L’enduro rende liberi… quantomeno di sognare!

Testo Angelo Gambino – Foto Lorenzo Refrigeri

E’ un paesaggio unico quello che risplende alle prime luci dell’alba tutto intorno al monte Beigua, ed il sorgere lento del sole sembra poter cancellare tutto d’un tratto il freddo di una notte appena trascorsa in tenda. Sono circa le 07:00 di mattina, siamo a 1.200 metri ed il silenzio della natura che ci circonda è interrotto dal solo scoppiettare del fuoco, sullo sfondo le nostre moto, bianche di brina e pronte a ripartire.

Mi son venute in mente le avventure dei protagonisti del film Stand by Me o di Tom Sawyer  e Huckleberry Finn, piccole grandi avventure dal sapore genuino, semplici, e da vivere almeno una volta, ma non solo nell’età della giovinezza, meglio ancora se dopo i quaranta, quando tutto diventa un po’ più lento e complicato da organizzare anche solo mentalmente.

Palcoscenico di questa avventura è la Liguria e più precisamente il territorio di Varazze, piccola cittadina del savonese, regista Vanni Oddera. La proposta è di fare un giro di enduro per scoprire la bellezza di questa regione, capace di unire in spazi ristretti l’alchimia del mare a quella della montagna.

 

 

Dalla spiaggia sino ad arrivare alle cime del monte Beigua, pernottamento in tenda e rientro ai furgoni con le prime luci dell’alba. Impossibile dir di no. E’ febbraio e la bella giornata di sole scalda i nostri animi ed anche quelli di alcuni turisti accorsi sulla spiaggia incuriositi da due moto da enduro che giocano sulla sabbia. Foto di rito e grazie al supporto degli amici di Varazze Outdoor attraversiamo il centro storico del bel borgo ligure e ci addentriamo, con le dovute autorizzazioni, lungo i sentieri dell’entroterra savonese.

Da li in avanti quattro ore di enduro, dal livello del mare ai 1200 metri della nostra meta attraverso le borgate di Casanova, Faie, Pratorotondo  in un misto di paesaggi unici che solo pochi posti sono in grado di offrire e che meritano diverse soste per poter godere dello spettacolo circostante.

E poi arriva la neve che in un istante ci fa tornare bambini in sella alle nostre moto; l’imbrunire e subito dopo la notte. Con l’aiuto di qualche amico di Pontinvrea allestiamo il campo base, si monta la tenda, si accende un fuoco e finalmente qualcosa di caldo da mangiare per rifocillarci.

Si tira tardi il più possibile con il fuoco che ipnotizza e tiene compagnia. Poche ore di sonno, fa freddo sì ma in fondo nemmeno così freddo. La moto da enduro è anche questo, prendersi la libertà di partire dal mare ed andare a dormire sulla cima di un monte.

TEST ENDURISTA – HONDA RedMoto CRF 300 RX Enduro

Testo Rodolfo Maraldi – Photo: Press Honda e Lorenzo Refrigeri

Da Honda importanti novità per tutta la gamma 2019 Enduro. I modelli RX 450 e 250 cc non sono più trasformazioni di RedMoto dei modelli cross ma arrivano dal Giappone già in versione enduro con cerchio da 18”, cavalletto, serbatoio più capiente (7,3 litri) di colore bianco semi-trasparente, impianto luci a led, mappatura del motore e taratura delle sospensioni dedicate per l’enduro sulla base dello studio e sviluppo fatto da RedMoto negli anni passati.

 

I modelli 400 RX e 300 RX invece nascono dalla trasformazione fatta da RedMoto sostituendo il cilindro e il pistone, sui modelli 450 e 250.

 

Il nuovo modello CRF 300 RX Enduro sviluppato da Honda RedMoto deriva come dicevamo dalla più piccola CRF 250 R Enduro bialbero ed è frutto della collaborazione con la nota azienda italiana Vertex Pistons di Reggio Emilia. Per ottenere questa cilindrata maggiorata si è intervenuti sul motore, sostituendo la camicia del cilindro originale da 250 cc e ø 79 mm e incamiciando un cilindro maggiorato da ø 86 mm mantenendone invariata la corsa di 50,9 mm e grazie all’utilizzo di un pistone forgiato ad alta compressione.

Il risultato è quindi una cilindrata maggiorata da 295,50 cc. con caratteristiche di leggerezza e manovrabilità tipiche di una 250 ma con una notevole potenza in più e adatta quindi anche all’uso estremo su terreni impegnativi.

