INTERVIEW | Ricky Brabec

Ricky Brabec fa la storia con la sua Honda CRF 450, vincendo la Dakar 2020 in Arabia Saudita, il rally più famoso, estenuante e sicuramente più venerato del pianeta. Brabec è diventato così il primo americano a salire sul gradino più alto del podio nei 42 anni dalla prima edizione della Dakar e, insieme al Monster Energy Honda Team ha siglato la conclusione del dominio KTM che durava da quasi due decenni.

Abbiamo intervistato il secondo classificato all’edizione 2021, prima della partenza della Dakar

Nato nel 1991 a Mira Loma, in California, Brabec ha trascorso una vita tra deserto e moto. Quando la sua famiglia si trasferì da Riverside a Hesperia, città circondata dal deserto del Mojave, il dado era tratto. Dall’età di quattro anni, Brabec si è “sporcato” nella sabbia e nella polvere, affinando le abilità necessarie per vincere un giorno la gara off-road su due ruote più dura del pianeta.

 

 

“Hai bisogno di mangiare, dormire e respirare Dakar”, spiega Brabec.
“È uno sforzo disumano correre lì in quelle condizioni ed è folle pensare che ce l’abbiamo fatta, che siamo andati lì ed abbiamo vinto. Ricordo di aver visto le foto della Dakar quando ero più giovane chiedendomi se un giorno sarei mai riuscito a parteciparvi. Mio padre mi ha insegnato a guidare la moto da cross quando ero piccolo, l’ho adorato per questo ma non avrei mai immaginato che avrebbe potuto portarmi a questo risultato! Ancora oggi guido e mi alleno nella Honda Valley: abbiamo alcuni dei migliori single track del mondo qui, ed è tutto davanti alla mia porta di casa”.

 

 

Brabec avrebbe potuto vincere dodici mesi prima, avvicinandosi incredibilmente alla vittoria della 41esima edizione della Dakar alla prima edizione in Arabia Saudita.

“Ricordo di essere sceso dall’aereo, di aver guardato il deserto e le rocce e di aver pensato che era proprio come a casa nel Mojave. Il deserto è esattamente lo stesso, solo l’Arabia Saudita ha meno cespugli. Nel mio deserto del Mojave ci sono cespugli ovunque ed è davvero difficile riuscire ad andare veloci in linea retta… leggi tutta l’intervista su Endurista Magazine 68 in edicola o acquista la tua copia online CLICCANDO QUI!

TEST ENDURO | RIEJU MR 300 PRO 2021

Testo: Rodolfo Maraldi | Foto: Marco Zavalloni

Tre i modelli enduro presentati dall’azienda spagnola Rieju da quando lo scorso marzo ha acquisito la proprietà intellettuale ed industriale (oltre ad un capiente magazzino ricambi) della piattaforma enduro Gas Gas dell’azienda Torrot. Rieju MR 300 RACING, Rieju MR 300 PRO e Rieju MR 300 RANGER sono i tre modelli due tempi dedicati al fuoristrada ma le novità non sono finite.

 

 

Tre sono anche i piloti schierati in questa Dakar 2021 con il team RIEJU-DAKAR, composto dai veterani di questa specialità Oriol Mena (settimo posto e miglior rookie della gara nel 2018 e nono nel 2019) e Joan Pedrero, pilota spagnolo di Canet de Mar che parteciperà alla sua 13a Dakar (due quinti posti nel 2011 e nel 2013 come migliori risultati). Per concludere ma non di secondaria importanza, il giovane Marc Calmet, campione catalano delle gare di endurance alla sua prima partecipazione al rally più duro al mondo. La casa spagnola sembra davvero molto determinata ed oggi vi presentiamo la top di gamma delle enduro Rieju, ossia il modello PRO.

 

 

Sul numero 66 di Endurista vi abbiamo già parlato del modello MR 300 Racing che nasce sul progetto consolidato della Ec 300 Gas Gas e porta in dotazione un allestimento già ricchissimo di componenti di alta qualità come lo scarico FMF completo, la pompa della frizione idraulica Magura, pompe dei freni marchiate Nissin, cerchi Excel anodizzati neri, pneumatici Michelin Enduro Medium, ampio paramotore in pvc, carburatore Keihin con pacco lamellare VForce 4 e sospensioni full Kayaba con all’avantreno una forcella Up Side Down da 48 mm a cartuccia chiusa completamente regolabile e un mono ammortizzatore che lavora su sistema a leveraggio.

