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Gibraltar Race 2018 – The Movie

RALLY RACE: Gibraltar Race

Testo e foto: Alessio Corradini

Si tratta di una competizione Sfuori dall’ordinario, dove la velocità passa in secondo piano ed è importante essere piloti completi.
Bisogna saper usare il GPS alla perfezione, avere senso dell’orientamento, molta resilienza, pazienza ed un culo davvero d’acciaio.

In principio nutrivo delle perplessità per questa gara, poi l’ho seguita lo scorso anno come fotografo e pur essendo molto diversa dai rally, mi è piaciuta. Quest’anno mi è piaciuta di più.

Dura due settimane, quest’anno con un giorno di riposo in mezzo e la prima metà è stata massacrante, con tappe fin oltre
i seicento chilometri. Solo una parte è in fuoristrada, circa il 30% all’inizio, per poi gradualmente crescere no al 60%.

 

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I chilometri di asfalto sono tantissimi, eppure il giro è studiato in modo che il tempo passato off-road sia almeno quanto quello passato on-road.
Ovvio che questo varia da pilota a pilota, un rallista con esperienza potrebbe uscirne frustrato, chiudendo le speciali in una manciata di minuti, ma i viaggiatori, gli avventurieri e tutti i poco di buono a cui piace macinare chilometri, sono stati messi a ferro e fuoco. Io mi sono stancato.

Poco alla volta mi hanno sfinito. Quest’anno mettere le ruote a Gibraltar è stata una soddisfazione diversa, ci
siamo sudati ogni chilometro, perché a differenza dello scorso anno non ci sono state scorciatoie. Niente traghetti per riposare e portarsi avanti.

Tutto su gomma, da Braschov, Romania, no a Gibilterra con una pausa a Lourdes di un giorno…leggi tutto l’articolo su Endurista in edicola.