RALLY RACE | RALLY D’ALBANIA

Testo: Luciano Pegoraro
Foto: Alessio Corradini e Actiongraphers

Da qualche anno l’amico Valdimiro Brezzi, mi parlava del Rally di Albania organizzato da Edvin Kasimati, elogiando la bellezza del territorio albanese e la cordialità del suo popolo.

Io che in Albania ci andai solo per lavoro, e solo nella capitale Tirana, non ne ero in principio tanto convinto.

Poi un giorno, io e il mio partner motociclistico Dario Bandinelli, alias Bandy, abbiamo deciso di partecipare, attirati da un costo abbordabile di iscrizione e dalla semplicità logistica per raggiungere il paese.
Supportati dal nostro meccanico di fiducia Fabione Orlandi, abbiamo convinto a seguirci (con il suo attrezzatissimo furgone Special) anche l’amico Franco Guerini della Solarys Rally Raid.

Partiamo così, più che rilassati in direzione Bari per prendere il traghetto che ci porterà a Durazzo. Sembra di andare
in gita e il clima generale è quello di un gruppo di amici che va in vacanza (e in effetti è così) o ad una motocavalcata e non a partecipare invece ad un rally internazionale.

È sul traghetto che comincio a percepire meglio quello che stiamo andando a fare. Preso dai preparativi del viaggio e dall’allestimento della moto con la strumentazione e tutto il necessario, non mi ero ancora soffermato molto sul chilometraggio delle tappe e sulla tipologia di terreni che avrei incontrato in questo rally, giunto quest’anno alla quindicesima edizione… leggi tutto l’articolo su Endurista magazine 60 in edicola, o acquistalo direttamente online cliccando qui!

EVENTI | 43a Valli Bergamasche… UN AMATORE ALLO SBARAGLIO

Testo Andrea Fesani
Foto: Elisabetta Rossi

Chi ama l’Enduro, la Regolarità e il fuoristrada in generale, avrà sicuramente sentito almeno una volta parlare nella vita della “Valli” da chi ha partecipato in prima persona, o anche solo come spettatore. Io appartengo a quest’ultima schiera di appassionati, quelli che hanno udito le gesta eroiche dei piloti attraverso racconti epici che rimangono nella mente e nel cuore. Ma partiamo dal principio.

Nel 1919 nasce il Mc. Bergamo, seppur la sua registrazione ufficiale avvenga sessantuno anni fa. Erano i primi anni del dopoguerra del primo conflitto mondiale in cui la sperimentazione bellica del motociclismo si svolgeva su strade scavate, percorsi tormentati da profonde buche, polvere e sassi.

In principio non comprendo subito a cosa andrò incontro, ma nei giorni successivi all’iscrizione, inizio a capire che la questione per me non si metterà per niente bene.

Un gruppo di appassionati iniziò a muovere i primi passi nel fuoristrada attraverso gite turistiche e l’organizzazione di qualche gara (Bergamo-San Vigilio 1923-1930) delineando non solo una passione, ma un vero stile di vita che avrebbe in seguito distinto tutte le manifestazioni del sodalizio: “la tecnica senza prove esasperate non può progredire, più aspri sono gli ostacoli tanto più utili sono le corse”.

 

 

Dal 1930 al 1947, seppur intervallati dal conflitto mondiale, furono anni di intensa attività per il Mc Bergamo ove si annovera anche quale presidente della sezione Albino un certo Franco Acerbis. Il 1948 fu l’anno della prima Valli Bergamasche, nata inizialmente come formula a metà tra la gita e la gara ma già dagli anni seguenti, raggiunse un tale eco e fascino da superare per notorietà ogni altra competizione di fuoristrada…leggi tutto l’articolo su Endurista 60 in edicola, clicca QUI se vuoi ordinarlo online.

TEST ENDURO | HUSQVARNA TE 300I 2020 VS REDBULL ROMANIACS 2019

Quattro giorni di gara più il temuto prologo tra gli ostacoli artificiali della città di Sibiu, in Romania, per un totale di quasi cinquecento chilometri attraverso le insidiose foreste dei Carpazi.