Insomma una dotazione di base davvero notevole ed un parco sospensioni da far invidia a molti brand ben più blasonati.

La moto rispetto alla progenitrice rossa è di colore nero, sempre bella e moderna la livrea e ben studiata la gra ca con inserti gra ci rossi che le conferiscono dinamicità ed una impronta corsaiola. Il prezzo poi, così concorrenziale ci ha davvero stupito… leggi tutto il test su Endurista Magazine 68 in edicola o acquistalo direttamente online CLICCANDO QUI!

TEST ENDURO | KTM EXC – F 350 WESS EDITION

Testo: Filippo Magnani | Foto: Rodolfo Maraldi

Sono nato e cresciuto in Romagna, Motor Valley la chiamano e all’età di quattro anni ho guidato la mia prima moto da cross. È stato amore a prima vista e da quel momento dalle moto da fuoristrada non sono più sceso. Ho corso per anni nei campionati nazionali di motocross ottenendo buoni risultati, ho partecipato a qualche gara di Campionato Europeo e a due prove del Mondiale Junior con la nazionale sammarinese.

 

Recentemente sono passato all’enduro dove lo scorso anno mi sono aggiudicato il titolo di Campione Regionale Junior per la regione Marche e sono arrivato quarto quest’anno nel campionato Italiano Under 23 oltre ad un buon piazzamento agli Assoluti d’Italia. Proprio per la passione per la moto e per i miei risultati sportivi, sono stato ingaggiato dagli amici di Endurista Magazine come tester per i nuovi modelli enduro che proveremo in questo nuovo anno.

Spero di soddisfare le vostre aspettative e curiosità, di raccontarvi qualcosa in più fuori dalle righe e che vi ritroviate nelle sensazioni che saprò trasmettervi quando guido e descrivo una nuova moto. La partenza di questa nuova avventura da tester è stata col “botto”, nel senso che ho avuto la fortuna di provare in anteprima la nuovissima KTM 350 EXC-F Wess Edition 2021, un modello speciale presentato quest’anno dalla casa di Mattighofen per onorare i piloti impegnati nel campionato World Enduro Super Series dove le moto in “orange” sono assolute protagoniste.

Questo modello, curato nei minimi dettagli, nasce dalla base tecnica della KTM 350 EXC-F, forse la cilindrata più apprezzata dagli amanti del fuoristrada. Questa Wess Edition vanta un set up “Ready to Race” grazie ai tanti accessori presenti da catalogo Powerparts KTM e che non troviamo sulla versione standard come le ruote Factory con i mozzi anodizzati, la ventola di raffreddamento e le protezioni del radiatore, la sella Factory, la corona Supersprox Stealth, il commutatore della selezione della mappatura, il cavo in acciaio di sicurezza del freno posteriore, le piastre anodizzate arancio fresate al CNC, il paramotore in PVC, la protezione per il disco anteriore ma soprattutto la vera novità di questo modello, la sospensione WP XACT da 48 mm ad aria… leggi tutto il test su Endurista Magazine 68 in edicola, oppure acquistalo online CLICCANDO QUI!

TEST ENDURO | “VeRace” la Beta RR300 Racing 2021

Testo: Thomas Marini | Foto: Rodolfo Maraldi

Per chi ama la suspense ed i colpi di scena, l’ultima tappa in Portogallo del Campionato Mondiale FIM Borilli EnduroGP 2020 è stato un vero toccasana. Un finale al cardiopalma quello tenutosi nel paesino di Marco de Canaveses lo scorso novembre, con i piloti Beta Motor impegnati in una s da senza esclusione di colpi. Assoluti protagonisti, i due inglesi hanno tenuto gli appassionati col ato sospeso no all’ultima Speciale. Parliamo degli assi Steve Holcombe in categoria E2 su Beta RR 350 ed il campione del mondo EnduroGP 2019 Brad Freeman in categoria E3 su Beta RR 300 2T che già il sabato si sono aggiudicati la giornata di gara ed i titoli delle rispettive categorie.

 

Freeman svetta nella calsse E3 Holcombe in E2 e Enduro GP, la casa italiana conferma la sua supremazia nel mondo enduro

Nella giornata del sabato i due piloti hanno lottato tra loro no all’ultima curva contendendosi il podio più ambito, quello della classe regina del mondiale EnduroGP 2020. Steve era in vantaggio di soli quattro punti sul suo diretto avversario ma a colpi di giri veloci e con tempi stratosferici, Brad ha ridotto notevolmente il distacco superando il connazionale all’ultima Speciale. Nella giornata di domenica la lotta è continuata sotto una pioggia incessante che ha reso il tracciato ancora più impegnativo.