 

 

Principali punti di forza CRF 300 RX

  • Possibilità di scelta tra le tre mappature disponibili dal selettore sul manubrio (EMSB – Engine Mode Select Button). La selezione delle mappe e quindi la risposta del motore, permettono ad ogni pilota di trovare l’erogazione della 300 RX che più si preferisce, un’ulteriore passo avanti sulla personalizzazione dello stile di guida e sulla scelta di risposta del motore in base al terreno che si sta affrontando, particolarmente utile nei fettucciati e nell’enduro estremo.
  • La potenza del motore, in particolare ai bassi regimi, da una risposta immediata non appena si spalanca con decisione la manetta del gas: attenzione quindi, 50 cc in più si sentono eccome.
  • Cura nei dettagli. In particolare nelle nuove pinze dei freni con pistoncini differenziati, una nuova mascherina porta numero con faro a led integrato ad alta potenza e nuovi parasteli della forcella più resistenti agli urti.

 

 

Il test dinamico

Di tutta la gamma RedMoto, in assoluto la CRF 300 RX è il modello che più ci ha sorpreso ed in definitiva quello che più ci ha convinto. Le doti di agilità del telaio in alluminio, giunto ormai alla settima generazione non sono certo una novità. Honda da sempre infatti ci ha abituati a moto leggere e performanti dove il feeling durante la guida è la caratteristica principale. Sapete perfettamente quanto sia importante (soprattutto per noi amatori) guidare una moto che regala ottime sensazioni, al punto da sentirla come fosse un’estensione del nostro corpo, che si inserisce in curva con facilità e che ci trasmette sempre il sentore di guidare in sicurezza.

 

 

Questa è Honda ed ormai la conosciamo bene ma la CRF 300 RX ci ha davvero entusiasmato. Appena saliti in sella è come essere sulla piccola 250, ottima ergonomia, bella da vedere (grazie anche alle nuove grafiche ed al serbatoio trasparente), pedane e comandi al posto giusto in stile Jap. al punto che non è stato nemmeno necessario modificare la posizione delle leve freno e frizione. Notiamo da subito una novità, il manubrio è differente. Honda abbandona infatti su tutta la gamma 2019, il manubrio da 22 mm sostituendolo con uno da ø 28 mm privo di traversino.

 

Non manca nulla sulla CRF 300 RX, troviamo anche la ventola di raffreddamento e il sistema launch control utile nelle partenze per chi gareggia.

 

Premiamo il bottone dello starter (per chi lo avesse dimenticato dal 2018 anche la piccola 250 e quindi questa CRF 300 RX è provvista di avviamento elettrico eliminando completamente l’avviamento a pedale) e la CRF 300 RX ruggisce. Il percorso che gli uomini di RedMoto hanno creato per questo test è davvero fantastico, un tracciato tipicamente enduristico nel sottobosco con sassi, radici esposte, profondi tornanti scavati dal passaggio delle moto, salite, discese e persino un tratto estremo dove le rosse possono esprimere al meglio la loro rinomata agilità.

 

 

Il parco sospensioni Showa è sempre di riferimento, inoltre la taratura delle sospensioni è stata studiata proprio per l’uso enduro e si vede. La moto è stabile nel veloce, non scarta mai e trasmette grande sicurezza che ti porta sempre ad osare un po’ di più nell’acceleratore ad ogni giro. Meno efficaci nel tratto lento ed estremo, le sospensioni anteriori Showa a cartuccia chiusa risultano non essere così libere nella prima parte come ci aspettavamo quando si affrontano ostacoli importanti. La frizione rimane a cavo, modulabile e morbida al comando ma ci sarebbe piaciuta di più se fosse stata idraulica come sulla maggior parte delle enduro oggi in commercio.

Ma veniamo al propulsore che è la vera novità di questa 300 RX. Non avremmo mai creduto che soli 50 cc di cubatura potessero incrementare la potenza in modo così evidente rispetto alla 250 cc. Sui modelli 2018 avevamo lamentato, proprio sulla 250, poca potenza ai bassi regimi, un po’ vuota come risposta all’acceleratore ma con un ottimo allungo agli alti. Problema risolto, la CRF 300 RX ha potenza da vendere, grazie anche ai collettori di scarico sviluppati dalla Termignoni, al punto che nelle prime sessioni sul circuito, proprio ai bassi in uscita di curva o girando attorno al paletto abbiamo per un attimo creduto di essere in sella alla 450.

