_MG_1803-Modifica-ModificaC

Rally dell’Umbria 2018

Testo: Ricky Ciani
Foto: Ricky Ciani e Press Rally dell’Umbria

Alla premiazione non si ricevono coppe od onorificenze, ma la fortuna di aver goduto di un territorio eccezionale con la sua storia e i suoi colori. Dopo una settimana di fuoco nalmente finisco di lavorare e sono intenzionato a strappare alla routine quotidiana, un bel week end in moto.

Indosso la mia divisa con la scritta sul petto “Endurista” che invita a calarmi nei panni di inviato per la redazione. Preparo un bagaglio minimo, un borsone stagno con T-shirt, indumenti tecnici intimi Six e un ricambio per uscire la sera. Trattandosi di un evento adventuring, decido di vivere questo rally con lo spirito di adattamento tipico dei miei viaggi in giro per il mondo e mi cerco un ostello nel centro della città.

Centro di Perugia, Piazza IV Novembre, si aprono le porte alla prima tappa adventuring FMI con il rally dell’Umbria, un rally quasi più nel nome che nei fatti dato che, a tutti gli effetti, si tratta di un tour attraverso questa splendida regione che ci condurrà alla scoperta di luoghi spesso dimenticati.

Il Rally dell’Umbria parte dal cuore della bellissima Perugia e, un alloggio semplice ed economico, è sempre il modo migliore per sentirsi parte di un luogo e viverlo da “local”, piuttosto che da turista…leggi tutto l’articolo su Endurista Magazine in edicola.

DirtySchool Ottobre 2018_1

Dirty School 13/14 ottobre

Una due giorni dedicata all’apprendimento delle tecniche di base della guida in fuoristrada su maxienduro ed entrofuoristrada. Lezioni teoriche in aula e pratiche lungo suggestivi percorsi in Emilia Romagna, sotto la guida di istruttori FMI e tecnici esperti, facendo base in una caratteristica struttura. II corso permetterà ai neofiti di apprendere le tecniche di base necessarie per condurre in sicurezza la propria moto su percorsi off, ed a coloro the hanno più esperienza di affinare la tecnica, e comunque a tutti di godersi splendidi percorsi on-off attraverso un territorio veramente speciale.

DirtySchool Ottobre 2018_2

DirtyRoads&School 2018 brochure pag13

Marche On-Off 20/23 settembre

Una classica del Marco Polo Team, che ha sempre riscosso grande successo. Quattro giornate di saliscendi sull’Appennino marchigiano, attraverso i boschi del Montefeltro , le gole del Monte Petrano e l’ascesa al Monte Catria. Poi giù tra i tornanti di Fonte Avellana sino a raggiungere Frasassi. E poi ancora la meraviglia di ampie vallate, boschi e gole che ci condurranno sino al Parco dei Monti Sibillini. Un tour che mixa alla perfezione piacere di guida su emozionanti ed agevoli sterrati, storia, cultura, natura e cucina.

DirtyRoads&School 2018 brochure pag14

 

Schermata-2018-07-30-alle-17.09.22

TUTORIAL BETA RR my 2019 come trovare l’assetto giusto

VIDEO: All’interno del video è possibile trovare delle indicazioni di base per adattare l’assetto della propria RR my 2019 in 6 diverse situazioni:

1. Strade bianche o comunque poco impegnative
2. Terreni più impegnativi
3. Buche in sequenza o forti compressioni 
4. Terreni fangosi
5. Peso pilota o preferenza di assetto
6. Temperature di esercizio

KFOTO-654433

RALLY RAID: SERRES RALLY is coming

Testo: Giovanni Moretto
Foto: Press Panafrica Rally

Non avete mai sentito parlare del Serres Rally? Noi parteciperemo anche questo anno e per farvi capire di cosa si tratta vi invitiamo a leggere l’articolo sull’edizione 2017. 

Eccomi qua, intento a preparare il bagaglio a mano per il Marocco, obiettivo: Panafrica Rally 2017.
Non faccio in tempo a finir la frase che, insieme alla “carovana” di Energia & Sorrisi (il team di cui faccio parte e che oramai è più una famiglia che un service), arriviamo ad Erfoud in Marocco.

Il primo giorno è quello di verifiche tecniche ovvero controllo di documenti e moto da parte dell’organizzazione e installazione del nuovo strumento che la direzione gara ha deciso di adottare, chiamato Stella III, una scatoletta di 12 cm con le funzioni di Gps, allert per segnalare pericoli e per richiedere aiuto. Insomma, sarà il mio baby sitter per i prossimi 6 giorni di gara.

KFOTO-653392

Un primo brevissimo Roadbook di circa 4 km, utile per testare la strumentazione e familiarizzare con la navigazione; a dire il vero ho provato a fare il giro ben due volte smarrendomi, forse un segno del destino?

Finalmente la mattina ha il via la gara con un prologo di circa 60 km più trasferimenti vari. Il risultato definisce la griglia di partenza ed incide sulla classifica di gara. Bello, veloce, con qualche difficoltà di navigazione e qualche “scossone” più o meno calcolato, come ci aveva preannunciato Paolo Ceci.