Le sfide mi sono sempre piaciute e dopo un primo test, durante la presentazione stampa internazionale dei nuovi modelli enduro 2020 di Husqvarna, l’opportunità di partecipare al RedBull Romaniacs in sella alla nuovissima TE 300i.

Il RedBull Romaniacs giunge quest’anno alla sua sedicesima edizione, soprannominata “The Sweet Edition”, fa parte del campionato WESS ed ha un seguito di pubblico e di piloti decisamente importante con quattrocento iscritti suddivisi in quattro classi dalle differenti difficoltà: Gold – Silver – Bronze – Iron e ben cinquanta nazioni rappresentate.

Un evento nell’evento, una settimana di Hard Enduro dove la sveglia all’alba diventa la normalità e la stanchezza, giorno dopo giorno, raggiunge livelli impensabili. Preparazione sica, tecnica e concentrazione, sono le qualità indispensabili che ogni pilota che partecipa al Romaniacs dovrebbe avere ma per conquistare il traguardo, anche una buona dose di fortuna diventa indispensabile.

Gli imprevisti in una gara del genere sono infiniti ed ogni partecipante è, suo malgrado, giocatore passivo di questa partita. È sufficiente una radice non vista, una pietra affrontata male, la moto di un altro concorrente che ti arriva addosso, un ramo che ti buca il radiatore per essere fuori dalla competizione.

È la mia seconda partecipazione a questa gara, nel 2018 ho esordito nella classe Iron, la categoria perfetta per capire concretamente cosa vuol dire partecipare… leggi tutto l’articolo su Endurista 60 in edicola, compralo subito cliccando QUI!

 

Guarda tutti i video sul RedBull Romaniacs -> clicca QUI

TEST DUAL – KTM 690 Enduro R

Certamente quando un modello di moto abbraccia modi di impiego così vasti e diametralmente opposti, lo fa con un margine di errore ma la sostanza non cambia.

La nuova KTM 690 Enduro R ci ha così divertito e positivamente stupito sotto ogni aspetto, tanto che abbiamo deciso di perdonarle ogni piccola incertezza ed imperfezione. Ma non poteva bastare la mia opinione per questo test, ossia quella di un endurista che predilige le specialistiche da enduro e l’off-road impegnativo.

Per avere una panoramica più completa, ci siamo avvalsi dell’aiuto di due amici e piloti esperti di questo segmento, ossia Luca Giardini, alias “Lupo”, già possessore da tanti anni di una KTM 690 del 2009 e Franco Fenati detto “Franz”, in sella alla sua KTM 690 Rally del 2010.

 

È stata una lunga ricerca ma finalmente l’abbiamo trovata. Di cosa stiamo parlando? Ma è chiaro, della nuova KTM 690 Enduro R 2019, ossia quella che noi riteniamo la moto totale, la dualsport per eccellenza, capace di regalare grandi emozioni sia su strada che su sterrato.

 

Il nostro test avviene in una calda giornata di agosto con partenza dal piccolo paese di Russi in provincia di Ravenna dove, la definizione di Pianura Padana, esprime al meglio il suo significato in quanto gli unici ostacoli e dislivelli che si presenteranno sono gli argini dei fiumi.

Appena salito in sella alla nuova KTM 690 Enduro R 2019, mi accorgo subito della rigidità del mono ammortizzatore che cede sotto il mio peso di pochi cm mentre la forcella WPL Xplor di nuova generazione, risulta un po’ cedevole nella prima parte lasciando la moto un po’ puntata verso l’anteriore… leggi tutto il test su Endurista 60 in edicola!

TEST ENDURISTA – BETA RR300 MY2020

I dati di vendita del mercato italiano parlano chiaro, il segmento delle motociclette due tempi vede Beta guardare i concorrenti dall’alto, forte di una gamma davvero completa 125, 200, 250 e 300, cilindrate in grado di coprire tutte le esigenze che il mercato richiede.

La regina tra le due tempi è la RR 300, moto pluri campione del mondo con l’inglese Steve Holcombe e la più amata dagli enduristi italiani in termini di vendite. La nuova RR 300 2020 gode, come il resto della gamma, del nuovo telaio e di una nuova ergonomia, segno che anche per il modello di punta la ricerca e lo sviluppo non si fermano mai.