 

 

La CRF 250 RX è la la cilindrata perfetta per chi ama le moto di piccola cubatura, agili e scattanti dalla guida dinamica e dalla “sfrizionata” facile. Con il modello CRF 300 RX rimangono inalterate queste qualità ma grazie all’aumento di cubatura, RedMoto soddisfa le esigenze dei piloti che amano questo segmento ma che necessitano di un motore più corposo ai bassi regimi e che aiuti un po’ nei momenti in cui ce n’è davvero bisogno come all’uscita di curva o nell’affrontare un ostacolo importante. Il propulsore infatti spinge forte e permette di usare una marcia più alta rispetto alla 250 guidando meno “impiccati”. La CRF 300 RX è la moto ideale per chi ama confrontarsi cronometro alla mano, per chi gareggia e ama spingere sull’acceleratore. Comunque divertentissima per ogni tipo di percorso ma meno indicata per chi usa la moto per il giro domenicale o per le competizioni di hard enduro. Estremamente leggera e agile, con grandi doti di coppia e persino bellissima da vedere, fanno di questa CRF 300 RX la moto che più ci è piaciuta di tutta la gamma RedMoto 2019.

 

DATI TECNICI: HONDA CRF 300 RX Enduro

  • Motore
    Tipo: Monocilindrico 4 tempi, raffreddato a liquido, con distribuzione bilatero DOHC a 4 valvole
    Cilindrata: 295,5 cc
    Alesaggio per corsa: 86 x 50,9 mm
    Rapporto di compressione: 13,5:1
    Alimentazione tipo: Iniezione elettronica PGM-FI, con selezione mappature EMSB (Engine Mode Select Button)
    Capacità serbatoio: 7,3 litri
    Accensione: Elettronica transistorizzata
    Avviamento: Elettrico.

 

  • Telaio e Ciclistica
    Tipologia: doppio trave in alluminio di settimana generazione
    Dimensione (L x L x A): 2185 x 827 x 1262 mm
    Interasse: 1486 mm
    Inclinazione cannotto di sterzo: 27°3’
    Avancorsa: 115 mm
    Altezza sella: 961 mm
    Altezza da terra: 329 mm
    Peso in ordine di marcia: 109,7 kg con il pieno
    Sospensione anteriore: forcella rovesciata Showa con molle in acciaio, steli da 49 mm, escursione 305 mm
    Sospensione posteriore: ammortizzatore Showa con Honda Pro-Link.

 

  1. Trasmissione, Freni, Ruote
    Frizione: multidisco in bagno d’olio
    Cambio: 5 marce
    Trasmissione finale: a catena (13/48)
    Ruota anteriore: in alluminio, a raggi 21” x 1.6, pneumatico Metzeler Six Days Extreme 90/90-21
    Ruota posteriore: in alluminio, a raggi 18” x 2.15, pneumatico Metzeler Six Days Extreme 140/80-18
    Freno anteriore: disco wave da 260 mm, pinza a due pistoncini
    Freno posteriore: disco wave da 240 mm, pinza a singolo pistoncino.

 

  • Principali caratteristiche Honda CRF 300 RX Enduro
    Corpo farfallato con diametro da 44 mm per accelerare il flusso d’aria ai bassi regimi.
    Il profilo della camme di chiusura delle valvole di scarico garantisce una migliore coppia.
    Collettore di scarico discendente destro più corto di 50 mm per garantire potenza agli alti regimi.
    Getto dell’olio del pistone a 5 fori, per un raffreddamento ottimale.
    Nuovo motore 2019 analogo a quello presente sul modello 250.
    Mappature di accensione e alimentazione riviste per un’erogazione di potenza graduale e più gestibile sui diversificati fondi tipici dell’enduro.
    Launch control sviluppato da HRC a 3 livelli, azionabile per mezzo del tasto di avviamento situato sul lato destro del manubrio.
    Sistema EMSB (Engine Mode Select Button) per scegliere la mappatura del motore ideale per il tracciato da affrontare.
    Set-up specifico per l’enduro.
    Nuova pinza freno più leggera e con miglior sensibilità e potenza frenante.
    Nuovi cerchi DID Dirt Star racing caratterizzati da un aggressivo colore nero.
    Pneumatici Metzeler Six Days Extreme, gli stessi utilizzati dal team Honda Ufficiale del Mondiale Enduro.
    Nuovo serbatoio da 7,3 litri di colore bianco, per controllare a colpo d’occhio il livello del carburante.
    Nuova mascherina portassero a led integrata con le linee filanti della CRF.
    Nuovo e resistente parafango posteriore racing con supporto integrato, più resistente agli urti tipici di un utilizzo gravoso.
    Nuovi parasteli forcella più protettivi.
    Nuove grafiche in stile racing.