Le tre giornate successive di gara si sono alternate tra piccole ed insidiose dune, pistoni velocissimi, qualche passaggio di enduro sempre veloce e mai troppo tecnico e qualche pista con il temutissimo fesh fesh, il tutto per circa 750 km tra trasferimenti e prove Speciali.

Nessun incidente grave ha coinvolto i piloti, ma non è mancata, complici la velocità e un po’ di sfortuna, qualche caduta di troppo con i primi ritiri. Le ultime due tappe  di gara ci hanno visto impegnati nel deserto di Merzouga  e sono state decisamente le più selettive.

La tappa n°4 è di 317 km con circa 50 km di dune medio alte.

Come pensavo, la giornata mi ha visto coinvolto in piccoli errori di navigazione e anche qualche “appoggio” sulla sabbia con relativo affaticamento per rimettere in piedi il mezzo e ripartire con il fiato corto. Qui i piloti da rally veri fanno sempre la differenza! Non puoi far finta di essere un rallista se sei uno da cavalcata della bruschetta; qui le bugie chiedono il conto.

La prima volta che la moto si mette a naso in su e devi “scavallare” una di quelle montagne di sabbia, dimentichi tutti i consigli ricevuti su come affrontarle. Veder guidare sulle dune i primi 15 top rider non ha fatto certo bene al mio ego, ma con il resto del gruppo il confronto c’è stato, una gara nella gara. Questa volta però me la sono cavata abbastanza bene e mi sono anche divertito riuscendo a galleggiare su quel mare di sabbia.

_BAR0876

La tappa n.5 è quella conclusiva e che definisce in maniera categorica la classifica che mi vedeva al 6° posto della categoria E1 (monocilindrici 450 cc da enduro) dietro ad un pilota messicano di nome Santana. Ogni mattina ho incrociato il suo sguardo, entrambi facendo finta di essere acerrimi nemici, poi una grande risata e relativa pacca sulla spalla augurandoci “buona suerte”. Lo spirito è quello giusto, ma la sfida è aperta e proverò a fare il colpaccio all’ultima tappa.

L’ultimo giorno di gara l’organizzazione ha previsto 3 settori di sabbia all’interno della prova speciale, 50 km, 25 km e 15 km, non sarà proprio una passeggiata, e sarà così per tutti. Come mio solito qualche errorino di navigazione, qualche appoggio a terra e una caduta senza conseguenze hanno condito la mia giornata che si è rivelata lunga, faticosa, ma divertente e ricca di emozioni.

All’arrivo il mio nuovo “amico” Santana mi ha salutato dall’alto dei suoi 4 minuti di vantaggio finali che gli hanno assicurato il 5° posto, se l’è meritato. Io chiudo comunque in sesta posizione con un ricordo bellissimo di questa esperienza, vissuta immerso in panorami mozzafiato, amici vecchi e nuovi e tanta sabbia negli stivali. Il tracciato realizzato da Paolo Ceci mi ha davvero emozionato e i controlli di Romano Caviglia il giorno prima di ogni tappa mi hanno trasmesso la tranquillità di affrontare un percorso sicuro e verificato.

Lo Staff del Panafrica Rally, grazie a tutto il team di lavoro e al suo patron Domingo, sono stati all’altezza dei migliori rally internazionali. ||

DUE PAROLE CON il vincitore del Panafrica RAlly 2017, JOAN PEDRERO

> Roma: Ciao Joan parlami della tua gara, del tuo feeling con la moto e della preparazione per la Dakar ormai imminente.

> JP: La gara è stata spettacolare, fin dal primo giorno partendo in testa per me è stata dura e difficile. Il Rb era molto preciso, solo nella tappa 4 c’è stato un WP che ha confuso tutti, ma grazie all’esperienza di tante gare ho mantenuto la calma cercando di limitare i danni.

Il Panafrica si è rivelato per me un ottimo allenamento pre Dakar, ed è stato organizzato davvero bene. Il feeling con la moto adesso è molto buono, mi sono allenato moltissimo con la navigazione in Portogallo e in Monegros, dove abbiamo testato nuove soluzioni per il motore con l’adozione di un nuovo scarico Termignoni che ne ha esaltato le prestazioni. Sono molto in forma fisicamente, mi sono completamente ripreso dalla caduta fatta al Merzouga Rally.

Per la Dakar sono molto fiducioso, il Team va alla grande e dopo un breve periodo di riposo, riprenderemo gli allenamenti a Erfoud a casa del nostro Team Manager David Casteau, per completare la sessione di test e affinare gli ultimi allenamenti sulla navigazione e sulla sabbia percorrendo circuiti Cross Country creati appositamente.

KFOTO-655101

> Roma: Il “Map Man” è ormai diventato un personaggio fondamentale per tutti i Top team, cosa ne pensi e come risolveresti il problema dato che è chiaro che non tutti seguono il Rb. Credi quindi che la gara sia falsata in questo?