 

 

Tutto sembrava andare per il verso giusto per Brad, grazie anche a Josep Garcia su KTM che si è intromesso nella lotta tra i due britannici. Holcombe invece ha commesso molti errori, sembrava che la vittoria del mondiale gli scivolasse pian piano dalle dita, il tutto a vantaggio del compagno di scuderia. Freeman partito a fuoco è rimasto al comando per buona parte della giornata ma come si dice, nell’enduro la gara è finita quando moto e pilota tagliano il traguardo.

 

E così è stato, quando i giochi sembravano fatti, all’ultima Prova Speciale della stagione la Beta due tempi di Brad si è fermata per aver esaurito il carburante. Freeman perde così 1 minuto e 20 secondi nell’ultimo Enduro Test della stagione dal vincitore Danny McCanney (GB – Honda) avvantaggiando lo spagnolo Garcia (che ha ottenuto così la sua seconda vittoria dell’anno) ma ancora di più Holcombe che, nonostante avesse perso ogni speranza di vincere il titolo mondiale, improvvisamente si è trovato incoronato Campione del mondo EnduroGP 2020… leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine 68 in edicola o acquista la tuo copia CLICCANDO QUI!

INTERVIEW | Sonny Goggia e GasGas insieme nel 2021

Conosco Sonny Goggia da diverso tempo, inizialmente seguendolo come spettatore appassionato di enduro estremo, poi condividendo qualche giornata in moto ed in ne, storia recente, collaborando con la redazione di Endurista Magazine. Nel corso degli anni c’è una cosa che mi ha sempre colpito di Sonny, il suo immancabile sorriso solare, l’espressione sincera ed il suo approccio positivo alla vita, a mio avviso una delle doti più belle che posso riconoscere in una persona.

 

 

Da tempo Sonny collabora con la nostra testata e, in attesa dell’inizio della nuova stagione di gare, abbiamo deciso di dedicargli una meritata intervista per conoscere meglio la sua storia e parlare delle nuove sfide che lo attendono. Anno nuovo e moto nuova!

Devo ammettere che il rosso ti dona, tu come ti vedi?
Sono davvero entusiasta di vestire i colori di GASGAS, quando ho guidato la nuova EC 300 per la prima volta in Austria, proprio durante la presentazione fatta per Endurista Magazine sul numero 67, ho avuto da subito un ottimo feeling. Penso che sia la moto giusta per potermi esprimere al meglio nelle competizioni estreme che mi attendono in questo 2021.

 

 

Mi racconti chi sei e da dove nasce la tua passione per la moto?
Ho 26 anni e sono di Piantedo, un piccolo paese della Valtellina. Da un paio di anni mi sto impegnando al massimo per diventare pilota professionista di enduro estremo ma in Italia non è proprio facile… leggi tutta l’intervista su Endurista Magazine 68 in edicola oppure acquistalo online CLICCANDO QUI!

ANTEPRIMA | Intervista a Andrea Verona, nel 2021 su KTM!

Testo: Angelo Gambino – Foto TM: Cristiano Morello – Foto KTM: Alessio Barbanti

La storia di Andrea Verona è di quelle che potremmo vedere raccontate durante i talk show della domenica sera sulla tv nazionale, peccato solo che tra tutti gli sport a disposizione abbia scelto l’Enduro, il che equivale a trovar chiuse le porte del mainstream.

In moto dall’età di tre anni grazie al papà Simone, a 7 la prima gara e da lì un curriculum sportivo che vittoria dopo vittoria lo ha portato prima al titolo di campione del mondo Youth classe 125 nel 2017, poi nel 2018 vittoria con la squadra Junior alla ISDE combattendo contro il dolore per la prematura scomparsa del padre, nel 2019 campione del mondo junior e nel 2020 campione del mondo classe E1.

 

 

Ad onor di cronaca va segnalato che Andrea è finito sotto lo sguardo del grande pubblico grazie a Luca Zaia, presidente della regione Veneto, che tramite la sua pagina ufficiale di Instagram gli ha dedicato un post di complimenti per il titolo mondiale appena conquistato guadagnando più di 5.200 like. Un vero record se pensiamo che l’Enduro è una disciplina di nicchia.