 

  • Prezzo al pubblico: €10.590

 

Scarica qui il catalogo Honda RedMoto 2019

EXTREME ALESTREM – La mia avventura da professionista

Testo: Sonny Goggia – Foto: Press Alestrem

Sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019 si è svolta la quinta edizione della “ALESTREM”, la prima competizione di enduro estremo della stagione, che si svolge ad Alès in Francia e strutturata su due giorni di gara. Il sabato due prove, una la mattina con il prologo per le qualifiche e quella superenduro nel pomeriggio.

La domenica invece si volge la gara estrema vera e propria.

La mia avventura francese inizia pochi giorni prima della gara quando il mercoledì mi arriva dalla redazione di Endurista la comunicazione della possibilità di partecipare alla gara nella veste di inviato.
Notizia bomba! Adrenalina allo stato puro prima, che lascia brevemente spazio subito dopo ad un po’ di smarrimento, quando realizzo che non potrò utilizzare la mia moto in gara in quanto non ancora immatricolata. Condivido la mia situazione di panico con Ivan Franzi, un mio carissimo amico che, senza pensarci troppo decide di prestarmi la sua Husqvarna. Il giovedì lo passiamo a sistemare e regolare la moto cercando di utilizzare gli stessi setting della mia TE 300, carichiamo tutto il necessario per la trasferta nel mio furgone e a mezzanotte finalmente riesco ad andare a dormire per qualche ora.

 

 

La sveglia suona qualche minuto prima delle 05:00, un caffè al volo e parto in direzione della Francia. Lungo il tragitto carico Matteo, un amico che mi darà supporto per la logistica di gara e finalmente dopo circa otto ore di viaggio arriviamo al circuito del Pol Mecanique, l’area destinata al paddock.
Dopo esserci sgranchiti le gambe per bene andiamo a vedere il percorso del prologo allestito, davvero bellissimo, diversi tratti hard facoltativi, sassi enormi e salite ripide alternate a tratti più veloci e con ostacoli artificiali. Insomma c’è davvero tutto quello che piace a me.

 

 

Dalle 15 del venerdì hanno inizio le operazioni preliminari classiche poi moto in parco chiuso. La sera per cena siamo un bel gruppetto di piloti italiani, tutti insieme nel centro di Alès, una cittadina carina e abbastanza viva senza essere troppo caotica.
Sabato alle ore 9:00 ha inizio con il prologo: un percorso a tempo che si può ripetere per due volte e dove solo il migliore dei due tempi viene tenuto in considerazione… leggi tutto l’articolo su Endurista 57 in edicola.

MOTOTRIP: se lo conosci ti stanca, se non lo conosci ti spezza

Testo: Ricky Ciani – Foto: Press Mototrip, Lucia Barbanera, Ricky Ciani e Hibiki Sawada

Il 34° Mototrip è l’evento più coinvolgente di questo inizio stagione, l’ideale per aprire l’anno nel migliore dei modi, ed io, ovviamente, non posso rinunciarvi.

Purtroppo, però, mi sono infortunato al lavoro ad un ginocchio ed il mio bicilindrico sta subendo importanti riparazioni. Decido, quindi, di partecipare con la mia specialistica, un Honda 250 4t, con la quale sarò più agile anche per le foto e, soprattutto, non solleciterò il ginocchio malandato con una moto da 200kg.

Per non rischiare ulteriori danni e rimanere fedele agli amici, mi iscrivo nella categoria bicilindrici, per la quale Walter Tarroni ha tracciato un percorso off road specifico per Maxienduro, sicuramente più scorrevole di quello per le specialistiche, e con un pizzico di adveturing.

La domenica mattina sulle 7:00 del mattino mi avvio verso la piazza B. Buozzi assieme a Rodolfo e, dopo una buona colazione offerta dallo staff, le nostre strade si dividono perché Rodolfo, al contrario di me, seguirà le specialistiche.

Mentre mi aggiro per la piazza, iniziano ad arrivare i primi variopinti e folcloristici piloti dello staff che seguiranno il percorso e daranno vita ad uno show davvero unico durante gli hard più impegnativi.

Mentre cerco il gruppo dedicato alle bicilindriche, mi ritrovo circondato da un gruppo di ragazze con pettorine e stivali dall’aspetto molto rancing. Hanno un piccolo gazebo con scritto “Lady Enduro”.