> JP: Il discorso del Map Man è molto delicato, ormai sul Rb Dakar in molte note non è presente il cap mentre i Top rider lo hanno e per loro è una conferma molto importante di essere sulla pista buona. Questo discorso si potrebbe risolvere magari fornendo il Rb al mattino o i singoli cap per evitare il lavoro notturno dei Map Man. Spesso nelle dune altri piloti non seguono lo stesso percorso e li vedi tagliare decisamente passando fuori sulle piste veloci, questo è demotivante per chi segue le regole. ||

32150263_10155727875216799_2626434911673778176_o

Main

20 Anni e non sentirli, Motocavalcata di Febbio

La motocavalcata di Febbio è un po’ come il buon vino, invecchiando migliora, un evento che è cresciuto negli anni, che ha saputo migliorarsi insieme agli enduristi che ne hanno preso parte. Questa ventesima edizione rappresenta senza dubbi un bel traguardo per tutto lo staff del Moto Club Crostolo che si è prodigato per offrire ai partecipanti una delle cavalcate più belle ed impegnative d’Italia nel cuore dell’alto Appennino reggiano, nel comprensorio del Parco Nazionale Tosco Emiliano.

 

possibile-foto-di-apertura

 

La motocavalcata di Febbio ha la particolarità di svolgersi su due giornate, con un percorso di circa 60 km il sabato ed uno di 120 km la domenica. Il bellissimo percorso tracciato dagli esperti organizzatori e complice il fondo viscido, causato dalla pioggia dei giorni precedenti all’evento, hanno reso il tracciato decisamente interessante ed impegnativo.

 

Dobbiamo creare “consenso intorno a noi”, questo è l’obbligo e l’obbiettivo di ogni buon Endurista, di fronte a un Endurista scorretto, maleducato o arrogante, scarico aperto, senza targa, che va nei prati o che non modera la velocità in presenza di persone e abitazioni, interveniamo in modo educato ma risoluto, facciamogli pesare la sua condotta, se è anche un amico o compagno di escursioni e non ci ascolta, è nostro dovere isolarlo. Siamo un po’ severi, ma consapevoli che possiamo fare qualche cosa per il nostro amato sport.

 

Proprio per onorare questa 20ma edizione noi di Endurista abbiamo deciso di partecipare in modo “attivo” in sella a due modelli di moto di cui quest’anno non avevamo ancora avuto occasione di parlare, le Yamaha WR250F e 450F 2018.

 

febbio

 

Caratteristiche Yamaha WR 250F e WR 450F 2018

La bontà del progetto WR era già noto sui modelli 2017 che avevamo avuto modo di provare lo scorso anno. Per il 2018 non ci sono particolari stravolgimenti, se non l’ottimizzazione di un prodotto già efficiente dalle caratteristiche uniche nel segmento enduro. Mi riferisco all’ormai noto propulsore dal layout con testa del cilindro rovesciata DOCH a 4 tempi con valvole in titanio, ossia con il condotto di aspirazione e di scarico invertiti.

Questa soluzione permette di avere un condotto di aspirazione rettilineo che si traduce in una risposta più pronta all’acceleratore ed una erogazione più lineare dalle caratteristiche quasi elettriche che tanto ci è piaciuta su entrambe le cilindrateleggi tutto il test e le impressioni sulla cavalcata su Endurista 53 in edicola.

IMG_0065

TEST ENDURISTA: Honda X-ADV 2018, benvenuti nel futuro

Non è uno scooter, o meglio, ne ha le sembianze, ma definirlo scooter non sarebbe corretto, così come non sarebbe corretto definirla una moto da IMG_0094enduro. L’Honda X-ADV racchiude qualità diametralmente opposte in un’unica soluzione con una personalità così spiccata e unica nel suo genere che non sarebbe corretto nemmeno definirla un ibrido. X-ADV è una nuova frontiera per il motociclismo, una moto “tuttofare” che di certo (anche per gli scettici che però non credo abbiano avuto l’opportunità di provarla) se non apprezzata, non corre il rischio di passare inosservata.

In redazione eravamo molto curiosi di poterla provare, quello che più ci interessava in realtà era carpire il suo funzionamento in situazioni off-road così, nei dieci giorni in cui Honda Italia ce l’ha messa a disposizione ne abbiamo fatte di tutti i colori, utilizzandola nelle più disparate situazioni.
Gomme dal taglio on-off e cerchi a raggi tangenziali in acciaio: 17 pollici all’anteriore con un doppio disco flottante da 296 mm morso da pinze radiali Nissin e 15 pollici al posteriore. Sospensioni a lunga escursione con all’anteriore una forcella a steli rovesciati (come sulle moto da enduro) da 41 mm regolabile nel precarico molla e rebound.

 

Al posteriore un ammortizzatore regolabile nel precarico che lavora su sistema link abbinato ad un forcellone in alluminio cavo al suo interno, con nervature volte a garantirne la rigidità e resistenza. Chiamalo scooter! Manubrio biconico a presa larga con riser in alluminio lo stesso dell’Africa Twin e paramani integrali come sulle enduro vere.
Leggi tutto il test su Endurista Magazine 53 in edicola.