Andrea Verona rappresenta il futuro dell’Enduro italiano, poche parole, tanti fatti ed un sogno da raggiungere, essere il più forte di tutti e conquistare il titolo di campione EnduroGP. Lo abbiamo intervistato in un momento di “transizione”, alla ne di un ciclo importante che lo ha visto conquistare il titolo di campione del mondo enduro e che al tempo stesso ha sancito la chiusura con l’italianissima TM, il suo primo team da pilota ufficiale.

 

 

Il 2021 sarà un anno di cambiamenti, Andrea vestirà infatti i colori di un nuovo Team marchiato KTM, nuove s de e nuovi stimoli per continuare la strada per diventare il numero 1 dell’Enduro mondiale.

Ciao Andrea e grazie per questa intervista, prima di parlare di futuro saliamo sulla macchina del tempo e torniamo a quando sei salito per la prima volta su una moto:

Sono io che ringrazio voi, è sempre un piacere poter parlare di Enduro tra enduristi! La mia prima volta in sella ad una moto è stata all’età di tre anni e mezzo grazie a mio papà e alla sua passione per le motociclette ed in particolare per il motocross. Ricordo che era un Malaguti 50 Grizzly del 1982 con le ruote piccole ed i copertoni delle biciclette da bambino. Da quel momento la moto è diventata parte integrante della mia vita ed in sella a quel Grizzly mi sentivo già un pilota ufficiale… leggi tutta l’intervista su ENDURISTA MAGAZINE 68 in edicola, oppure acquistalo online direttamenti sul nostro sito, CLICCANDO QUI!

TEST DUAL | Benelli TRK 502 X

La Benelli TRK 502 è un modello che aveva già attirato la nostra curiosità circa tre anni fa e a cui dedicammo diverse pagine. Il modello preso in esame questa volta però è quello con la “X” riportata sulle grafiche. La TRK 502 X condivide con la versione stradale della gamma il motore a due cilindri in linea, con raffreddamento a liquido e distribuzione doppio asse camme in testa. Solidità e robustezza, abbinate ad una ciclistica affinata fanno di questa segmento adventure, una moto semplice ed affascinante. Il telaio è un traliccio in tubi con piastre in acciaio, garanzia di affidabilità in ogni condizione.

La TRK 502 è arrivata sul mercato con una serie di nuovi interventi tecnici ed estetici, una moto rivista nei dettagli con aggiornamenti ed evoluzioni importanti a cominciare proprio dalle nuove gra che e dalle plastiche. Completamente riprogettati i blocchetti comandi al manubrio, ora retroilluminati, gli specchietti, rinnovati nel design così come le manopole. Completamente rivisti i paramani in alluminio e plastica così come il cruscotto che presenta una grafica più moderna e leggibile in ogni condizione.

Oggi La Benelli TRK 502 X è la moto più venduta nei primi dieci mesi del 2020 in Italia mettendosi alle spalle modelli blasonati come la BMW R 1250 GS e la Honda Africa Twin. Ma quale è il segreto di questo successo?
La Benelli TRK 502 X ha un design elegante e versatile ma dobbiamo essere sinceri su questo punto, il prezzo a cui viene proposta è davvero imbattibile in quanto nelle colorazioni bianco e antracite viene venduta a € 5.990 franco concessionario.

 

 

Ma torniamo al nostro test, in mia compagnia ed in sella ad una Yamaha Super Ténéré 1200, c’è l’amico Roberto Baldini, esperto endurista.
Il nostro viaggio verso la Sicilia ha come meta la partecipazione al matrimonio di un caro amico e viaggiatore, Marco Salvatore detto “Ture” e noi, per rendergli omaggio, decidiamo come pellegrini di raggiungerlo dalla Romagna in sella alle nostre moto.

Come di consuetudine, prima di partire ho sempre l’abitudine di controllare la moto con cui viaggio, anche se nuova. Un’occhiata al parastrappi, ai cuscinetti delle ruote, ai freni, ai raggi e alle sospensioni… leggi tutta il test su Endurista Magazine 67 o acquistalo direttamente CLICCANDO QUI!

DIRTY PASSION | Woman Motor Bootcamp 2020

Testo: Domitilla Quadrelli WMBootcamp Founder & Motors Enthusiast
Foto: Press WMBootcamp e Officine_Vivaldi
Fotografi: Alessio Corradini e Kim Spolidoro

Non avevo grandi ambizioni, volevo solo organizzare la più alta concentrazione di donne in moto mai vista prima in Italia e farle divertire per settantadue ore all’interno di un circuito motocross ed un’aviosuperficie. Tante donne insieme senza che si scatenassero omicidi, in fondo non mi sembrava di chiedere molto.