 

 

Il Lady Enduro project nasce nel 2013, (ndr.: dopo la mitica sixday in Sardegna) per dare un supporto alle ragazze che intendono avvicinarsi al mondo delle gare di Enduro.

Fondata da Anna Sappino (pilota) e Alessandro Dario (coach) inizialmente per dare una base logistica alle nuove ragazze, col passare degli anni, è diventata anche allenamento specifico e scuola per le principianti e le giovanissime.

Ad oggi si contano una trentina di iscritte, sparse un po’ in tutto il nord Italia, dalle mini (6 anni) alle più mature. Partecipano anche al campionato ita/Minienduro, reg. Piemonte e ita under 23/senior, dove è riconosciuta da tempo la categoria lady.

Da dietro al gruppo spunta anche Hibiki Sawada, pure lui reduce da un infortunio alla clavicola in fase di guarigione. Un gruppo strepitoso di circa 400-500 specialistiche si prepara a partire per un viaggio alla scoperta del territorio Ternano, e noi al seguito capitanati da Walter Tarroni… leggi tutto l’articolo su Endurista 57 in edicola!

ELABORAZIONI – La KTM Extreme di Max Suspension

Ready to Race e più arancione delle arancioni ufficiali, ecco la R“-26 mm”, una special da enduro realizzata sulla base della KTM EXC 250 TPI 2019 e nata dalla collaborazione tra la concessionaria Cabutti Motor Dealer WP ed i fratelli Massimo ed Alessandro Ravetta in arte Max Suspension.

 

 

L’idea ci è piaciuta subito, una moto pensata per essere utilizzata in situazioni di hard enduro e che viene preparata e cucita addosso a chi cerca una moto facile, performante e soprattutto con un’altezza da terra ridotta.

 

Sulla -26 mm non viene montata la ventola di raffreddamento perché all’interno del radiatore viene utilizzato un liquido specifico all’alcol glicolico che garantisce un punto di ebollizione molto elevato, in pratica a 100° possiamo permetterci di aprire il tappo del radiatore senza rischiare nulla.

 

Prima di affidarla alle attenzioni del nostro tester extreme Sonny Goggia l’abbiamo voluta scoprire poco alla volta, dettaglio dopo dettaglio nel corso di una chiaccherata con Max “Suspe” Ravetta, proprietario ed utilizzatore di questa special:

“La -26 mm è la mia moto personale e rappresenta la numero 1 di questo progetto condiviso con l’amico Piero Cabutti.
Il mio mestiere é quello di preparare sospensioni, siamo un WP Service Point uf ciale ed insieme a mio fratello Alessandro, dopo svariati anni di gare nei campionati di enduro, per il 2019 abbiamo pensato di correre nel campionato italiano di Enduro Extreme con una moto preparata appositamente.

Sfruttando quella che è la nostra esperienza nel mondo delle sospensioni e con un occhio di riguardo verso le richieste dei clienti e della concessionaria Cabutti Motor, abbiamo realizzato una moto Ready To Race specifica per l’estremo, e quindi ecco la nascita della “-26 mm”. leggi tutto l’articolo su Endurista 57 in edicola.

VANNI ODDERA prova la KTM Freeride E-XC 2019

Il test con Vanni Oddera e Angelo Enduro Blogger sulle pagine di Endurista n.57.
Acquista la tua copia in edicola o su: www.enduristamagazine.com

TEST ENDURISTA – KTM Freeride E-XC

Entrare nel borgo medievale di Grazzano Visconti, piccola frazione del comune di Vigolzone nella provincia di Piacenza, è proprio come fare un salto indietro
nel tempo.

Nato a cavallo tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400, questo borgo deve la sua fortuna all’opera di riqualificazione voluta dal Conte Visconti agli inizi del 1900 quando incaricò l’architetto Campanini di trasformare un semplice insediamento di case rurali in un suggestivo borgo medievale.

110 minuti per una carica completa, 75 minuti invece per una ricarica all’80%

All’interno di questo borgo fuori dal tempo, all’ombra del castello, tra botteghe, fontane e giardini ha sede “Enduro Republic”, ed è proprio grazie al loro invito che abbiamo deciso di vivacizzare un po’ la quiete di questo luogo in sella alla KTM Freeride E-XC.

Giocare in compagnia è sempre più divertente e quando il compagno di giochi risponde al nome di Vanni Oddera, tutto diventa ancora più interessante.

