RALLY RAID: Back Tuareg Rally

Quante sono le emozioni che si vivono partecipando ad un rally internazionale in Africa? La risposta è solo una. Infinite.
Il Tuareg Rallye giunto ormai alla sua ventesima edizione, è un cocktail esplosivo di emozioni e stati d’animo.

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Mi correggo, più che un cocktail direi che è un estratto, una centrifuga di materie prime di ottima qualità. Dentro ci sta tutto, paura, sconforto, coraggio, gioia, sofferenza e poi ancora, abilità, gestione della gara, manetta, orientamento, piste, sabbia, deserto e dune.

Dune, tante dune, quelle del Sahara con la D maiuscola. Il deserto, quello vero che ci mette di fronte alle nostre paure, uno specchio per l’anima a cui nessuno può sottrarsi. In fondo tutti siamo lì in cerca di qualcosa, nessuno scappa al deserto e al suo magnetismo enigmatico: “Dio ha creato le terre con i laghi e i fiumi perché l’uomo possa viverci e il deserto, affinché possa ritrovare la sua anima”.
Così recita un antico proverbio Tuareg e mai nulla è stato più vero.

La partecipazione alla mia gara è stata incerta fino all’ultimo ma poi via, con il Rally Team Energia & Sorrisi da Vicenza e la moto preparata in fretta e furia come sempre. Una Husqvarna FE 250 nel mio caso, quella avevo e quella ho usato.
Un serbatoio maggiorato da 12 litri avuto in prestito, così come il GPS e un porta roadbook istallato al manubrio…leggi tutto l’articolo su Endurista in edicola.

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