Esteticamente questa RR 2020 mi piace, è accattivante, con rifiniture di alto livello e finalmente più moderna nelle linee. La posizione in sella risulta subito comoda, con una seduta confortevole e snella. Come da consuetudine (e non farò più notare questo particolare) non si parla più di kickstart, ma esclusivamente di avviamento elettrico tramite il comodo pulsante al manubrio.

Il sound è da libidine, ovattato e pieno ai bassi regimi ma pronto a decantare in alto al ruotare della manopola.

Il modello 2020 è ancor più alla portata di tutti per la facilità di guida che sa trasmettere ed una volta in movimento è subito percettibile il vantaggio dato dall’introduzione del contralbero di bilanciamento che azzera le vibrazioni ed aumenta l’inerzia del motore rendendo la curva di erogazione ancora più lineare e dolce. L’apertura della valvola di scarico e l’entrata in coppia del motore, regalano grandi emozioni, ma senza strappare le braccia e “the Play Bike” lo slogan usato negli anni scorsi, mai come ora risulta attuale.

Migliorata la guidabilità grazie al nuovo telaio, ora più rigido e stabile anche se la differenza rispetto al modello precedente non si avverte in maniera così evidente. In evidenza il fatto che sul nuovo telaio, la parte posteriore della culla in prossimità degli attacchi delle pedane, è stata ristretta di circa 20 mm per ridurre il rischio di urti o collisioni… leggi tutto il test su Endurista 60 in edicola.

SWANK RALLY 2019

L’organizzazione è stata curata da Renato Zocchi, nome conosciuto nel mondo dei rally africani e nazionali che, al ritorno dalla Dakar del 1984, crea questo evento con il fratello Guido e lo sviluppa fino a farlo diventare prova del Campionato del Mondo Rally Raid, auto e moto, proprio come la Parigi Dakar.

Nel 1987 tra i partecipanti in auto, in moto e con gli assistenti e gli appassionati, furono oltre 1.000 gli iscritti al rally. A distanza di trentacinque anni “il Mito” viene riproposto da Deus Ex Machina e dallo stesso Renato Zocchi, con formula Swank Rally ossia, percorsi fuoristrada con prove speciali di abilità e regolarità auto- cronometrate, la formula Gentleman’s Rally che in due anni ha visto nove tappe nazionali ed internazionali e centinaia di partecipanti entusiasti.

Il prologo di questa riuscita prima edizione dello storico Rally di Sardegna è stato fatto partire alle 13.00 di un sabato di maggio presso il paddock del tempio della Formula Uno in Italia: l’autodromo di Monza!

Le iscrizioni per questa edizione sono state chiuse con largo anticipo nei mesi precedenti perché si è raggiunto molto facilmente il numero massimo stabilito di partecipanti, insomma, un successo anticipato e confermato no alla ne. Sempre all’interno dell’autodromo, in concomitanza era stato organizzato anche un altro importante evento motociclistico, la “Reunion” di Deus ex Machina famosa per la partecipazione di café racer con gare di accelerazione e l’esposizione di modelli unici e preparati artigianalmente.

Dopo le verifiche tecniche, il ricevimento di un welcome kit, l’ingresso nel parco chiuso e la partenza dal palco annunciata dallo speaker ufficiale.

La prima Prova Speciale consiste nel percorrere, all’interno delle aree verdi, un fettucciato enduro reso viscido da una pioggerella fastidiosa che ha battezzato indifferentemente tutti i partecipanti ed un ulteriore tratto sull’anello della storica parabolica: meno di dieci minuti ma che già hanno trasmesso molta adrenalina… leggi tutto l’articolo su Endurista 59 in edicola.