La KTM Freeride E-XC è la moto che Vanni porta nelle corsie degli ospedali durante le giornate di Mototerapia ed oggi l’abbia- mo utilizzata per una s da tutta particolare, un’endurista contro un freestyler in una lot- ta all’ultimo secondo… scopri tutto il test su Endurista 57 in edicola!

ANTEPRIMA ENDURISTA – Oggi parliamo di Stopping!

Testo: Rodolfo Maraldi
Foto: Mario Pierguidi
Tester: Sonny Goggia

Lo stopping è il termine usato per identificare l’eserciziodi percorrere un tratto di strada in equilibrio solo sulla ruota anteriore.
Già immagino la scena.
Il bar è gremito di enduristi e civili che aspettano solo voi per partire per l’endurata della domenica. Mentre arrivi da lontano vedi già che regna un’aria di festa e al suono del tuo scarico, tutta l’attenzione si focalizza su di te, ultimo ad arrivare.

Lo Stopping è un esercizio utile per padroneggiare al meglio la moto alla ricerca di quella sensibilità che potrebbe cavarci a volte dagli impicci.

É il momento giusto per sfoggiare lo stopping che avete imparato proprio per un’occasione come questa.
Leggera curva e pinzata decisa all’anteriore. La forcella si comprime e la ruota posteriore si solleva da terra.

Ora si tratta di mantenere in equilibrio e per il più tempo e metri possibili, il punto di non ritorno, ossia quel limite che se valicato, vi farebbe capovolgere trasformando il vostro momento di gloria in un un’epocale gura di merd… Leggi tutto l’articolo su Endurista 57 in edicola.

ISDE 2018 – Il racconto di Maurizio Micheluz

Articolo a cura di: Maurizio Micheluz
Foto: Press ISDE

Quando lo scorso anno in Francia è stata presentata l’ISDE 2018 in Cile mi è tornata in mente l’edizione 2007, quando insieme ai miei compagni di squadra Belometti, Dini, Salvini, Belotti e Botturi, alzammo il “coppone” in quella che fu l’ultima vittoria per l’Italia nel World Trophy.

Immediatamente dopo la presentazione venni contattato dal Presidente della Federazione cilena, per aiutare i locali ad allestire le Prove Speciali e dato che il responsabile dei percorsi per la FIM sono sempre io, accettai subito.

Sono sbarcato a Santiago tre settimane prima dell’inizio della gara ma già qualche settimana prima della mia partenza ero stato avvertito di qualche problematica relativa al percorso con la cancellazione delle tre Prove Speciali che dovevano essere tracciate sulle enormi dune di sabbia in riva all’Oceano a causa di problematiche ambientali.

Temevo che al mio arrivo nulla fosse stato ancora fatto e invece, con piacevole sorpresa, i lavori erano già a buon punto e una squadra di dieci persone era già a mia disposizione, capitanata dal “Tomate” e il “Pato”, due fratelli cresciuti nel ranch di De Gavardo, il famoso pioniere dell’enduro Cileno. Avevo già lavorato con Pato e Tomate in occasione della tappa mondiale in Cile nel 2015, due instancabili disboscatori, in grado di pulire a colpi di machete un’intera montagna… leggi tutto l’articolo su Endurista 56 in edicola!

INTERVIEW – Billy Bolt, il nr.1 del WES

Il 2018 è stato il primo anno per il World Enduro Super Series, il nuovo campionato di enduro che ha unito l’hard enduro con alcune delle “classiche” del panorama europeo di enduro e non solo.

 

 

Un campionato che ha sicuramente fatto molto parlare di sé anche grazie alla grande copertura da parte dei media e dal buon riscontro da parte di piloti e pubblico. Il vincitore della prima edizione è stato l’inglese Billy Bolt del team Husqvarna RockStar che con una sola vittoria all’Extreme di Lagares ed una serie di buoni piazzamenti ha avuto la meglio sui suoi rivali.

Il team è una squadra molto affiatata e questo è fondamentale per affrontare al meglio una stagione ad alto livello.

Un premio alla costanza di risultati ed alla versatilità di un pilota divenuto in poco tempo idolo del pubblico. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per una intervista esclusiva mentre era in Spagna in preparazione della prima gara di Superenduro in programma l’otto di dicembre.

:: Billy partiamo dalla tua carta di identità, quando sei nato e dove vivi?
Sono nato il 17 agosto 1997 e vivo a Newcastle nel nord dell’Inghilterra….leggi tutta l’intervista su Endurista 56 in edicola

Ph. Future7media

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