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RALLY RAID: SERRES RALLY is coming

Testo: Giovanni Moretto
Foto: Press Panafrica Rally

Non avete mai sentito parlare del Serres Rally? Noi parteciperemo anche questo anno e per farvi capire di cosa si tratta vi invitiamo a leggere l’articolo sull’edizione 2017. 

Eccomi qua, intento a preparare il bagaglio a mano per il Marocco, obiettivo: Panafrica Rally 2017.
Non faccio in tempo a finir la frase che, insieme alla “carovana” di Energia & Sorrisi (il team di cui faccio parte e che oramai è più una famiglia che un service), arriviamo ad Erfoud in Marocco.

Il primo giorno è quello di verifiche tecniche ovvero controllo di documenti e moto da parte dell’organizzazione e installazione del nuovo strumento che la direzione gara ha deciso di adottare, chiamato Stella III, una scatoletta di 12 cm con le funzioni di Gps, allert per segnalare pericoli e per richiedere aiuto. Insomma, sarà il mio baby sitter per i prossimi 6 giorni di gara.

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Un primo brevissimo Roadbook di circa 4 km, utile per testare la strumentazione e familiarizzare con la navigazione; a dire il vero ho provato a fare il giro ben due volte smarrendomi, forse un segno del destino?

Finalmente la mattina ha il via la gara con un prologo di circa 60 km più trasferimenti vari. Il risultato definisce la griglia di partenza ed incide sulla classifica di gara. Bello, veloce, con qualche difficoltà di navigazione e qualche “scossone” più o meno calcolato, come ci aveva preannunciato Paolo Ceci.

Le tre giornate successive di gara si sono alternate tra piccole ed insidiose dune, pistoni velocissimi, qualche passaggio di enduro sempre veloce e mai troppo tecnico e qualche pista con il temutissimo fesh fesh, il tutto per circa 750 km tra trasferimenti e prove Speciali.

Nessun incidente grave ha coinvolto i piloti, ma non è mancata, complici la velocità e un po’ di sfortuna, qualche caduta di troppo con i primi ritiri. Le ultime due tappe  di gara ci hanno visto impegnati nel deserto di Merzouga  e sono state decisamente le più selettive.

La tappa n°4 è di 317 km con circa 50 km di dune medio alte.

Come pensavo, la giornata mi ha visto coinvolto in piccoli errori di navigazione e anche qualche “appoggio” sulla sabbia con relativo affaticamento per rimettere in piedi il mezzo e ripartire con il fiato corto. Qui i piloti da rally veri fanno sempre la differenza! Non puoi far finta di essere un rallista se sei uno da cavalcata della bruschetta; qui le bugie chiedono il conto.

La prima volta che la moto si mette a naso in su e devi “scavallare” una di quelle montagne di sabbia, dimentichi tutti i consigli ricevuti su come affrontarle. Veder guidare sulle dune i primi 15 top rider non ha fatto certo bene al mio ego, ma con il resto del gruppo il confronto c’è stato, una gara nella gara. Questa volta però me la sono cavata abbastanza bene e mi sono anche divertito riuscendo a galleggiare su quel mare di sabbia.

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La tappa n.5 è quella conclusiva e che definisce in maniera categorica la classifica che mi vedeva al 6° posto della categoria E1 (monocilindrici 450 cc da enduro) dietro ad un pilota messicano di nome Santana. Ogni mattina ho incrociato il suo sguardo, entrambi facendo finta di essere acerrimi nemici, poi una grande risata e relativa pacca sulla spalla augurandoci “buona suerte”. Lo spirito è quello giusto, ma la sfida è aperta e proverò a fare il colpaccio all’ultima tappa.

L’ultimo giorno di gara l’organizzazione ha previsto 3 settori di sabbia all’interno della prova speciale, 50 km, 25 km e 15 km, non sarà proprio una passeggiata, e sarà così per tutti. Come mio solito qualche errorino di navigazione, qualche appoggio a terra e una caduta senza conseguenze hanno condito la mia giornata che si è rivelata lunga, faticosa, ma divertente e ricca di emozioni.

All’arrivo il mio nuovo “amico” Santana mi ha salutato dall’alto dei suoi 4 minuti di vantaggio finali che gli hanno assicurato il 5° posto, se l’è meritato. Io chiudo comunque in sesta posizione con un ricordo bellissimo di questa esperienza, vissuta immerso in panorami mozzafiato, amici vecchi e nuovi e tanta sabbia negli stivali. Il tracciato realizzato da Paolo Ceci mi ha davvero emozionato e i controlli di Romano Caviglia il giorno prima di ogni tappa mi hanno trasmesso la tranquillità di affrontare un percorso sicuro e verificato.

Lo Staff del Panafrica Rally, grazie a tutto il team di lavoro e al suo patron Domingo, sono stati all’altezza dei migliori rally internazionali. ||

DUE PAROLE CON il vincitore del Panafrica RAlly 2017, JOAN PEDRERO

> Roma: Ciao Joan parlami della tua gara, del tuo feeling con la moto e della preparazione per la Dakar ormai imminente.

> JP: La gara è stata spettacolare, fin dal primo giorno partendo in testa per me è stata dura e difficile. Il Rb era molto preciso, solo nella tappa 4 c’è stato un WP che ha confuso tutti, ma grazie all’esperienza di tante gare ho mantenuto la calma cercando di limitare i danni.

Il Panafrica si è rivelato per me un ottimo allenamento pre Dakar, ed è stato organizzato davvero bene. Il feeling con la moto adesso è molto buono, mi sono allenato moltissimo con la navigazione in Portogallo e in Monegros, dove abbiamo testato nuove soluzioni per il motore con l’adozione di un nuovo scarico Termignoni che ne ha esaltato le prestazioni. Sono molto in forma fisicamente, mi sono completamente ripreso dalla caduta fatta al Merzouga Rally.

Per la Dakar sono molto fiducioso, il Team va alla grande e dopo un breve periodo di riposo, riprenderemo gli allenamenti a Erfoud a casa del nostro Team Manager David Casteau, per completare la sessione di test e affinare gli ultimi allenamenti sulla navigazione e sulla sabbia percorrendo circuiti Cross Country creati appositamente.

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> Roma: Il “Map Man” è ormai diventato un personaggio fondamentale per tutti i Top team, cosa ne pensi e come risolveresti il problema dato che è chiaro che non tutti seguono il Rb. Credi quindi che la gara sia falsata in questo?

> JP: Il discorso del Map Man è molto delicato, ormai sul Rb Dakar in molte note non è presente il cap mentre i Top rider lo hanno e per loro è una conferma molto importante di essere sulla pista buona. Questo discorso si potrebbe risolvere magari fornendo il Rb al mattino o i singoli cap per evitare il lavoro notturno dei Map Man. Spesso nelle dune altri piloti non seguono lo stesso percorso e li vedi tagliare decisamente passando fuori sulle piste veloci, questo è demotivante per chi segue le regole. ||

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