e foto: Ricky Ciani

Un’avventura completa per l’approccio gioviale e filosofico di ogni neo viaggiatore è il Suave Adventuring. Il Suave è speciale, si respira la sintonia giusta dell’amicizia ed è un ottimo test per tutti i motociclisti che si apprestano ad affrontare viaggi come Islanda, Albania, Grecia e altri parti del mondo e la possibilità di fare free camping all’interno di un bosco fa respirare una vera sensazione di libertà.

Adiacente al boschetto c’è un ostello con camerate molto spaziose che mi fanno ricordare i viaggi di quando rimanevo ospite nelle varie Club House visitate in giro per il mondo. Bagni funzionali e docce calde per lo zoccolo duro degli avventurieri, soprattutto per testare al meglio gli equipaggiamenti come tenda, sacco a pelo e materassino. Per i più indecisi c’è comunque la possibilità di pernottare nel meraviglioso hotel ristorante Oasi San Benedetto Borgo Pace.

Al mio arrivo l’umidità dovuta ad una copiosa pioggia è molto alta e seleziona subito gli “arditi” dai “morbidi”. Tra le tende nel camping trovo sorprendente la presenza di un amazzone motociclista, Monica Pelati a sfidare l’umidità della nottata e anche la presenza di Marco Degan, istruttore FMI del MC Futa e, colonna portante del MC Umbria, il nipponico Hibiki Sawada. Il percorso del Suave è stato suddiviso in due giornate di ride: quella del sabato e quella della domenica. Il percorso presenta continui cambi di diametro dei sassi, si passa da strade bianche perfette a strade formate da grossi ciottoli per perfezionare meglio la guida in off-road di qualsiasi moto viaggiatore a cui sono stati aggiunti percorsi “Hard” per i più arditi guerrieri del tassello feroce.

Primo giorno 175 km con possibili cinque varianti tecniche facoltative da aggiungere sulla traccia principale. Il secondo giorno 130 km un po’ più Easy, quindi con una sola variante tecnica. La Partenza è dall’Abazia Benedettina di Lamoli per entrambi i giorni, con rientro sempre al paddock presso l’Oasi San Benedetto. Abbiamo percorso le strade della Guinza, siamo ai confini tra Marche Umbria e Toscana, quindi Parnacciano, Valle Urbana, Fraccano, Apecchio e Urbania (che era l’antica Casteldurante). Ancora Sant’Angelo in Vado, Sestino e Borgo Pace.
L’evento, organizzato dal Tuentyfourclub di San Marino, prevede due giorni di navigazione con GPS, ristoro e cena il sabato, pranzo la domenica con la possibilità di campeggio e uso dei servizi della struttura gratuito. In alternativa alla notte in tenda come dicevo, disponibile l’albergo della Abazia Benedettina oppure l’ostello.

Monica Pelati, interview

Nel weekend del 10 11 e 12 settembre 2021 ho partecipato all’edizione del Suave Adventuring, un percorso che si snoda sugli splendidi sterrati tra le Marche e l’Umbria con paesaggi stupendi, di quella bellezza un po’ rude e selvaggia tipica di queste regioni. Lungo il percorso non ho potuto guardarmi troppo in giro, in quanto sono stata molto impegnata a seguire la strada e a rimanere sempre concentrata alla guida del mio KTM 1050 ADV.
Gli altri partecipanti erano sicuramente più disinvolti di me in sella, ma sempre educati e rispettosi, insomma dei veri cavalieri!
Il venerdì sera quando sono arrivata ho visto nel parcheggio numerosi monocilindrici, Yamaha Ténéré 700 e parecchi KTM 990. Quando ho scoperto di essere l’unica donna che partecipava all’evento mi è venuta un po’ di ansia e nella mia tenda la sera ci ho messo un po’ ad addormentarmi. Il giorno dopo però, in compagnia di Federico, Claudio e il mio fidato mentore Marco Degan, istruttore del MotoClub della Futa che mi ha affiancata per tutto il percorso, ho affrontato con determinazione il tracciato ed i dubbi sono svaniti.
È stata una bellissima esperienza.
L’emozione di condividere il percorso, superare gli ostacoli e ritrovarsi poi tutti insieme la sera a ridere, scherzare e perché no, a prendersi un po’ in giro con quel tipo di sarcasmo ed ironia che fanno bene al corpo e alla mente, sono tornata un po’ bambina.
Questa passione è bellissima in solitaria ma viverla con le persone che provano le tue stesse emozioni non ha prezzo.
La presenza di molti membri del MotoClub Ténéré Italia ha reso ancora più autentico l’evento rendendolo davvero speciale.
Il Suave si è dimostrato un bellissimo evento e se devo dire la verità, sono arrivata la domenica sera stanca ma felice ed appagata dalle meravigliose strade e borghi delle Marche visitati.

 

ADVENTURE | E’ il momento di partire, in bocca al lupo Maurizio Pistore

E’ arrivato finalmente il giorno della partenza per Maurizio Pistore, il pilota veneto che non è nuovo a questo tipo di imprese quasi estreme e che questa volta con “All around the world two”, partendo in direzione Est compirà il giro del mondo con una Kawasaki Versys X-300 Adventure di serie, con i fregi del classico colore verde e solo giusto due serbatoi esterni che fanno anche da supporto alla coppia di pneumatici di scorta.

Saranno oltre 110.000 km attraverso 61 paesi e starà lontano da casa per 14 mesi con qualche sosta per seguire i numerosi aspetti umanitari associati a questo progetto pensato e realizzato alzando ancora l’asticella ed i propri limiti, portando anche il simbolo della pianta “Ruta Patavina” per il mondo.

Un grosso in bocca al lupo da tutta la redazione di Endurista Magazine!