KTM 2020: la nuova era

A Bassella, piccolo comune della Catalunya situato a pochi chilometri da Barcellona, si è svolta la presentazione dei modelli KTM enduro 2020.
Siamo stati accolti dagli uomini in orange all’interno di una location incredibile per ogni appassionato di fuoristrada dove si svolge ogni anno nel mese di febbraio, una delle gare di enduro più famose della Spagna richiamando più di 1500 piloti da tutto il paese.
Sul sito web www.bassella.com potete trovare tutte le informazioni e le attività che si svolgono in questa suggestiva area circondata dalle montagne.

Le nuove EXC derivano dai modelli cross 2019 e sono riviste tecnicamente per circa il 65%

Le nuove EXC derivano dalle innovazioni fatte sui modelli cross (come sempre accade in casa KTM) e riviste tecnicamente per circa il 65%, con interessanti aggiornamenti alle sovrastrutture, alle sospensioni, al propulsore, all’elettronica e agli impianti di scarico completamente rinnovati.

Il telaio è sempre in tubi in acciaio al cromo molibdeno e mantiene l’identica geometria dei modelli precedenti ma migliorati in alcuni dettagli. Nuova la forma dei fazzoletti in alluminio che serrano la testa del cilindro al telaio, più resistenti e che contribuiscono a diminuire le vibrazioni e a migliorare la manovrabilità delle moto.

Anche il telaietto posteriore, sempre in alluminio, è stato ridisegnato con un risparmio di peso di ben 900 gr e allungato di 4 cm per adattarsi al nuovo parafango.
Sui modelli due tempi, 200 e 300 cc, il propulsore è stato ruotato di un grado verso il basso con fulcro sul perno del forcellone.
Ve ne frega qualcosa?
Certo che no, se non che questa rotazione apparentemente banale, in realtà aumenta signi cativamente l’aderenza a terra della ruota anteriore… leggi tutto il test su Endurista Magazine 59 in edicola.

INTERVIEW – GIUSEPPE ANDREANI, UNA VITA PER IL FURISTRADA

Andreani Group nasce nel 2004 dalla passione di Giuseppe Andreani, ex pilota di motocross che nel 1987 dopo oltre dieci anni di corse decise di abbandonare l’attività agonistica.
Giuseppe raccolse nella sua carriera numerosi successi, sempre nelle posizioni che contano soprattutto in ambito nazionale come la vittoria in Maglia Azzurra a Montevarchi,
nel 1982, in occasione della Coppa delle Nazioni o quando, dopo aver annunciato il suo ritiro dalle corse, vinse il Campionato Italiano 125 cc.
Ma tutta quell’esperienza non poteva andar sprecata, così nel 1990 Giuseppe diventa distributore del marchio olandese WP per l’Italia e importatore esclusivo per il territorio nazionale. Nell’autunno del 2005 la Andreani Group sigla un importante accordo con Öhlins, azienda leader mondiale nel settore delle sospensioni, affacciandosi  anche al mondo della velocità, dell’enduro e del supermotard.

Non solo sospensioni, oggi la Andreani Group realizza anche macchinari esclusivi per la revisione delle sospensioni ed è distributore di numerosi marchi del settore motociclistico, allargando i suoi orizzonti anche al mondo delle auto e delle bici.

Ciao Giuseppe, come si trasforma una passione in un’azienda leader di settore?
La passione per quello che faccio viene prima di tutto e quella per le moto c’è sempre stata. Negli ultimi anni della mia carriera da pilota professionista, mi avvicinai molto al mondo delle sospensioni. A ne carriera non avevo più voglia di rischiare e di farmi male come quando ero più giovane, così cercai di sopperire a questa lacuna con la tecnica… leggi tutta l’intervista su Endurista Magazine 59 in edicola.

MDC, Morocco Desert Challenge

Testo e foto: Alessio Corradini

Si scrive MDC, si legge Morocco Desert Challenge. Una volta era il Lybia Rally, poi è stato esiliato per via dei problemi politici e della guerra in Libia. Per qualche anno ha mantenuto il nome, sperando di tornare ed infine eccoci qui. Una gara iniziata dal nulla, con pochissimi iscritti e cresciuta fino all’undicesima edizione, diventando il rally più grande al mondo. O quasi, perché una manciata di piloti ha saltato l’appuntamento, lasciando il trono “dei numeri” alla Dakar.