Desideravo che la mia amica estetista Agnese si prendesse un giorno di ferie e si mettesse a guidare una Husqvarna FE 250 in pista da motocross anche se neopatentata. Non chiedevo molto. Volevo che Martina, studentessa di Verona, provasse il brivido del volo a bordo di un aereo Acrobatico SF260, il più potente ad elica prima di passare al Jet.

 

 

Il WMB è nato da una visione ed è diventato realtà grazie all’aiuto di tante persone che lo hanno reso possibile. Nonostante tutti mi consigliassero di rimandare questa seconda edizione al 2021, a causa del Covid, abbiamo mosso mari e monti per organizzarla comunque lo scorso settembre. Lo spirito del WMBootcamp era vivo e quello delle ragazze iscritte ancor di più e a mio avviso, un evento ben riuscito senza una seconda edizione è un evento morto. Per cui… WE MADE IT!

 

 

La cosa più incredibile di tutte? Le ragazze presenti sono riuscite a stupirci oltre ogni immaginazione. Il quattro settembre abbiamo aperto le porte del Women Motor Bootcamp 2020, il “campo di addestramento per donne moderne”. Tre giorni di corsi ed attività dove cimentarsi decisamente insolite per il mondo femminile, gestite da scuole specializzate ed aziende partner.

400 donne, 22 attività che spaziavano dal mondo dell’aeronautica alle moto stradali, dal tassellato alla saldatura sino allo Yoga.

Una forbice ampia, diversificata, fatta di mille sfumature proprio come l’animo femminile. Tre giorni in cui adattarsi, conoscersi, condividere nuove passioni ma soprattutto per conoscere meglio sè stesse e superare le proprie paure. Io pensavo di aver visto tutto nella mia vita prima del WMB. Ero ambiziosa su quello che potevano fare queste donne all’evento ma mai avrei pensato di vederle s lare col tacco e lasciare una scia profumata sulla ghiaia di Montagnana.

Nei capelli l’odore della miscela, la pelle un po’ impastata dalla polvere della pista da motocross, eppure tutte belle da togliere il fiato, quelle di 20 anni accampate in tende economiche, così come quelle di 50, arrivate in camper con sopra le moto da enduro.

 

66 ragazze hanno dormito in tende e camper senza poter utilizzare le docce a causa delle restrizioni da Covid ma nessuna si è lamentata. Anzi, dopo aver fatto enduro, at track, etc, avevano pure la forza di fare un aperitivo fuori dalla tenda, cambiarsi d’abito ed uscire a cena tutte insieme. Avevo un’idea ambiziosa sui numeri di partecipazione all’evento e come nella prima edizione del 2019, le ragazze ci hanno stupito in positivo.

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TEST ENDURO | Husqvarna FE 450 2021 al Trofeo

Testo: Angelo Gambino | Foto: Massimo Di Trapani

Da vecchio romantico lo dico sempre e continuerò a ripeterlo: la tecnologia va bene, essere “smart” anche, ma non lasciamoci condizionare la vita dalle previsioni meteo, rischiamo di perdere o rinunciare a giornate che potrebbero rivelarsi grandiose.

MAI FIDARSI DELLE PREVISIONI METEO

In effetti al trofeo ad Anghiari è andata un po’ come sopra scritto. Vista l’alta percentuale di probabilità di pioggia segnalata dalle avveniristiche applicazioni meteo, ci si aspettava di trascorrere un weektend con acqua a catinelle, motivo per cui in molti hanno deciso di non rischiare e starsene serenamente a casa all’asciutto.
Invece, chi non si è fatto scoraggiare dalle previsioni meteo, di acqua ne ha vista in abbondanza solo nella prima parte del sabato durante le operazioni di registrazione e preparazione alla gara. Per il resto solo qualche scroscio sporadico e la giornata della domenica da favola, da incorniciare con un cielo e un terreno incredibile.

 

 

Il weekend di Anghiari è stato condiviso con i cugini del Trofeo Enduro KTM, quindi oltre 300 moto in parco chiuso ed un sacco di piloti pronti per la domenica di gara. Partecipare alle gare del Trofeo per me è sempre una festa, un modo per ritrovare amici provenienti da tutta Italia e conoscerne di nuovi.
Purtroppo la convivialità e gli assembramenti in periodo covid limitano di parecchio uno degli aspetti a mio avviso più belli di queste gare ma la salute collettiva è la priorità e quindi anche i briefing pre gara vengono visti sui vari dispositivi smart.

 

 

La concomitanza dei due trofei, quello KTM e quello Husqvarna, ha messo in pista contemporaneamente due leggende dell’enduro, Arnaldo Nicoli e Giovanni Sala, entrambi con il ruolo di Track Inspector. L’esperienza dei due veterani dell’enduro, unita a quella dallo staff del Moto Club Adventures hanno fatto sì che la domenica i piloti trovassero un percorso di gara molto bello, non banale ed adatto davvero a tutti.

 

 

Due Prove Speciali scorrevoli ma tecniche, per ciascuno dei tre giri previsti. Il Cross Test sembrava un’opera del buon Da Vinci, un susseguirsi di curve, contro curve, salite e discese, disegnate con maestria su una sinuosa collina toscana incastonata tra i lari delle vigne. Talmente bello a vedersi il panorama da farmi dimenticare della mia incapacità nella guida in fettucciato. Anche la Prova in Linea dell’Enduro Test rappresentava una bella occasione dove sfoderare le proprie abilità velocistiche tra guadi, pietre e carreggiate di fango.

Le emozioni di questo sabato toscano sembrano non esaurirsi mai ed il buon Lello Tasca, responsabile marketing per Husqvarna Italia, mi presenta la moto con cui correrò la gara di domenica, una ammante Husqvarna FE 450 2021… leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine 67 in edicola o acquistalo ONLINE CLICCANDO QUI!

TEST ENDURO | KTM EXC 450 Six Days 2021

Come se il modello “ISDE KTM”, non fosse già sufficientemente ricco di parti speciali, avendo ricevuto la 450 qualche giorno prima di organizzare la prova, ho avuto anche il tempo di arricchirla ulteriormente con alcuni componenti da testare durante il corso dell’anno. La configurazione di questa “Sala Six Days” monta uno scarico Akrapovic (disponibile da catalogo Powerparts KTM) ed alcuni accessori della Acerbis Powersport come paramani, protezioni per il telaio, paramotore, cruna catena ecc…

 

Eccovi quindi spiegate alcune delle differenze che noterete nelle foto di questo test, una 450 EXC-F Six Days ulteriormente impreziosita.

 

La prova si è svolta sulle colline che circondano Sansepolcro in Toscana, ospiti dei fratelli Luca e Daniele Boninsegni, enduristi appassionati e proprietari dell’agriturismo La Conca. Un parco privato di trecento ettari, quattro casali rustici in pietra, quattro piscine ed una varietà di mulattiere, carraie e viottoli a nostra disposizione, hanno reso questa location il luogo ideale per la nostra prova di enduro. I diversi livelli di difficoltà delle mulattiere ed i differenti fondi di terreno con sassi, radici e terra bagnata dalle piogge antecedenti al nostro test, hanno reso il percorso più interessante e difficile in ogni passaggio.

IL TEST COL GIO

Eseguire un test con un terreno impegnativo come in questo caso, permette di capire e valutare meglio le caratteristiche della moto. Devo dire che il KTM 450 EXC-F SIX DAYS 2021, grazie al motore “pastoso”, l’ottimo tiro ai bassi regimi ed una progressione lineare, permette di oltrepassare gli ostacoli ed acquistare velocità con grande naturalezza. Questa caratteristica è in continuo miglioramento, usando la 450 cc da ormai diverse stagioni, mi sono reso conto che di anno in anno, le ottimizzazioni fatte sui modelli permettono ai piloti di essere sempre più veloci e con sempre più facilità.

 

Il propulsore di questa 450 è dotato di una testa cilindro SOHC che assicura un’erogazione della potenza più ef ciente in quanto la portata di gas attraverso i condotti è controllata da un monoalbero a camme in testa. Opportunamente posizionato vicino al baricentro, l’albero motore della KTM 450 EXC-F SIX DAYS contribuisce a migliorare ulteriormente la maneggevolezza.

 

Questo propulsore omologato Euro 4, è il più compatto e leggero presente sul mercato (circa 29 kg di peso) ed è molto sensibile alla selezione della mappatura “soft” o “hard” che, in base allo stile e capacità del pilota, risulta essere una funzionalità di grande aiuto. Molto utile anche il sistema TC (Traction Control) anch’esso selezionabile dall’interruttore sul manubrio… leggi tutto il test su Endurista MAgazine 67 in edicola o acquistalo online CLICCANDO QUI!

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