Gert Duson, appassionato viaggiatore ed organizzatore di eventi proveniente dal Belgio, è riuscito a trovare la quadra tra i rally amatoriali e quelli professionali. Le quote di iscrizione sono accessibili a tutti, mentre i servizi offerti sono da prova di campionato mondiale.
Un percorso nuovo ogni anno e sempre tutto itinerante, scritto da Jean Claude Kaket.

Due i punti di forza di questa gara: zero chilometri di trasferimento su asfalto e catering da ristorante stellato. Sembra che il cibo sia una cosa poco importante in una gara, invece ha giocato un ruolo importante nella crescita di questa competizione. Mangiare bene e poter mangiare di nuovo è piaciuto a tutti. Per la cucina, la famiglia Duson è il riferimento. Detto da un italiano, dovrebbe anche valere qualcosa! È iniziato tutto con un gruppo di amici capitanati da Gert, la moglie Elisabeth ed il papà e la mamma tuttofare.

Nel mezzo, la serata con il catering più lussuoso. Carne alla brace e formaggi francesi di almeno dieci tipi diversi… a volontà.

Le verifiche tecniche si sono svolte ad Agadir, per poi partire sul bagnasciuga della Plage Blanche, duecento chilometri più a sud. Scendere ancora per una tappa e poi risalire a nord fino a Saidia, attraversando i deserti ad est della catena dell’Atlante. I luoghi sono i soliti dei rally che si svolgono in Marocco, ma l’organizzazione, l’accuratezza del roadbook ed un pacchetto sicurezza al top, ne hanno fatto una delle migliori gare in circolazione. Non avrà il fascino di arrivare a Dakar, come l’Africa Race, ma è uno dei rally più belli esistenti... leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine 59 in edicola.

RACE – Trofeo Husqvarna con la 701 Enduro

Testo: Angelo Gambino – Foto: Press Husqvarna

“Stessa storia stesso posto stesso bar”, così cantava Max Pezzali in una canzone degli 883, parole che sembrano essere la perfetta metafora di questa avventura che, a distanza di un anno, mi vede nuovamente a Cairo Montenotte per partecipare alla seconda tappa del Trofeo Enduro Husqvarna 2019.

La Val Bormida è un palcoscenico unico per lo svolgimento del rinnovato trofeo Husqvarna, da quest’anno non più in concomitanza con le gare di regionale enduro ma una realtà propria con tante novità legate alle categorie in cui potersi iscrivere. Inoltre, proprio in questo caso, il supporto e l’esperienza del Moto Club Cairo sono sinonimo di gara di alto livello.

Rispetto allo scorso anno ho deciso di alzare il tiro, o meglio, di raddoppiare i centimetri cubici passando dalla FE350 2018 alla sella della possente Husqvarna 701 Enduro schierato nella neonata classe Dual Sport. La 701 Enduro è una motocicletta capace di rapire il cuore degli appassionati di fuoristrada ma non solo, essenziale e versatile è adatta per chi viaggia e per chi cerca il divertimento su ogni tipo di percorso come strade bianche o asfalto, senza rinunciare alla classica impostazione di guida tipica di una moto da enduro.

Questa dual sport è spinta da un motore monocilindrico da 690 centimetri cubici in grado di sprigionare 74 cavalli a 8.000 giri e un reparto sospensioni di riferimento con la forcella WP Xplor48 a cartuccia aperta, con una molla in ogni circuito e funzioni di smorzamento sdoppiate. Il mono ammortizzatore posteriore è sempre WP, con sistema a leveraggio che consente un’escursione della ruota posteriore di 275 mm.

Il telaio è a traliccio in acciaio al cromo molibdeno con forcellone in alluminio, acceleratore Ride-By-Wire con controllo elettronico della valvola a farfalla per una gestione ottimale dell’accelerazione, impianto ABS Bosch disinseribile per la guida in fuoristrada e frizione anti saltellamento Adler, garantiscono il massimo delle prestazioni e della sicurezza in tutte le situazioni di guida. Il peso complessivo in ordine di marcia è di circa 160 chilogrammi… leggi tutta la prova su Endurista 59 in edicola.

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